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lunedì 24 aprile 2017

Nella data di nascita, il numero evolutivo (o karmico)

Da: http://leterno.altervista.org/i-5-significati-nascosti
-della-data-di-nascita/
Pare che ci siano avvenimenti esterni a noi che hanno effetti sul nostro schema di vita, che sembrano mettere seriamente in crisi il concetto di libero arbitrio, la cui analisi però, ci permette di capire, almeno parzialmente, quali esperienze ci riserva la vita.
Non vogliamo certo dire con questo che la numerologia sia un vero e proprio metodo divinatorio, in quanto la divinazione è una facoltà paranormale insita nell'essere umano e può servirsi, per manifestarsi, indifferentemente di pendolini, analisi numerologiche, tarocchi, fondi di caffè... (e chi più ne ha più ne metta), che non sono altro che supporti simbolici per un meccanismo divinatorio che è, e resta, sostanzialmente inconscio.

Più semplicemente con la numerologia è possibile svelare almeno in parte, quello che sarà il karma dell'individuo, cioè l'insieme di esperienze che determineranno le basi fondamentali della sua esistenza: il probabile corso dell'esistenza conseguente agli schemi che sono stati attivati, le conseguenze.
Per spiegare il concetto di karma ricorreremo al classico esempio: supponiamo di non essere ancora nati, od al massimo di esserlo in questo preciso momento. Di fronte a noi vediamo nove strade: tutte conducono alla stessa località, la morte. Una di esse sarà molto lunga, spaziosa, pianeggiante e rettilinea; un'altra, molto più breve, si inerpicherà su alcune montagne, ed essendo stretta vi è un grave pericolo di uscire di strada; un'altra ancora sarà un percorso misto comprendente tratti rettilinei ed altri montagnosi, e così via... Quello che conta è che ognuna di queste strade, pur avendo i propri pregi e difetti, porta a destinazione: la consapevolezza.
Al momento di venire al mondo, noi scegliamo una di queste strade (secondo la teoria della reincarnazione, tale strada ci viene imposta dalle esperienze riportate nelle vite precedenti, mentre secondo un'altra teoria la scelta è del tutto casuale); da questo momento in poi, il nostro percorso sarà nettamente divergente da tutti gli altri, con cui si congiungerà solo all'arrivo.
Siccome questa strada viene intrapresa al momento della nascita, e nulla può più farcela cambiare, per trarre indicazioni sulle sue caratteristiche dovremo rifarci esclusivamente alla data di nascita: ecco che la numerologia si avvicina moltissimo all'astrologia, così come abbiamo constatato QUI. Quest'ultima infatti studia la strada, o karma, in base al ciclo astrale in atto al momento della nascita dell' individuo, affine alla sua fase evolutiva. 

Naturalmente, ciò detto, non si vuole certo affermare che i destini di sette miliardi di esseri umani vengano sintetizzati in queste nove strade (che poi sono undici considerando anche l'11 e il 22), che equivarrebbe a compiere un errore analogo a ridurre le caratteristiche astrologiche in 12 categorie fondamentali.
Per restare nel nostro esempio, supponiamo di dover andare da Torino a Palermo; ci sarà chi percorrerà in auto l'intero percorso autostradale; alcuni passeranno da Piacenza, altri da Firenze; altri ancora si imbarcheranno a Genova o a Napoli, altri prenderanno il treno ed altri l'aereo.
Prendiamo però anche solo in considerazione quelli che percorreranno l'intera autostrada, passando da Firenze e da Roma. Questa riduzione corrisponde nel nostro discorso all'analisi di una sola strada karmica.
E' evidente innanzi tutto che alcuni avranno guasti all'auto che non hanno revisionato a sufficienza e resteranno appiedati lungo il percorso. Altri magari perché hanno chiesto troppo alla loro auto, avranno un guasto riparabilissimo, ma che farà loro perdere tempo costringendoli ad una sosta imprevista (i classici " accidenti del destino "), e così via. Su migliaia di persone che percorreranno tale autostrada, non si può certo dire che due di esse abbiano esattamente le stesse esperienze e nello stesso momento; figuriamoci in un percorso ben più lungo ed accidentato quale è la vita umana.
Non basta quindi conoscere la strada per sapere qualcosa sul proprio destino, ma bisogna integrare tale conoscenza con altre, solo allora si potrà trarre dalla numerologia un insieme di caratteristiche sufficienti ad avere un quadro completo ed esauriente dell'individuo preso in considerazione.

Veniamo ora alla ricerca pratica di questo numero evolutivo o karmico.
Come abbiamo visto, l'unico dato che esprime le caratteristiche ricevute nel momento della nascita sarà evidentemente la data esatta della nascita stessa.

Se prendiamo per esempio Claudio, nato il 28 dicembre 1953, avremo:
28+12+1953 = 1993, poi 1+9+9+3 = 22, che potremmo ridurre a 4 (2+2), ma che ha una strada tutta sua, insieme all'11, oltre alle 9 cifre primarie naturali.

                                                       22 è quindi il numero evolutivo di Claudio.

E' evidente che qualunque altra persona nata il 28 dicembre 1953 avrà lo stesso numero evolutivo di Claudio; evidentemente però avrà anche altre caratteristiche numerologiche e astrali discordanti a quelle di Claudio e saranno più che sufficienti per differenziarli.
Il numero evolutivo può anche venire utilizzato per calcolare le possibilità di riuscita di un'impresa o di un'iniziativa, insieme agli ostacoli che essa potrà incontrare nel suo svolgimento.
Mentre per avere alcune indicazioni sul corso dell'esistenza sarà sufficiente analizzare il numero evolutivo, per avere un quadro generale sarà comunque opportuno calcolare anche il numero personale insito nel nome dell'impresa stessa (per "Numerologia Astrale" clicca QUI).
Evidentemente, comunque, un'impresa iniziata per esempio il 22 dicembre 1973 avrà come numero evolutivo:
22+12+1973 = 2013 = 2+1+3 = 6.

Dopo questa introduzione di Giancarlo Tarozzi, passiamo alle caratteristiche dei numeri evolutivi:

Numero evolutivo 1
Ad ogni numero karmico corrisponde una "strada", cioè un indirizzo esperienziale ben preciso.
Nel caso del numero 1 abbiamo il percorso più duro, ma al tempo stesso più ricco di soddisfazioni per chi riesce a percorrerlo fino in fondo.
Chi porta il numero 1 non può permettersi molti errori o distrazioni nel corso della sua esistenza; ha di fronte a se molte possibilità, ma non può contare in nessun momento sull'aiuto della fortuna.
Ancora una volta l'1 è un numero creatore, destinato a raggiungere posizioni di grande prestigio e responsabilità; questi individui hanno nel sangue la tendenza a dirigere, comandare, organizzare, presiedere, condurre.
E' il classico dirigente nato, capace di attrarsi senza difficoltà i favori delle folle, ma anche di perderli altrettanto rapidamente.
Deve però sempre ed in ogni occasione manifestare la più rigida intransigenza, in egual misura, verso se stesso e verso i suoi collaboratori.
L'1 deve sempre tener presente che proprio nel momento di maggior successo il destino è in agguato dietro l'angolo ad attendere un suo errore per togliergli quanto ha acquisito fino a quel momento.
In sintesi, quindi, questo tipo deve sviluppare soprattutto la decisione e la forza d'animo; deve soprattutto saper volere fino in fondo, ed allora nulla gli sarà impossibile.
Gli 1 comunque, possono scordarsi una vita serena, rilassata o comunque mediocre; la lotta sarà la caratteristica dominante della loro esistenza.

Numero evolutivo 2
Seguendo la tendenza dominante in numerologia, il destino numero 2 è esattamente l'antitesi dell'1; è infatti un percorso sereno, costante e privo di scosse troppo brusche. E' quel che si dice la classica vita tranquilla, un'intensa vita interiore.
In un certo senso però, può dare ottime soddisfazioni: il 2 ha infatti un destino calmo ed equilibrato, che gli permette un'evoluzione priva di scosse. Può realizzare tranquillamente i suoi progetti, senza dover temere brutte sorprese. Del resto, questo tipo si ritroverà sempre accanto numerosi amici ed un ambiente familiare caldo e confortevole.
Chi porta questo numero può vivere una vita senza palcoscenici e primi piani ma può essere un collaboratore indispensabile al successo, destinato a realizzare quanto viene elaborato da altri.
La vita del 2 può in certi casi essere considerata lineare, in quanto vi è ben poco spazio per l'imprevisto e l'avventura; essa permette però una grande evoluzione spirituale, favorendo la meditazione distaccata sui problemi della vita, che di rado vengono visti in prima persona e quindi una maggior comprensione dei meccanismi naturali.
Il numero 2 intraprenderà spesso opere umanitarie e filantropiche che avranno un notevole successo; in ogni caso, un insuccesso può dipendere solo da qualche suo errore, in quanto il Fato sembra trascurare la sua vita.

Numero evolutivo 3
Assistiamo ad un'altra netta contrapposizione: chi porta il numero 3 è destinato ad una vita priva di grandi preoccupazioni, allegra e felice. Per il 3 il dorato mondo dell'adolescenza non si interrompe mai, in quanto i guai sembrano sempre lontani, ma se arrivano, lo colgono completamente impreparato.
Il 3 è comunque un individuo molto intelligente e perspicace, che si ritrova sempre in situazioni in cui deve dar sfoggio della sua eccezionale inventiva che gli permette in certi casi di risolvere le situazioni più disperate con un vero e proprio lampo di genio.
La leggerezza del 3 viene espressa anche dal tipo di vita che conduce: a volte raggiunge rapidamente il successo e la ricchezza ma può capitargli di ritrovarsi al punto di partenza.
Si può dire che in questo tipo di vita niente è prefissato e prevedibile; per questo l'inventiva del 3 è veramente indispensabile, altrimenti rischierebbe di venir travolto dagli eventi.
Per risolvere le esperienze che la vita ha in serbo per lui, il 3 dovrebbe soprattutto imparare a dominare la sua impulsività e ad analizzare maggiormente le situazioni che gli si prospettano di volta in volta. Se non impara ad agire saggiamente, la vita continuerà a bersagliarlo di lezioni, portandolo ripetutamente dagli altari, alla cenere e viceversa, nella speranza che inizi a riflettere ed a chiedersi se tutto quanto gli capita non possa avere una motivazione che gli sfugge.

Numero evolutivo 4
Il destino numero 4 è quello di coloro che fin dalla nascita si ritrovano davanti una strada nettamente tracciata, solida e sicura, delineata con tanto di paracarri e segnali che avvertono quando si giunge in presenza di un pericolo, e di forze dell'ordine che sorvegliano sempre.
E' un destino pianificato e pianificabile; molti individui che portano il 4 si ritrovano nel corso della loro esistenza ad occupare cariche di grande responsabilità, spesso in grandi industrie od imprese commerciali o comunque sfondano nel mondo della finanza.
La strada 4 conduce quindi dritta e senza esitazioni al risultato, ma proprio perché è così dritta e sicura, bisogna fare molta attenzione: può far venire infatti la tentazione di correre più di quanto è consentito o di infrangere qualche regola, nel qual caso il 4 può star certo che dietro l'angolo è nascosto l'equivalente di un agente pronto a punirlo severamente. Si può infatti dire che la prima lezione che il 4 deve imparare nella sua vita è proprio quella di attenersi alle regole, anche quando sembrerebbe così facile infrangerle. Comunque, chi porta il 4 ha innato in sé il senso dell'organizzazione e della pianificazione, aiutato anche dal fatto che fin dalla sua più tenera infanzia tutti gli incidenti e gli imprevisti della sua vita sono stati conseguenze di errori precedenti e come tali perfettamente prevedibili.
Se il 4 si rende conto di tutto questo ha quindi la possibilità di evitare totalmente l'intervento di fattori imprevisti nella sua vita e quindi di ottenere tutto quello che vuole senza correre rischio alcuno.

Numero evolutivo 5
II 5, essendo l'esatta antitesi del 4, è un destino tortuoso, ricco di frequenti imprevisti e bruschi colpi di scena. Per riuscire nella vita, il 5 deve amare soprattutto l'avventura, gettarsi a capofitto nelle nuove situazioni che gli si presentano senza lasciarsi turbare.
Nell'impostare la sua esistenza, il 5 deve tenere conto che essa sarà costellata di elementi nuovi, alcuni positivi ma altri purtroppo no; evitare quindi una vita troppo pianificata, in cui sarebbe molto difficoltoso uscire dai binari prestabiliti.
Chi porta il 5 non può permettersi di agire approssimativamente, di trascurare qualcosa, di adagiarsi in ciò che ha già ottenuto; deve sempre essere pronto a vedersi togliere tutto dal " Fato ", ma anche ad improvvisi eccezionali colpi di fortuna. Non c'è possibilità di rilassamento, per questo individuo; in compenso ha ben poche possibilità di annoiarsi o di cadere nell'inattività.
Questo destino promette a chi porta il 5 una vita densa di forti sensazioni ed emozioni, soprattutto però di ordine fisico e materiale: ottimi successi in campo sportivo e amoroso. L'altra faccia della medaglia ricorda però di stare molto attenti alla possibilità di ammalarsi anche gravemente, e nei casi peggiori perfino di divenire invalidi.
Per evitare questo rischio, tuttavia, sarà sufficiente condurre una vita con un regime serio ed equilibrato, non disdegnando mai di fare frequenti esercizi sportivi. Il corpo può dare brutte sorprese al 5 solo quando viene trascurato ed abbandonato a se stesso.

Numero evolutivo 6
All'individuo che porta il 6, la vita richiede una grande maturità in ogni campo ed un'attenta valutazione dei fatti della vita stessa.
Il 6 si troverà spesso infatti, di fronte ai classici bivi, in cui la sua scelta darà un'impronta determinante agli sviluppi ulteriori della sua esistenza. II 6 deve quindi innanzi tutto cercare di conoscere a fondo se stesso e le suo potenzialità, dopo di che deve effettuare la stessa analisi riferendola ai suoi collaboratori, ed in ogni caso a tutti coloro che hanno una certa importanza nella sua vita.
Con questo tipo di individuo il destino è prodigo di lezioni; chi sa trarne la giusta lezione ha in mano la chiave per ottenere tutto quello che vuole. L'importante è non agire avventatamente per un solo istante, ricordando sempre i risultati delle speculazioni che devono necessariamente precedere ogni forma di azione concreta.
In questo caso il 6 ha la possibilità di realizzare quanto generalmente gli preme più di ogni altra cosa, cioè grandi opere umanitarie. Il 6 è infatti generalmente molto altruista e generoso, e realizza molto poco per il proprio esclusivo godimento.
Anche il 6 può imbattersi in avvenimenti che trasformano completamente la sua vita, sia in senso positivo che in senso negativo. A differenza del 5 però, l'esperienza acquisita fino a quel momento lo metterà sempre in condizione di adottare il comportamento migliore, in modo da trarre sempre il massimo da tutto quanto gli capita...
In ogni modo questo individuo non può mai accettare la mediocrità; deve sempre realizzare tutto quanto la vita gli offre.

Numero evolutivo 7
II 7 offre, come sempre, grandi possibilità spirituali; anche in campo karmico infatti questo numero denota individui che hanno nella loro vita grandi possibilità di autorealizzazione, e soprattutto di condurre una vita perfettamente coerente con i loro ideali e con la loro maturazione interiore.
Questi individui devono solo imparare rapidamente a liberarsi dalle seduzioni della dimensione fisica, mettendole decisamente in secondo piano, dopo di che dinanzi a loro si schiude un futuro denso di possibilità, di successo e di fortuna.
L'essenziale è che questi individui non ostacolino una certa tendenza che prima o poi nel corso della loro esistenza li spinge irresistibilmente ad interessarsi di argomenti spirituali, scienze occulte ed autorealizzazione iniziatica.
Certo, la vita cercherà di tenerseli ben stretti, ostacolando la loro evoluzione con chimeriche prospettive di ricchezza, onore e gloria; il 7 deve però sempre ricordare che quello non è il suo "destino", per cui nel momento stesso in cui se ne lascia sedurre, tutto quanto gli appariva desiderabile si sfalda, e gli scivola in breve tempo dalle mani; inoltre, scegliendo di vivere una vita intensamente terrena, si sbarra l'accesso alle dimensioni superiori che prima lo attendevano. Si ricordi infatti che il destino non regala e non toglie mai nulla gratuitamente o per un cieco capriccio; tutto ciò che avviene ha il preciso scopo di permetterci di trame un'esperienza e un insegnamento. Ogni evento favorevole o sfavorevole, dopo aver assolto il suo compito, può benissimo dissolversi in breve tempo.

Numero evolutivo 8
II destino del numero 8 è molto veloce e ricco di esperienze spesso contrastanti. Chi porta questo numero può trovarsi spesso ad intraprendere più strade diverse nel corso della sua vita, così da trame il nocciolo comune, che potrebbe schiudergli la comprensione dei misteri della vita.
Tutto accade molto velocemente per l'8, ma mai troppo velocemente, al punto da non permettergli di ricavare dai fatti la giusta esperienza. Nel passaggio da un'esperienza all'altra, l'8 si ritrova spesso a tornare sui suoi passi, potendo così analizzare criticamente quanto fatto in precedenza.
Tutte le strade intraprese dall'8 nel corso della sua esistenza, gli daranno l'impressione di essere in quella giusta, quella in grado di portarlo al successo ed alla realizzazione; tutte, dopo un certo periodo, si sfalderanno, mostrandogli però il punto in cui erano sbagliate.
Per liberarsi da questo ciclo, l'8 deve cercare di capire quale sia il massimo comune denominatore di tutte le sue esperienze, e servirsene per intraprendere nel modo giusto quelle successive. In quel momento esce dalla ciclicità, e dinanzi a lui si spalancano le porte del successo e della realizzazione... In principio l'8 deve abbandonarsi alle sue esperienze con vitalità ed entusiasmo, riuscendo anche a "vivere la vita".
In ogni modo, in quasi tutte le strade intraprese vi è il successo ad attendere l'8; anche questo numero non è certo destinato alla mediocrità, inoltre se impara la sua lezione il successo finale sarà veramente di portata tale da appagarlo pienamente e da lasciarlo senza rimpianti.

Numero evolutivo 9
Anche in campo karmico, il 9 riserva un destino "diverso" ed eccezionale a chi lo porta. Il 9 offre infatti una vita magica ed affascinante a coloro che sapranno liberarsi dalle pastoie della razionalità fine a se stessa, liberando la fantasia creativa e l'immaginazione.
E' un destino che colloca chi lo porta al di fuori del mondo comune: grandi viaggi, vita avventurosa ricca di scoperte fantastiche ed impreviste, sia in campo pratico che intellettuale. L'essenziale è non gettare mai definitivamente le ancore su quanto si è acquisito, ma essere sempre pronti a salpare rapidamente verso nuovi e più consistenti orizzonti.
E' un destino che ha ben poco in comune con quelli visti in precedenza; potremmo dire che il 9 si colloca in una dimensione atemporale, vivendo una vita quasi individualistica, in quanto ben pochi altri numeri sono in grado di condividerla, anche se in parte. Non si tratta però di un individualismo egoista ed egocentrico, in quanto il 9 non si dimentica mai delle sofferenze e dei problemi altrui e si protende verso il prossimo per aiutarlo disinteressatamente. Può considerarsi un tipo molto solo, in quanto sono gli altri a non essere in grado di avvicinarsi a lui.
Il 9 ha molto successo in campo artistico e nelle cosiddette professioni liberali, in cui può dar libero sfogo alla sua enorme capacità creativa.
E' molto arduo legarsi ad un 9, per chi abbia un altro destino; ci si troverebbe infatti di fronte ad un vero e proprio salto di livello che lascerebbe entrambi del tutto insoddisfatti.

Numero evolutivo 11
Chi si ritrova la strada numero 11, ha di fronte a sé un'autostrada capace di condurlo dove è in grado di arrivare. Se il soggetto ha interessi evolutivi, spirituali o comunque ideali, ha in questo caso la possibilità di realizzarli fino in fondo.
Il destino è talmente forte da sminuire notevolmente l'importanza del numero personale e di tutti gli altri numeri... ci troviamo veramente di fronte all'individuo predestinato, il classico "iniziato nato".
L'11 si sentirà sempre attratto da idee e situazioni evolute e, qualunque sia il suo carattere, le seduzioni materiali faranno su di lui ben poca presa. Se anche le altre caratteristiche della sua personalità lo spingono verso una visione razionalistica e materiale, l'11 sublimerà queste tendenze in una dimensione spirituale: avremo allora il matematico o il filosofo, che si servono della propria concettualità per intuire realtà trascendentali altrimenti non percepibili.
Chi gli sta intorno dovrebbe sempre cercare di stimolare le sue potenzialità evolutive, che apparentemente lo portano ad essere distratto e distaccato da tutto. Chi è nato 11 ha molto probabilmente un grande compito da svolgere e guai a chi egoisticamente lo ostacolasse.
E' importante però, anche che l' 11 non tragga dai suoi facili successi motivo per sviluppare un'ambizione che potrebbe diventare megalomania sfrenata.

Numero evolutivo 22
II destino numero 22 è il "Destino" nel vero senso della parola. Chi ha da percorrere questa strada deve solo stare molto attento a non lasciarsi travolgere dagli avvenimenti, altrimenti rischia di diventare un pupazzo in balia di quanto accade intorno a lui.
Il 22 è un destino che prende l'individuo e lo trascina con sé verso la realizzazione delle più alte mete materiali e spirituali; non si cura assolutamente di quelle che possono essere le sue caratteristiche personali od evolutive, che in questo caso più ancora che per l'11 non hanno importanza alcuna.
L'unico grande pericolo che si presenta a queste persone segnate dal destino è quello di venir violentemente ostacolate o represse nella loro realizzazione; in questo caso infatti, come un fiume impetuoso, l'energia che li trascina cresce e si gonfia fino a liberarsi violentemente, questa volta però in senso distruttivo.
Ci troviamo allora di fronte al classico genio del male che non disdegna di servirsi della magia nera e di ogni altra forma di energia demoniaca. A questo punto arrestarlo diventa molto difficile: la sua enorme forza interiore può essere efficacemente contrastata solo da un altro 22.
Quando non giunge a questi casi limite però, il 22 è un karma che promette grandi cose; di sicuro chi porta questo numero non avrà molte occasioni di annoiarsi o di lamentarsi della vita in quanto essa gli darà sempre quello che gli serve per essere totalmente soddisfatto, nel bene come nel male.

Per concludere, diremo innanzi tutto che, da quanto visto, salta subito agli occhi che i migliori legami affettivi, ma anche di affari, sono quelli fra individui che hanno lo stesso numero evolutivo, in quanto possono affrontare insieme avvenimenti tutto sommato analoghi, mentre l'unione tra persone con numeri evolutivi diversi porta ad esperienze diverse, che possono talvolta distaccare coloro che le vivono.
Tutti gli 11 "destini", come abbiamo visto, possono portare al successo più completo. La numerologia ci insegna quindi l'assoluta inutilità di invidiare il successo altrui, quando basterebbe cercare di apprendere a fondo le lezioni che la vita ci ha impartito fin dalla nascita per raggiungere la piena soddisfazione dei nostri desideri.
La fortuna, la sfortuna, il Fato, in realtà non esistono. In ogni momento siamo solo noi gli artefici del nostro destino. L'essenziale è non cadere mai nell'autocompassione rassegnata, ma lottare con tutte le nostre forze per capovolgere la piega degli avvenimenti a nostro favore, e a questo proposito la numerologia ci offre un aiuto preziosissimo.
Proprio dalla comparazione tra le nostre caratteristiche individuali ed il nostro destino ci salterà subito agli occhi il motivo del nostro successo, così come quello del nostro insuccesso.


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mercoledì 19 agosto 2015

Jazz: Storia, video, tracce, testi e traduzioni

Una tipica Jazz band d'epoca
 Dixieland a New Orleans.
La Louisiana (una regione molto più grande della Louisiana attuale, che comprendeva i corsi del Missouri e del Mississippi, che erano state le vie di penetrazione francesi, dal Canada al Golfo del Messico) fu Francese fino al 1750 e Spagnola dal 1762 al 1803, quando fu venduta agli Stati Uniti d'America.
L'originariamente francese Nouvelle Orléans si trovò così, nel periodo spagnolo, ad essere la più settentrionale delle città latino-americane. La corona spagnola, la prima a colonizzare il continente, aveva avviato da tempo una colonizzazione culturale attraverso il coinvolgimento emotivo provocato dalla musica, mobilitando diversi autori a creare melodie che generassero un senso di appartenenza all'insieme religioso-monarchico della nazione.

La grande Louisiana fu  Francese
fino al 1750 e Spagnola dal
1762 al 1803, quando fu venduta
agli Stati Uniti d'America.
Clicca sull'immagine per ingrandirla
Nel 1815 a New Orleans si combatté una battaglia tra inglesi e americani, passata alla storia come la battaglia inutile poiché al momento dello scontro era già stato firmato l'armistizio tra i due paesi. Il suo porto divenne rapidamente uno dei più importanti del Sud, grazie anche alla tratta degli schiavi africani, che qui come in nessun altro porto americano arrivarono in gran numero. Nonostante ciò va sottolineato che proprio a New Orleans viveva una delle più attive e floride comunità nere libere del paese. Mentre il mercato dei negrieri riempiva il continente di manodopera gratuita, con Cuba approdo dalla Costa d'Avorio africana, la popolazione afroamericana cresceva in maniera esponenziale.

Dal 1830, la Louisiana, divenuta uno stato degli USA, assegnava terre ai coloni che se ne prendessero cura. Iniziò così una grande migrazione dall'Europa e molti italiani, perlopiù siciliani, divennero coloni americani. A New Orleans c'è proprio un monumento, vicino ad Armstrong Square, dedicato al colono italiano.

Nel 1862, dopo che la città, nel corso della guerra civile americana, fu occupata dalla flotta nordista, nelle scuole l'insegnamento del francese venne abolito per ordine del generale Ben Butler, mentre sei anni dopo venne addirittura abrogato l'insegnamento della lingua. 
Con la fine della guerra di secessione giunsero a New Orleans migliaia di emigranti italiani, specialmente siciliani, richiamati da migliaia di posti di lavoro lasciati liberi nelle piantagioni dagli ex schiavi afroamericani. La comunità siciliana nel giro di poco tempo, divenne una delle più attive dal punto di vista economico e culturale. L'arrivo dei siciliani comportò la nascita anche della prima cosca mafiosa d'America
Oltre alla mafia, gl'Italiani in America si portarono gli strumenti che suonavano nelle bande quando erano a casa loro ed affluirono nelle numerose Marching Band che scorrazzavano per New Orleans e che nell'ultimo ventennio dell'800 avevano raggiunto grande popolarità.

New Orleans, targa che ricorda
la dominazione Spagnola.
Per quanto la forma musicale più apprezzata e compresa in America fosse l'Opera (sia quella italiana in cui cantava anche Caruso, che quella francese), le Marching Band eseguivano brani che, sulla base delle vecchie armonie spagnole, contenevano un mix delle competenze e sensibilità musicali delle varie etnie stanziate in loco: spagnoli, anglosassoni, italiani, cittadini francofoni e cajun delle paludi, creoli nativi o provenienti dalle isole caraibiche e afroamericani.
In Africa, il sistema di vita è collettivo, in tutte le sue componenti e la memoria epico-storica è tramandata da cantastorie che si accompagnano con una piccola cetra (la kora) che può emettere solo cinque note; ma la caratteristica fondamentale della musicalità africana è la poliritmia e vi sono varie percussioni e tamburi che vengono suonati collettivamente.
Gli schiavi neri, che venivano privati anche della loro lingua, divisi dai famigliari e dal loro gruppo, privati di qualsiasi oggetto ed esperienza che appagasse la loro memoria e il loro spirito di collettività, assemblando gli strumenti utilizzati dalle bande di immigrati europei, inventarono la batteria, un'ensamble di percussioni che permetteva loro di creare la poliritmìa.

Il 14 marzo 1891, a New Orleans, si verificò un orrendo linciaggio che costò la vita a undici immigrati italiani accusati di essere responsabili della morte del locale capo della polizia, uno dei maggiori linciaggi di massa della storia degli Stati Uniti. I responsabili, capeggiati dall'avvocato William  Parkenson, non furono popolani inferociti e ubriachi, ma a quanto pare, secondo le descrizioni dell' epoca, «avvocati, dottori, banchieri e in genere eminenti cittadini». Questi «galantuomini» dettero l' assalto alla prigione, ne forzarono l' ingresso e s' impadronirono di undici detenuti italiani. Due furono impiccati, gli altri uccisi a colpi di fucile. Un giornalista chiese a Parkerson se non gli era parso «poco coraggioso sparare a un gruppo di uomini disarmati, ammassati in una stanza chiusa». Parkerson rispose: «Certo, non è coraggioso attaccare un uomo disarmato, ma quelli, per noi, erano soltanto rettili».
In Lousiana c'erano molti creoli, generati dagli aristocratici francesi che si erano accoppiati con concubine nere: famose ed apprezzate erano le “octavonne”, creole con solo un ottavo di sangue nero. Vista la loro ascendenza, i creoli erano colti ed assimilati alla popolazione bianca, di cui avevano gli stessi diritti, contrariamente ai neri che non potevano frequentare strutture e locali dei bianchi. Fra l'altro contribuirono all'istituzione del Jazz con elementi di musica francese (valzer, quadriglie e marce).

A New Orleans, nel 1894 e 97, a causa delle nuove leggi di segregazione razziale, i creoli furono equiparati ai neri e si ritrovarono quindi cittadini di serie b. Condividendo la loro sorte con i neri, insegnarono loro i fondamentali della musica europea.
Intanto i neri che si integravano, almeno dal punto di vista religioso, esprimevano la loro musicalità negli spiritual (da cui il gospel), mentre gli individualisti ribelli suonavano (la chitarra) e cantavano il blues, utilizzando la caratteristica penta-tonalità della Kora africana, un canto nettamente di protesta, spesso suonato e cantato individualmente, contrariamente alla cultura sociale africana. Il blues inaugurò così il filone caro ai ribelli, anche bianchi, che dagli anni '50 edificarono poi il rock and roll e il rock che fuse la scala musicale diatonica bianca e nera.

Il piccolo stato federale della Louisiana
oggi, in cui è New Orleans.
 Clicca sull'immagine per ingrandirla
Fin dal 1800 quindi, New Orleans traboccava di suoni.
L'opera italiana e francese regnava nei teatri; il pianismo da salotto aveva schiere di cultori e di editori; bande e fanfare animavano le vie, i parchi, le feste sul lago. Si cantavano canzoni francesi, inglesi, tedesche, irlandesi. Gli schiavi portavano canti, danze e riti vudù dall'Africa; né mancavano le danze messicane e pellerossa.
In città vigeva un rigido sistema di caste razziali: bianchi, “creoli di colore” (mulatti), spesso colti e con quasi i diritti dei bianchi, neri liberi, neri schiavi. Ma la segregazione non era rigida: gli schiavi cantavano arie d'opera, e i loro padroni portavano amuleti africani. Delle prime fasi di ibridazione si sa poco: il tamburino nero Jordan Noble (1796?-1890) dava la carica all'esercito; il venditore ambulante detto Mr. Cornmeal (m. 1842) finì a cantare nei teatri lirici; il banjoista nero John “Picayune” Butler (m. 1864) raggiunse fama nazionale fornendo canzoni ai minstrels bianchi.
Schiavi suonavano nelle feste da ballo dei padroni. Vi erano bande di soli neri o creoli, istruiti e ben pagati; e perfino una Negro Philharmonic Society. Il compositore L. M. Gottschalk fu il geniale cantore della New Orleans schiavista: la sua musica incorpora in un linguaggio romantico tutte queste suggestioni. Via via la musica da ballo divenne più nera, subendo influssi sia interni (minstrel show, cake-walk, ragtime) sia dai Caraibi (habanera). Dopo il 1890 il sistema di caste crollò: i creoli di colore, borghesi e colti, furono ricacciati nel ghetto insieme a neri poveri e neri borghesi.

Storyville, a New Orleans,
nel 1910-17.
  
Ne scaturì così una fusione finale tra musica urbana (scritta per bande e pianisti) con musica di protesta dei neri (il blues): era nato il jazz. Allora il Jazz non era chiamato così, né ha avuto un'esatta data di nascita, ma è certo che esso fu una specialità di New Orleans, suonato soprattutto a Storyville, la zona a luci rosse, in cui fu legalizzata la prostituzione dal 1897 al 1917, e unico posto dove bianchi e neri (come musicisti) potevano frequentare gli stessi locali.
Interno a Storyville, il quartiere
a luci rosse di New Orleans,
nei primi anni del 1900.
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per ingrandirla 
Va precisato che da quando la Lousiana fu acquistata dagli Stati Uniti nel 1803, fu meta di migrazioni dall'Europa poiché venivano assegnate le terre ai coloni che le avessero coltivate; gli europei, fra cui molti italiani, soprattutto siciliani, portarono così la loro cultura musicale e i loro strumenti bandistici. Da parte loro, i neri portarono la loro cultura musicale poliritmica ma, non potendo disporre dei loro strumenti tradizionali, dovettero assemblare gli strumenti ritmici delle bande europee inventando così la batteria, come la conosciamo oggi. Inoltre i canti di lavoro dei neri,  nella loro condizione di schiavi, sfociarono negli spirituals e nel gospel come segno di integrazione, perlomeno religiosa: il blues invece, era nettamente un canto di protesta, spesso suonato e cantato individualmente, contrariamente alla cultura sociale africana.
Lo stile New Orleans aveva caratteri rigorosi: repertorio di marce, rag, canzoni e spiritual; 3-6 fiati il cui intreccio era in parte improvvisato, con rari assolo; e 2-4 strumenti ritmici che scandivano un tempo binario. Stile formalista e conservatore, offriva però l'eccitazione delle continue invenzioni improvvisate e dalle sonorità “parlanti” degli strumenti. Se Buddy Bolden ne fu forse il primo maestro, i maggiori esponenti furono Bunk Johnson, Freddie Keppard, Oscar Celestin, Armand J. Piron, e infine i geniali Joe Oliver e Jelly Roll Morton.

Showboats sul Mississippi. Fu negli
Showboats che avvenne la prima
integrazione razziale: musicisti neri
potevano condividere coi bianchi
gli stessi locali.
Nel 1917 Storyville fu chiusa, e il jazz dovette emigrare: l'Original Dixieland Jass Band di Nick La Rocca, incise i primi dischi, e lo stile New Orleans fu copiato ovunque. L'"Original Dixieland Jass Band" (ODJB) fu fondata a New Orleans nel 1916 dall'Italo-Americano Nicola La Rocca.
La prima formazione dell'ODJB era composta da Larry Shields (clarinetto), Eddie Edwards (trombone), Henry Ragas (piano), Tony Sbarbaro, anche lui Italo-Americano (drums) e Nick La Rocca (tromba). Il loro primo disco, che fu anche la prima incisione di Jazz, uscì nel 1917. "Jass" si trasformò poi in "Jazz", forse perché a New York strappavano, dai manifesti che pubblicizzavano dischi ed eventi jazz, la lettera "j", e rimaneva "ass", "sedere". La casa discografica non poteva tollerare un'offesa del genere.
A Chicago lo stile New Orleans conobbe l'ultimo breve fulgore, con Oliver e Morton. Poco dopo, Louis Armstrong e Sidney Bechet frantumavano la vecchia polifonia, aprendo la strada al solismo. New Orleans, abbandonata, regrediva a periferia fino al secondo dopoguerra.

Per Nick La Rocca and The Original Dixieland Jazz Band in "Tiger Rag" - 1918, clicca QUI

Per il Video con Louis Armstrong in "When The Saints Go Marching In" - Live, clicca QUI

   Per Bix Beiderbecke alla tromba e Bing Crosby che canta in:
"There Ain't No Sweet Man Worth The Salt Of My Tears" - 1929, clicca QUI

Per i Video con Bing Crosby e altri, da Armstrong a Sinatra,
in "Bing Crosby - Legends", clicca QUI

 Per il Video con Luis Armstrong in "Hello Dolly" - Live 1938. clicca QUI

  Per Billie Holiday in "Strange Fruit", forse uno dei primi pezzi
sul razzismo - Live 1939, clicca QUI

Testo di "Strange Fruit" in Inglese:                                      Testo di "Strano Frutto", in Italiano: 
« Southern trees bear a strange fruit,                                    « Gli alberi del sud danno uno strano frutto, 
blood on the leaves and blood at the root,                              sangue sulle foglie e sangue sulle radici,
black body swinging in the Southern breeze,                          un corpo nero dondola nella brezza del sud, 
strange fruit hanging from the poplar trees.                             strano frutto appeso agli alberi di pioppo.
Pastoral scene of the gallant South                                        Una scena bucolica del valoroso Sud 
The (them big) bulging eyes and the twisted mouth                Gli occhi strabuzzati e le bocche storte
The scent of magnolia sweet (clean) and fresh                       Profumo di magnolie dolce e fresco
Then the sudden smell of burning (burnin') flesh.                    Poi improvviso l'odore di carne bruciata.
Here is a fruit for the crows to pluck                                       Ecco il frutto che i corvi strapperanno
For the rain to gather                                                             Che la pioggia raccoglierà 
For the wind to suck                                                              Che il vento porterà via 
For the sun to rot                                                                   Che il sole farà marcire
For the tree (leaves) to drop                                                  Che gli alberi lasceranno cadere 
Here is a strange and bitter crop. »                                       Ecco uno strano ed amaro raccolto. »

 Per il Video con Benny Goodman e Peggy Lee in "Why Don't You Do Right"
pezzo portato al cinema con Jessica Rabbit - Live 1942, clicca QUI

Testo di “Why Don't You Do Right” in Inglese:       Perché Non Ti Comporti Bene?, in Italiano: 
You had plenty money in nineteen twenty-two             Avevi soldi in abbondanza nel 1922
You let other women make a fool of you                     Hai lasciato che le altre donne impazzissero per te   
Why don't you do right like some other men? do?       Perché non ti comporti bene come gli altri uomini?
Get out of here, get me some money too.                    Esci da qui e procurami un po' di soldi.   
You're sittin' down wonderin' what it's all about           Stai seduto chiedendoti cos'è successo 
You ain't got no money that will put you out                Non ci sono soldi che ti possano tirare fuori 
Why don't you do right like some other men? do?       Perché non ti comporti bene come gli altri uomini? 
Get out of here, get me some money too.                    Esci da qui e procurami un po' di soldi. 
If you had prepared twenty years ago                         Se tu ti fossi preparato 20 anni fa 
You wouldn't be wanderin' now from door to door      Non dovresti ora vagabondare da porta a porta
Why don't you do right like some other men? do?      Perché non ti comporti bene come gli altri uomini?
Get out of here, get me some money too.                   Esci da qui e procurami un po' di soldi. 
 
Per il Video con Duke Ellington in "It don't mean a thing" - Live 1943, clicca QUI

Per il Video con Glenn Miller in "In The Mood" - Live 1943, clicca QUI

 Lo swing in italiano: Natalino Otto in "Perduto Amor" - 1943, clicca QUI

Per il Video con Nat King Cole in "Nature Boy" -  Live 1948 circa, clicca QUI

Jack Teagarden (Nativo Cherokee) e il suo gruppo nel Video di "Dark Eyes"
(la russa "Oci Ciornye", occhi neri), presumibilmente del 1956, clicca QUI

Nel 1958 nasce la Bossanova: per il Video con Antonio Jobim
e Vinicius de Moraes in "Garota de Ipanema", clicca QUI

Per il Video con il Dave Brubeck Quartet (Paul Desmond al Sax) in "Take Five"
- Live 1961, clicca QUI

Per il Video con Miles Davis e John Coltrane in "So What" - Live 1963, clicca QUI

 Per il Video con Ella Fitzgerald & The Tee Carson trio in "Summertime"
(from Porgy and Bess, by George Gershwin) - Live in Berlin 1968, clicca QUI

Per Frank Sinatra in "It was a very good year" - 1977, clicca QUI

Testo di "It Was A Very Good Year" in Inglese:         "E' stato un anno molto buono" in Italiano: 
When I was seventeen                                                  Quando avevo diciassette anni
it was a very good year                                                 è stato un anno molto buono
It was a very good year                                                E' stato un anno molto buono
for small town girls                                                        per le piccole ragazze di città
and soft summer nights                                                  e morbide notti d'estate
We'd hide from the lights                                              Ci piaceva nasconderci dalle luci
on the village green                                                       nel villaggio verde
When I was seventeen                                                  Quando avevo diciassette anni
When I was twenty-one                                                Quando avevo ventun anni
it was a very good year                                                 è stato un anno molto buono
It was a very good year                                                E' stato un anno molto buono
for city girls                                                                   per ragazze di città
who lived up the stair                                                    che hanno vissuto su per le scale
With all that perfumed hair                                            Con tutti quei capelli profumati
and it came undone                                                       che poi tornavano come prima
When I was twenty-one                                                Quando avevo ventun anni
Then I was thirty-five                                                    Quando avevo trentacinque anni
it was a very good year                                                 è stato un anno molto buono
It was a very good year                                                 E' stato un anno molto buono
for blue-blooded girls                                                    per le ragazze di sangue blu
Of independent means,                                                 Erano indipendenti,
we'd ride in limousines                                                  andavamo in giro in limousine
their chauffeurs would                                                   drive guidate da autisti
When I was thirty-five                                                  Quando avevo trentacinque anni
But now the days grow short,                                       Ma ora le giornate sono corte,
I'm in the autumn of the year                                         sono nell'autunno dei miei anni
And now I think of my life                                            E ora penso alla mia vita
as vintage wine from fine old kegs                                come vino d'annata di belle vecchie botti
From the brim to the dregs,                                         Dal bordo fino in fondo,
and it poured sweet and clear                                      che si versa dolce e chiaro
It was a very good year                                               E 'stato un anno molto buono
It was a mess of good years                                        E' stato un insieme di anni buoni

Per il Video con Don Cherry - Live all'Empire Theatre di Paris 1979, clicca QUI

Per il Video con Cab Calloway in "Minnie The Mooker"(da The Blues Brothers) - Live 1980, clicca QUI

Per il Video con Chet Baker in "Arborway" - Live in Tokyo 1987, clicca QUI

Per il Video con Ray Charles in "Georgia in my mind" - Live at Montreux 1997, clicca QUI

Per il Video con Jaclyn Haydamacha in: "Why Don't You Do Right" - Live 2006, clicca QUI

Per il Video con Simona Molinari in: "Portate gli uomini" - Live 2009, clicca QUI

Per il Video con Simona Molinari feat Peter Cincotti in: "La Felicità" - Live 2013, clicca QUI

Per i bongustai, la "Take Five" più gustosa - Live in Berlin 1972, QUI
Dave Brubeck / Piano
Gerry Mulligan / Baritone sax
Paul Desmond / Alto sax
Jack Six / Bass
Alan Dawson / Drums

Infine il sublime "Concierto de Aranjuez", QUI
Recorded at Van Gelder Studios in April, 1975 con
Roland Hanna / Piano
 Jim Hall / Guitar 
Paul Desmond /Alto Saxophone
Chet Baker / Trumpet
Ron Carter / Bass
 Steve Gadd / Drums


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