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domenica 29 marzo 2026

Chet Baker, Gerry Mulligan e il Cool Jazz

Il Gerry Mulligan Quartet. Da
sinistra Chet Baker, Chico
Hamilton, Gerry Mulligan
e Bob Whitlock nel 1953. 
Gerald (Gerry) Joseph Mulligan (New York, 6 aprile 1927 - Darien, CT, 20 gennaio 1996), noto anche come Jeru, è nato nel Queens Village di New York. Era figlio di George, ingegnere di origini irlandesi nato a Wilmington, nel Delaware, mentre sua madre Louise, di origini per metà irlandesi e per metà tedesche, era originaria di Filadelfia. Gerry era il più giovane dei loro quattro figli, di cui i maggiori erano George, Phil e Don.
Gerry Mulligan negli
anni '50.
Gerry è stato un sassofonista, clarinettista, pianista, compositore e arrangiatore jazz. Sebbene principalmente noto come uno dei principali sassofonisti baritoni jazz del panorama statunitense, suonando lo strumento con un tono leggero e arioso nell'era del cool jazz, Mulligan è stato anche un importante arrangiatore; ha lavorato con Caude Thornhill, Miles Davis, Stan Kenton e altri. Il suo quartetto senza pianoforte dei primi anni '50, con il trombettista Chet Baker, è ancora considerato uno dei migliori ensemble di cool jazz. Mulligan, che suonava anche altri strumenti oltre al sassofono, aveva iniziato a suonare col clarinetto ed era anche un abile pianista. Molte delle sue composizioni, tra cui "Walkin' Shoes" e "Five Brothers", sono diventate degli standard.

La carriera di ingegnere di George Mulligan, il padre di Gerry, ha richiesto frequenti trasferimenti. Nel 1928, quando Gerry ha meno di un anno, la sua famiglia si trasferisce a Marion, nell'Ohio, dove suo padre accetta un impiego presso la Marion Power Shovel Company.

Con le esigenze di una casa grande e quattro bambini piccoli da crescere, la madre di Mulligan assume una tata afroamericana di nome Lily Rose, che si affeziona particolarmente al più giovane dei Mulligan.

Chet Baker nel 1955.
Chesney Henry Baker, detto Chet (Yale, OK, 23 dicembre 1929 - Amsterdam, NL,13 maggio 1988), trombettista e cantante di jazz, è stato tra i principali esponenti del cool jazz. Nato a Yale, nello stato dell'Oklahoma, era figlio del chitarrista professionista di swing occidentale Chesney Henry Baker Sr. e di Vera Moser, pianista che, per vivere, lavorava in una fabbrica di profumi. Sua nonna materna era norvegese. Baker ha raccontato che, a causa della Grande Depressione del '29, suo padre, sebbene talentuoso, aveva smesso di suonare per accettare un lavoro regolare.
Chet Baker, noto per il suo stile lirico e intimista, ha introdotto importanti innovazioni nel panorama del cool jazz, tanto da procurargli il soprannome di "Principe del Cool"; manifestava capacità espressive fuori dal comune. Lo storico del jazz Dave Gelly lo aveva descritto come "James Dean, Sinatra e Bix Beiderbecke, fusi in uno". Anche la sua ben pubblicizzata dipendenza dalla droga aveva contribuito alla sua notorietà e fama, anche se gli era costata frequenti entrate e uscite di prigione, prima di godere di una rinascita della sua carriera alla fine degli anni '70 e '80.

Mentre cresce, Gerry trascorre del tempo a casa della tata Rose, dove è divertito dal pianoforte meccanico di Rose (strumento che suona autonomamente tramite meccanismi pre-programmati con schede perforate di carta o rulli di metallo), che con le sue rullate esegue composizioni di numerosi musicisti, tra cui Fats Waller, pianista che componeva musiche da danza.
A volte dei musicisti afroamericani amici di Lily passano di lì e, poiché molti motel non li accettano per via delle leggi sulla segregazione sazziale, spesso devono cercare ospitalità nella comunità nera; il giovane Mulligan incontra così, occasionalmente, dei musicisti che alloggiano a casa di Lily Rose.
Dopo vari trasferimenti della famiglia Mulligan, prima nel South Jersey (dove Gerry vive con la nonna materna), poi a Chicago, a Kalamazoo, nel Michigan, Gerry frequenta per tre anni una scuola cattolica che, grazie al trasferimento in un nuovo edificio, istituisce dei corsi di musica a cui Mulligan decide di partecipare, suonando il clarinetto nella nascente orchestra della scuola. Mulligan tenta, in quegli anni, di arrangiare la ballad "Lover" di Richard Rodgers, ma lo spartito è sequestrato, prima della sua prima esecuzione, da una suora troppo zelante che si preoccupa, visto il titolo del brano, di non dar scandalo.  

Nel 1940, quando Chet ha 10 anni, si trasferisce con la la sua famiglia a Glendale, in California. Ancora bambino, Chet si avvicina alla musica cantando in concorsi amatoriali e nel coro di una chiesa. Suo padre, un fan del trombonista innovatore Jack Teagarden, gli regala un trombone, che si rivelerà però troppo grande per lui.
Jack Teagarden - Dark Eyes su YT: https://www.youtube.com/watch?v=4MlFCDcP2zM

Nel 1941, quando Gerry ha 14 anni, la sua famiglia si trasferisce prima a Detroit e poi a Reading, in Pennsylvania, dove Gerry approfondisce lo studio del clarinetto con il musicista di orchestre da ballo Sammy Correnti, che lo incoraggia anche, visto il suo interesse, ad approfondire la pratica degli arrangiamenti.

Gerry inizia così a suonare il sassofono in maniera professionale, in orchestre da ballo a Filadelfia, a circa un'ora e mezza di distanza da casa. Ed è a Filadelfia che la famiglia Mulligan si trasferisce, dove Gerry frequenta la West Philadelphia Catholic High School for Boys e organizza una big band scolastica, per la quale scrive anche degli arrangiamenti.

Nel 1943, all'età di 13 anni, Chet passa a studiare la tromba. La sua prima formazione musicale si tiene presso la Glendale Junior High School, anche se il suo apprendimento sarà principalmente intuitivo.  


Nel 1943, a sedici anni, Mulligan contatta Johnny Warrington, leader della house band della WCAU, la stazione radio locale, proponendosi per scrivere gli arrangiamenti per le loro performances alla radio. Warrington accetta e, colpito dalla qualità di quegli arrangiamentie, inizia ad acquistargliene.

Nel 1945, all'ultimo anno di liceo, Mulligan, dopo aver contattato il leader di una band, Tommy Tucker, abbandona la scuola per unirsi a loro in un ciclo di concerti di tre mesi all'Earle Theatre di Philadelphia. Tucker però, non aveva bisogno di altri musicisti di fiati ma necessitava di un arrangiatore e così Mulligan è assunto per scrivere due o tre arrangiamenti a settimana (incluse tutte le copie) al compenso di 100 dollari pagati settimanalmente e quando scade il contratto di tre mesi di Gerry, Tucker gli consiglia di passare a una band un po' meno 'tranquilla' della sua.
Mulligan torna quindi a scrivere arrangiamenti per Elliot Lawrence, il pianista e compositore che aveva preso il posto di Warrington come leader della band della WCAU, la stazione radio di Philadelphia.
Ecco come la racconta Elliott Lawrence Broza: "Gerry Mulligan è entrato nella band scrivendo gli arrangiamenti. Voleva essere il sassofonista tenore jazz nella band, ma non pensavamo che suonasse abbastanza bene. Questo non lo ha fermato. Gerry è sempre rimasto in giro e sperava che Frank Lewis, il tenore jazz, si rompesse una gamba o qualcosa del genere. Gerry era fuori con la sua famiglia, quindi sarebbe tornato a casa con me e mia madre gli avrebbe dato da mangiare. Altre volte uscivamo insieme in un piccolo ufficio che avevo alla WCAU. Fu allora che iniziò a scrivere per la mia band, quando arrivò Red Rodney. Red aveva 15 o 16 anni quando è entrato nella mia band nel ’45. Abbiamo svolto lavori intorno a Filadelfia. Per i successivi 50 anni abbiamo avuto una relazione di amore e odio. C’era molto attrito. All’inizio avevo comprato tutti i suoi arrangiamenti. pagati 50 dollari ciascuno. Naturalmente, ho firmato la pubblicazione in modo che rimanessero con la mia band. Negli anni ’50, aveva una ragazza il cui padre era un bravo compositore: Buddy DeSylva, di DeSylva, Henderson e Brown. Gerry è venuto con un avvocato pretendendo indietro tutti i suoi arrangiamenti. Gli dissi: 'Gerry, questo era l’affare: li ho comprati da te. Non li ho rubati'. Questa è stata una delle cose che ha creato cattivo sangue tra di noi. Lui e Red Rodney lasciarono la mia band nel 1946 per andare con Gene Krupa. Gerry ha rivenduto molti degli arrangiamenti che avevo comprato a varie band. Va bene, dal momento che non ho perso il controllo di ciò che suonava la mia band. Gerry stava cercando di vivere". Mulligan in quel periodo non stava bene ed era sotto l’effetto di droghe terribili.

Nel gennaio del 1946, Mulligan si trasferisce a New York City e si unisce allo staff di arrangiatori della band bebop di Gene Krupa, bandleader di big band jazz ed esponente di primo piano dell'età del jazz, uno dei primi batteristi ad acquisire una vasta popolarità. Gli arrangiamenti di Mulligan con Krupa includono "Birdhouse", "Disc Jockey Jump" e un arrangiamento di "How High the Moon" dove emerge nel controcanto "Ornithology", di Charlie Parker. La prima apparizione cinematografica di Mulligan è probabilmente con l'orchestra di Krupa, mentre suona il sassofono contralto nel cortometraggio della RKO 'Follow That Music' (1946).

Gene Krupa nel 1946.
Gene Krupa (1909 - 1973), nato a Chicago da genitori polacchi, il più giovane dei nove figli di Bartłomiej Krupa e Anna Oslowski, è stato un batterista, bandleader di big band jazz ed esponente di primo piano dell'età del jazz; uno dei primi batteristi ad acquisire una vasta popolarità. La rivista Rolling Stone lo ha inserito al settimo posto tra i migliori batteristi di sempre. Prima di Krupa, gli assoli di batteria erano una rarità e la batteria era considerata solo uno strumento di accompagnamento. Dotato di un'ottima presenza scenica, sia personale che musicale, e grazie al rilievo ricevuto nella famosa orchestra di Benny Goodman, Krupa ha contribuito a cambiare per sempre l'immagine dei batteristi. Aveva iniziato la sua carriera negli anni venti a Chicago, quando per una registrazione insieme ai Chicagoans di Eddie Condon, aveva utilizzato, primo batterista a farlo, una batteria completa, mentre fino ad allora i batteristi usavano un set ridotto ai soli piatti e al rullante. Poco prima della Grande depressione, Krupa si era trasferito a New York, come musicista di studio di registrazione. Nel 1933 aveva iniziato a collaborare con Benny Goodman nel "Benny Goodman Trio", diretto da Goodman, con Teddy Wilson al pianoforte e nel 1934 era diventato il batterista dell'orchestra di Goodman, che lo metteva spesso in grande evidenza, e anche del suo quartetto. Nel 1937, nel brano di successo 'Sing, sing, sing', alla batteria di Krupa è assegnato un lungo assolo, uno dei primi assoli di batteria a comparire in una registrazione commerciale. Nel 1938 Krupa prende parte allo storico concerto alla Carnegie Hall, ma poco dopo lascia l'orchestra di Goodman a causa di un litigio pubblico all'Earl Theater di Filadelfia. Krupa forma una sua orchestra con Vido Musso, Milt Raskin, Floyd O'Brien, Sam Donahue, Shorty Sherock e la cantante Irene Daye. Il successo arriva nel 1941, con l'aggiunta della cantante Anita O'Day e del trombettista Roy Eldridge (un afroamericano, in tempi in cui la segregazione razziale nelle orchestre era ancora la norma). Dopo vari successi con la band in classifica diverse volte, nel 1943 Kupa viene arrestato per droga, con un ritorno di immagine devastante per cui è costretto a sciogliere l'orchestra. Nel 1943 ritorna con il vecchio amico-nemico Benny Goodman e a metà del 1944 ricostruisce un'altra big band, con al suo interno una sezione d'archi. Krupa riesce a tenere in piedi l'orchestra per diversi anni, aiutato in questa missione dalle composizioni di Gerry Mulligan e da diverse hit.

Nel 1946, a sedici anni, Chet Baker lascia la scuola e si arruola nell'esercito. Inviato nella Berlino del dopoguerra, suona la tromba nella Banda della 298ª Armata dell'Esercito. Mentre è di stanza a Berlino, conosce il jazz moderno ascoltando i V-Disc di Dizzy Gillespie e Stan Kenton. I V-Disc  (abbreviazione di Victory Discs, ovvero "dischi della vittoria") erano speciali dischi in vinile da 12 pollici a 78 giri, prodotti dal governo degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale (1943-1949) per offrire intrattenimento e svago ai militari americani impegnati al fronte.

A New York, Mulligan inizia poi a collaborare con la Claude Thornhill Orchestra come arrangiatore e occasionalmente come membro della sezione delle ance. Lo staff di arrangiatori di Thornhill include Gil Evans, che Mulligan già aveva conosciuto quando lavorava con la band di Krupa.

Gil Evans nel '78.
Gilmore Evans (Toronto, 13 maggio 1912- Cuernavaca, 20 marzo 1988), pianista, arrangiatore, compositore e bandleader canadese, è ampiamente riconosciuto come uno dei più grandi orchestratori del jazz. Ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del cool jazz, del jazz modale, del free jazz e del jazz fusion; è noto soprattutto per le sue acclamate collaborazioni con Miles Davis. Celebre la memoria che ha rivelato: “Ho comprato tutti i dischi di Louis Armstrong dal 1927 al 1936. … In ognuno di questi dischi di tre minuti, c'è un momento magico da qualche parte. Ognuno di loro. Da lui ho davvero imparato a gestire una canzone. Da lui ho imparato ad amare la musica. Perché amava la musica e faceva tutto con amore e cura. Quindi penso che sia la mia principale influenza. 

Gerry Mulligan alla fine inizia a vivere con Evans nel periodo in cui abita sulla West 55th Street, sopra ad una lavanderia cinese, ritrovo abituale per numerosi musicisti jazz, che lavoravano alla creazione di un nuovo linguaggio jazz.

Nel 1947, dall'incontro tra Gil Evans, Miles Davis, il giovane Gerry Mulligan e il pianista John Lewis (che guiderà il Modern Jazz Quartet), scaturisce la formazione di un gruppetto di musicisti interessati a sviluppare delle idee musicali nuove, moderne, in grado di superare il bebop.

Lo spunto per Gil Evans proveniva da quanto aveva già fatto per l'orchestra di Claude Thornhill (tra i suoi arrangiamenti c'era anche 'Donna Lee' di Miles Davis, pezzo attribuito spesso a Charlie Parker): suonare musica non urlata, agendo soprattutto sul registro medio, vista l'estensione degli strumentia disposizione, senza cercare la spettacolarità di certo bebop nel quale ormai si faceva a gara per raggiungere le note più acute a discapito della musicalità.

Miles Davis con Gil Evans.
Miles Dewey Davis III (Alton, IL, 26-5-1926 - Santa Monica, CA, 28-9-1991), trombettista, direttore d'orchestra e compositore , è tra le figure più influenti e acclamate nella storia del jazz e della musica. Con una carriera che abbraccia quasi cinque decenni, Davis è stato all'avanguardia di diversi importanti sviluppi stilistici nel jazz, tra cui – ma non solo – bebop, cool jazz, hard bop, third stream, modal jazz, avant-garde jazz e jazz fusion.L'eredità di Davis si estende oltre il jazz, nei regni del rock, del funk, della musica classica e dell'hip-hop. Nato in una famiglia dell'alta borghesia ad Alton, Illinois e cresciuto a East St. Louis (IL), Davis ha iniziato a suonare la tromba nella prima adolescenza. Lascia gli studi per frequentare la Juilliard di New York (scuola di arti, musica e spettacolo) poi l'abbandona per fare il suo debutto professionale come membro del quintetto bebop del sassofonista Charlie Parker dal 1944 al 1948. Nel 1949-50 registra le sessioni di 'Birth of the Cool' per la Capitol Records. Nei primi anni '50, già dipendente dall'eroina, Davis registra alcuni dei primi brani hard bop per la Prestige Records. Dopo un'esibizione ampiamente acclamata al Newport Jazz Festival, firma un contratto a lungo termine con la Columbia Records e registra l'album 'Round About Midnight nel 1955. È il suo primo lavoro con il sassofonista John Coltrane e il bassista Paul Chambers, membri chiave del sestetto che dirige fino ai primi anni '60. Durante questo periodo, alterna collaborazioni jazz orchestrali con l'arrangiatore Gil Evans, come Sketches of Spain (1960), influenzato dalla musica spagnola, e registra degli album con la band, come 'Milestones' (1958) e 'Kind of Blue' (1959), uno degli album jazz più popolari di tutti i tempi, con vendite di più di cinque milioni di copie solo negli Stati Uniti.

Da sinistra, Charlie Parker e
Miles Davis alla fine degli
anni '40.
Gil Evans, pur dando un qualche contributo diretto durante le sessioni in studio, è principalmente l'ispiratore del gruppo che si riunisce nel suo appartamento di New York. Miles Davis, che all'epoca fa ancora parte del quintetto di Charlie Parker, uno dei padri del bebop, sta anche lui cercando un'alternativa al bebop e alle piccole formazioni nelle quali sta suonando; inizia a staccarsi pian piano dal suo nume tutelare al fine di organizzare una cerchia allargata di musicisti con cui collaborare su progetti nuovi e diversi.Fervevano quindi, fra quei musicisti, grandi discussioni sulle vie da percorrere per innovare il bebop. Su questo punto Evans aveva già ottenuto notevoli risultati arrangiando alcuni pezzi di Charlie Parker per l'orchestra di Thornhill. Anche se poi Evans abbandonerà il progetto per contrasti artistici con Davis, è stato lui (insieme a Gerry Mulligan), ad individuare la struttura del Nonetto formato da una solidissima sezione fiati (tromba, trombone, corno francese, tuba, sax contralto e sax baritono) accompagnata da una sezione ritmica di pianoforte, batteria e contrabbasso che inciderà il primo album di Cool (= fresco) Jazz.

Nel 1948, dopo il suo ritorno negli USA, Chet Baker studia teoria e armonia musicale al El Camino College di Los Angeles; nel frattempo si esibisce in jazz club, finendo per abbandonare gli studi al secondo anno di corso.

Il Nonetto (poi conosciuto informalmente anche come 'Tuba band') generato dagli incontri tenuti nell'appartamento di Gil Evans, tiene qualche concerto dal vivo, principalmente nel corso di un primo ingaggio di due settimane, verso la fine di agosto e l'inizio di settembre del 1948, al Royal Roost di New York. Presentato come "Miles Davis Band" o "Miles Davis Organisation", il gruppo è inizialmente composto da Miles Davis, Gerry Mulligan e John Lewis, che avevano coinvolto nel progetto anche il sassofonista contralto Lee Konitz e il batterista Max Roach. Più tardi hanno fatto parte del gruppo altri reduci del bebop, come Kenny Clarke e J.J. Johnson. Il gruppo iniziale comprende anche il giovane trombonista Mike Zwerin, Bill Barber alla tuba, Junior Collins al corno francese e Al McKibbon al contrabbasso. Kenny Hagood, l'ex cantante di Dizzy Gillespie, canta in alcuni brani.

La grande novità è il cartello posto all'ingresso del locale in cui si esibiscono che, cosa del tutto nuova per l'epoca, accredita gli arrangiatori del gruppo: Gerry Mulligan, Gil Evans e John Lewis.

Nel 1949 Miles Davis ottiene un contratto dalla Capitol Records per registrare, col Nonetto, dodici tracce da pubblicare su dischi a 78 giri. Il gruppo si ricostituisce per tre sessioni di registrazione: nel gennaio ed aprile del 1949 e nel marzo del 1950. Davis, Konitz, Mulligan e Barber saranno gli unici a partecipare a tutte e tre le sessioni; anche la composizione strumentale del gruppo non cambia, salvo l'omissione del pianoforte in alcuni brani. Anche gli arrangiamenti rimangono sostanzialmente gli stessi.
Mulligan scrive tre brani dell'album ("Rocker", "Venus de Milo" e "Jeru", quest'ultimo intitolato a se stesso), e ne arrangia altri tre: "Deception", "Godchild" e " Darn That Dream".
Dalle registrazioni verrà pubblicato, solo nel 1957, l'album 'Birth of the Cool', su You Tube: https://www.youtube.com/watch?v=LQEMBz9yvyA&list=PL7gp579CMkT9Fmt5d0-Yn35BAKOfc0Oy0&index=1

Tracklisting of 'Birth of the Cool':  
1. Move (Denzil Best - Arr. J.Lewis)
2. Jeru (Gerry Mulligan)
3. Moon Dreams (Chummy MacGregor, Johnny.Mercer - Arr. G.Evans)
4. Venus de Milo (Gerry Mulligan)
5. Budo (Bud Powell, Miles Davis - Arr. J.Lewis)
6. Deception (Miles Davis - Arr. Gerry Mulligan)
7. Godchild (George Wallington - Arr. Gerry Mulligan)
8. Boplicity (Cleo Henry - Arr. Gil Evans)
9. Rocker (Gerry Mulligan)
10. Israel (John Carisi)
11. Rouge (John Lewis)

Formazione: Miles Davis (tromba), Lee Konitz (sassofono contralto), Gerry Mulligan (sassofono baritono), Bill Barber (tuba), Kai Winding (nel gennaio 1949, trombone), J. J. Johnson (in aprile 1949, marzo 1950, trombone), Junior Collins (nel gennaio 1949, corno francese), Sandy Siegelstein (in aprile 1949, corno francese), Gunther Schuller (nel marzo 1950, corno francese), Al Haig (nel gennaio 1949, pianoforte), John Lewis (in aprile 1949, marzo 1950, pianoforte), Joe Shulman (nel gennaio 1949, contrabbasso), Nelson Boyd (in aprile 1949, contrabbasso), Al McKibbon(nel marzo 1950, contrabbasso), Max Roach (nel gennaio 1949, marzo 1950, batteria), Kenny Clarke (in aprile 1949, batteria), Kenny Hagood (voce in Darn That Dream).

Nonostante la fredda accoglienza del pubblico del 1949, il gruppo di nove elementi di Davis sarà in seguito rivalutato come uno dei gruppi più influenti nella storia del jazz, che ha suonato un sound che, nonostante le sue origini sulla costa orientale, è diventato celebre come 'West Coast Jazz' o 'Cool', fresco, così come lo era quello dell'Ottetto di Dave Brubeck con Desmond in California.

Durante il suo periodo di lavoro occasionale con il Nonetto Davis, tra il 1949 e il 1951, Mulligan si esibisce regolarmente e arrangia anche dei brani per il trombonista Kai Winding. Intanto la sua composizione "Elevation" e il suo arrangiamento di "Between the Devil and the Deep Blue Sea", registrati dal suo vecchio capo, il leader della band alla WCAU (la stazione radio di Philadelphia) Elliot Lawrence, procurano a Gerry ulteriori riconoscimenti.

Nel 1950 Chet Baker si arruola nuovamente nell'esercito divenendo membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco, in cui si esibisce in numerosi club, tra cui il Bop City e il Black Hawk.

Nel 1951, in seguito a test psichiatrici, Chet Baker è ritenuto inadatto alla vita militare e ottiene così il congedo definitivo dall'esercito, il che gli permettedi dedicarsi alla carriera professionistica nel mondo del jazz. "All'epoca, Chet suonava già incredibilmente bene, originalissimo, non assomigliava a nessuno e poteva suonare qualsiasi melodia gli passasse per la testa", afferma il trombettista Enrico Rava, "...e non sapeva niente, non aveva studiato". Infatti, in un'intervista degli anni 1970, Baker ha dichiarato di essere in grado di leggere una melodia, ma che le sigle degli accordi non avessero per lui nessun significato. Il bassista/contrabbassista Giovanni Tommaso afferma che Baker sapesse leggere una melodia, ma comunque suonava a orecchio, e lo faceva così bene che non sembrava avesse bisogno di possedere chissà quale cultura musicale. Il sassofonista, compositore e arrangiatore Maurizio Giammarco, sostiene Chet voleva che la musica arrivasse il più spontaneamente e naturale possibile, per cui tutto quello che riguarda le partiture e le prescrizioni, non le vedeva di buon occhio, preferiva imparare i brani a memoria.

Per Enrico Pieranunzi, pianista, compositore e arrangiatore che ha inciso dischi con lui, l'apprendimento di un brano ad orecchio, è molto più forte, molto più fisico dell'esecuzione a lettura.
Secondo la cantante Carla Marcotulli, avendo suonato nella banda dell'esercito, Chet doveva saper leggere la musica, ma lui suonava ad orecchio per esprimere la sua poesia interiore.
Il flautista, chitarrista e pianista Nicola Stilo, sostiene che se ti si insegna una melodia facendotela ascoltare, va in un posto della memoria che ricorderai sempre.  

Nel settembre del 1951, quando ha ormai acquisito lo stile melodico e lineare, ispiratogli da Lester Young, che lo avrebbe caratterizzato per il resto della sua carriera, Mulligan registra il primo album a suo nome, 'Historically Speaking' pubblicato nel 1952 e ripubblicato in seguito come 'Mulligan Plays Mulligan'.

Tracklist of 'Historically Speaking':

1. Funhouse (3:12)
2. Ide's Side (3:19)
3. Roundhouse (3:32)
4. Kaper (3:09)
5. Bweebida Bobbida (2:59)
6. Mullenium (4:06)
7. Mulligan's Too (17:36)

Personnel: Gerry Mulligan(baritone saxophone), Max McElroy (track 1-6, baritone saxophone), Allen Eager (tenor saxophone), George Wallington (piano), Jerry Hurwitz, Nick Travis (track 1-6, trumpet), Ollie Wilson (track 1-6, trombone), Phil Leshin (double-bass), Walter Bolden (drums), Gail Madden (maracas).

Dopo essersi trasferito nella California meridionale, le prime performance notevoli di Chet Baker avvengono nelle band locali, con i sassofonisti Vido Musso e Stan Getz.

All'inizio del 1952, in cerca di migliori opportunità di lavoro, Mulligan si dirige a ovest, verso Los Angeles, con la sua ragazza, la pianista Gail Madden. Grazie alla conoscenza dell'arrangiatore Bob Graettinger, Mulligan inizia a scrivere arrangiamenti per l'orchestra di Stan Kenton.

Stan Kenton and Eddie
Safranski, 1947 or 948
(William P.Gottlieb).
Stanley Newcomb Kenton (Wichita KS 1911 - Los Angeles CA 1979) compositore, direttore d'orchestra e pianista di jazz è tra le grandi figure del jazz. La sua orchestra, caratterizzata da un particolare suono, sapiente e seducente, anche grazie alla collaborazione di diversi ottimi arrangiatori come Pete Rugolo, Bill Holman, Lennie Niehaus, Gene Roland, Gerry Mulligan e lo sperimentatore Bob Graettinger, getta un ponte tra la musica jazz afro-americana e le acquisizioni raffinate e suggestive della musica colta del novecento. La sua orchestra si sono avvalse sempre di importanti personalità, come il trombettista Maynard Ferguson, i trombonisti Frank Rosolino, Kai Winding e Carl Fontana, o alfieri del suono cool-newyorkese come Lee Konitz e Dave van Kriedt.Specializzato nell'arrangiare ritmi afro-cubani (di cui è stato un pioniere) per grandi organici (e alcune delle sue orchestre sfioravano i quaranta elementi) le orchestre di Kenton si sono caratterizzate per il loro suono distintivo, e hanno influenzato il panorama musicale di quegli anni: i componenti di quelle sue orchestre erano normalmente solisti di prim'ordine. 
L'ultimo esperimento di Kenton è stata l'orchestra mellofonica del 1960-1963, in cui era inserita sezione di 4 mellofoni (strumenti a fiato in Fa della famiglia degli ottoni). 
Mellophone.
Il mellofono è uno strumento della famiglia degli ottoni che trova impiego nelle marching band, nel registro dei corni. 
Sviluppato dalla CG Conn che lo ha  commercializzato per la prima volta nel 1957 con il codice 16E, il Mellofono è essenzialmente un corno francese "classico" o "da concerto" che è stato figurativamente "srotolato" per formare uno strumento con la campana rivolta in avanti. Rispetto ai corni tradizionali, pur essendo anch'esso intonato in Fa, il mellofono ha il canneggio lungo la metà, che riduce la difficoltà di esecuzione; si caratterizza altresì per la capacità di proiettare il suono in avanti, verso il pubblico, particolarmente utile durante le marce e all'aperto. Viene suonato sia con bocchini a tazza, simili a quelli della tromba, sia con bocchini più conici. Il timbro sarà a seconda più chiaro o più scuro. Nel jazz, lo strumento è stato valorizzato dal trombettista statunitense Don Elliott, che lo ha introdotto nel 1953.
Kenton desiderava creare un ponte timbrico tra la sezione dei tromboni e quella delle trombe, sfruttando il suono caldo e la versatilità del mellofono, simile a quello del corno francese ma più adatto al volume di una big band. Questa formazione ha rappresentato l'ultimo grande esperimento di rilievo del cosiddetto "Kenton Sound", un approccio alla musica jazz caratterizzato da orchestrazioni monumentali e quasi sinfoniche. Sebbene fosse un ensemble jazz, la complessità degli arrangiamenti e l'aggiunta di strumenti insoliti la portarono spesso a essere descritta con una sensibilità vicina alla musica sinfonica moderna. Nonostante le difficoltà di mantenere i 4 mellofoni in intonazione (che formavano una sezione propria e separata), questa orchestra particolare di Kenton ha avuto dei suoi momenti esaltanti. Restano, di Kenton e delle sue orchestre, una grande e imponente discografia: il suo brano 'Intermission Riff' è stata per anni la sigla della rubrica settimanale del TG1, TV7, della RAI: https://www.youtube.com/watch?v=7BUy3hVlsV8
Video con 6 frame di suonatori di mellofonohttps://www.youtube.com/watch?v=sI7YOYEV2jw
1. James Deuchar (26 giugno 1930 a Dundee, Scozia – 9 settembre 1993 a Londra, Inghilterra) è stato un trombettista jazz, suonatore di mellofoni e arrangiatore di big band scozzese. Tubby Hayes Band, registrato dal programma televisivo della BBC Jazz 625, 1964. "Blues for Bloody Morag"
2. Don Elliott (21 ottobre 1926 a Somerville, New Jersey – 5 luglio 1984 a Weston, Connecticut) è stato un trombettista jazz, vibrafonista, cantante e suonatore di mellofoni statunitense. Elliott ha registrato oltre 60 album e 5.000 jingle pubblicitari nel corso della sua carriera. Elliott è stato anche un collaboratore di lunga data di Quincy Jones, contribuendo in particolare con la sua voce a molte delle colonne sonore dei film di Jones.
3. Ray Starling (4 gennaio 1933 a Londra, Inghilterra – 15 maggio 1982 in Arizona) è stato un trombettista jazz, suonatore di mellofoni, pianista e arrangiatore britannico. Ha suonato con Stan Kenton, Kai Winding, Ray Eberly, Claude Thornhill, Buddy Rich, Johnny Richards, Tony Ortega e molti altri. La Stan Kenton Orchestra - "Misty" di Erroll Louis Garner (Live) Il compositore e arrangiatore di lunga data di Kenton, Gene Roland, ha scritto la parte di mellofonio di "Misty" per Ray Starling. Roland fu la persona che per prima portò l'idea di una sezione di mellofoni a Kenton. 4. Michael Supnick (nato il 13 luglio 1962 a Worcester) è un trombonista, trombettista, suonatore di mellofoni, compositore, arrangiatore e scrittore statunitense di origini italiane. Negli Stati Uniti ha studiato prima all'Indiana University di Bloomington e poi al Berklee College of Music di Boston. Risiede in Italia dal 1986, dove vive nella zona ovest della capitale con la moglie Jole e i loro due figli Davide e Aurora. È diventato uno degli artisti di punta del jazz di New Orleans. Guida la Sweetwater Jazz Band, da lui fondata nel 1996.
5. Michael Supnick - Lino Patruno Jazz Show - Live in Rome. Teatro Olimpico, 2005 "Dream a Little Dream of Me" è una canzone del 1931 con musica di Fabian Andre e Wilbur Schwandt e testo di Gus Kahn. Uno standard popolare, ha visto ben oltre 400 versioni registrate.
6. Pyotr Vostokov (nato il 26 agosto 1985, Mosca) è un musicista jazz russo, trombettista, Mellofonista, leader della Big Jazz Orchestra. Direttore musicale del progetto “Big Jazz” sul canale televisivo “Russia Culture”. Vano Muradeli - “Don’t be sad”.

Charlie Parker nel '47.
Chet Baker ottiene una certa visibilità, come trombettista, a partire dall'estate del 1952, quando è scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band per una serie di concerti sulla West Coast. Ecco come l'ha raccontata lui: "Una mattina ho trovato un telegramma sotto la porta. Era un'audizione per lavorare con Charlie Parker, al Tiffany Club, alle tre del pomeriggio di quel giorno. Allora sono corso lì e appena ho varcato la soglia mi sono guardato intorno, e ho visto 40 trombettisti! Ero lì da cinque minuti e qualcuno doveva aver già parlato di me a 'Bird'... Chiese se ero arrivato e io risposi: 'Sì, Bird, sono qui!'. Abbiamo suonato insieme due pezzi e subito dopo annunciò al microfono che le audizioni erano terminate. Aveva scelto me e grazie a tutti per essere venuti. E beh, tutto qui."

Mentre la maggior parte degli arrangiamenti di Mulligan per Kenton sono piuttosto banali, ma a Kenton servono per eseguire redditizi spettacoli da ballo, Mulligan inserirà alcune opere originali più sostanziose nel tempo. Le sue composizioni "Walking Shoes" e "Young Blood" si distingueranno come incarnazioni dello stile contrappuntistico che lo caratterizza.


Mentre arrangia per Kenton, Mulligan inizia a esibirsi, nelle serate libere, al The Haig, un piccolo jazz club su Wilshire Boulevard, all'angolo di Kenmore Street, a Hollywood, Los Angeles. 
Durante le jam session del lunedì sera, un giovane trombettista di nome Chet Baker inizia a suonare con lui.
Così Mulligan e Baker iniziano a registrare insieme, sebbene non siano soddisfatti dei risultati. In quel periodo, il trio del vibrafonista Red Norvo (con chitarra e basso) inizia a esibirsi come headliner al The Haig, e non utilizza il pianoforte a coda che era stato portato lì per la permanenza di Erroll Garner al club, e anche Mulligan, affidandosi a precedenti esperimenti musicali, decide di esibirsi senza pianoforte o chitarra come base, con Baker alla tromba, Carson Smith al basso e Chico Hamilton alla batteria (in seguito lo stesso Mulligan avrebbe occasionalmente suonato anche il pianoforte).
Queste prime date dal vivo sono state registrate da Richard (Dick) Bock su un registratore a bobina portatile. Bock, insieme a Roy Harte, avrebbe poco dopo fondato l'etichetta Pacific Jazz che produrrà le prime tre sessioni di registrazione di Mulligan a Los Angeles, svolte a giugno, luglio e agosto del 1952, presso lo studio di registrazione di Hollywood Hills dell'ingegnere del suono Phil Turetsky. 
In queste sessioni, Mulligan, Chet Baker e altri hanno registrato il materiale pubblicato poi come Pacific Jazz PJ LP-1 e successivamente PJ-8.
La band si distingue per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan e la tromba di Baker, che piuttosto che suonare linee melodiche all'unisono, come i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie, sviluppano frasi musicali attingendo a tecniche contrappuntistiche, ad esempio anticipando uno la melodia che l'altro avrebbe eseguito dopo, danzando musicalmente da un tema all'altro. Baker è stata una delle punte di diamante del quartetto per via delle sue capacità espressive fuori dal comune.
Lo stile melodico di Baker si adatta bene a Mulligan, portandoli a creare tessiture improvvisate, libere dai rigidi confini di una struttura accordale imposta dal pianoforte. Pur essendo all'epoca una novità per il suono e lo stile che ne scaturiva, questa filosofia dell'improvvisazione contrappuntistica di gruppo richiamava gli albori del jazz.
Nonostante i loro background molto diversi (Mulligan era un newyorkese di formazione classica, mentre Baker, originario dell'Oklahoma, appena sopra il Texas, era un musicista autodidatta e molto istintivo), i due musicisti rivelano un'intesa quasi psichica nell'improvvisare insieme sofisticati schemi melodici e armonici. Mulligan in seguito osserverà: "Non avevo mai sperimentato nulla di simile prima, e non più dopo". Le loro date all'Haig divennero sold-out e le registrazioni del 1952 ebbero un grande successo. Le registrazioni includevano singoli come "Motel" (1953) etichettati come "The Gerry Mulligan Quartet Featuring Chet Baker".

In agosto e ottobre del 1952, il Gerry Mulligan Quartet registra il suo primo album, 'Gerry Mulligan Quartet', su cui è annotato: Recorded at Phil Turetsky's House in Los Angeles, California on August 16, 1952 (tracks 5 & 8) and Gold Star Studios in Los Angeles, California, on October 15 & 16, 1952 (tracks 1-4, 6 & 7).
Ken Dryden, nella recensione del disco su Allmusic osserva: "Il loro approccio alla musica, che è unico, etichettato come "cool" o jazz della West Coast, è basato su improvvisazioni intricate, con il baritono inventivo e lirico di Mulligan che è ben completato da Baker, un musicista non colto ma che possiede il dono di suonare a orecchio".

Tracklist in 'Gerry Mulligan Quartet Volume 1': 
1. Frenesí (Alberto Domínguez)
2. Freeway (Chet Baker)
3. Soft Shoe (Gerry Mulligan)
4. Aren't You Glad You're You? (Jimmy Van Heusen, Johnny Burke)
5. Bernie's Tune (Bernie Miller, Jerry Leiber, Mike Stoller)
6. Walkin' Shoes (Gerry Mulligan)
7. Nights at the Turntable (Gerry Mulligan)
8. "Lullaby of the Leaves" (Bernice Petkere, Joe Young)

Musicisti: Gerry Mulligan (baritone saxophone), Chet Baker (trumpet), Bob Whitlock (bass), Chico Hamilton (drums).

Nel 1953 Mulligan sposa Jeffie Lee Boyd, ma il matrimonio sarà annullato. Più tardi, nello stesso anno, sposa Arlyne Brown, figlia del cantautore Lew Brown. Loro figlio, Reed Brown Mulligan, nasce nel 1957 e nel 1959 la coppia divorzia.

A metà di quell'anno, la fortuita collaborazione di Chat e Gerry si interrompe bruscamente con l'arresto di Mulligan per reati di droga, che gli causano una detenzione di sei mesi alla Sheriff's Honor Farm. Sia Mulligan che Baker, come molti dei loro coetanei, erano eroinomani e già c'erano stati, fra di loro, disaccordi economici e scontri caratteriali.

Quindi, mentre Mulligan è in prigione, Baker evolve il suo stile alla tromba in lirico, inizia a cantare con uno stile unico e trasforma il suo aspetto da idolo in una celebrità indipendente.
Così, quando dopo il suo rilascio, Mulligan tenta di riassumerlo, il trombettista rifiuta l'offerta.  

Baker fonda una sua jazz band in cui, oltre che suonare la tromba, dal 1954 riveste anche il ruolo di cantante. Il quartetto di Baker include, a rotazione, il pianista Russ Freeman, i bassisti Bob Whitlock, Carson Smith, Joe Mondragon e Jimmy Bond, oltre ai batteristi Larry Bunker, Bob Neel e Shelly Manne. 

Nel 1954, la Pacific Jazz Records, fondata da Richard (Dick) Bock, pubblica 'Chet Baker Sings', album in cui Chet, oltre che suonare la tromba, canta.

Track listing of 'Chet Baker Sings': 
1. But Not for Me
2. Time After Time
3. My Funny Valentine
4. I Fall in Love Too Easily
5. There Will Never Be Another You
6. I Get Along Without You Very Well (Except Sometimes)
7. The Thrill Is Gone
8. Look for the Silver Lining

Musicisti: Chet Baker (vocals, trumpet), Russ Freeman (piano, celesta), Carson Smith (double bass), Joe Mondragon (double bass), Bob Neel (drums).

I lettori delle riviste Metronome e DownBeat, nominano Chet Baker il miglior cantante jazz del panorama musicale statunitense. "My Funny Valentine", cantata e con uno struggente assolo di tromba, sarà un successo associato a Baker per il resto della sua carriera, nonostante i critici definiscano la sua voce "stravagante" ed "effeminata" oppure "androginamente dolce" e "fragile".

La sua voce infatti divergeva dagli standard sociali dell'epoca, dove l'omofobia dilagava, non si allineava con gli stereotipi di cantanti come Billy Eckstine o Louis Armstrong. Nel merito, Baker affermerà nel 1973: "Quando ho iniziato a cantare, ci sono state reazioni molto contrastanti. All'inizio, molti pensavano - stupidamente - che, per come cantavo, mi piacessero i ragazzi o qualcosa del genere. Posso solo dire che sono un sacco di stronzate." Secondo James Gavin, Baker cercava di smentire quelle voci enfatizzando il suo machismo, parlando spesso di auto, donne e usando l'insulto omofobo "frocio", ma nonostante ciò l'album ha reso Baker il primo musicista jazz con un "forte seguito omosessuale". Secondo la cantautrice Cherry Vanilla, l'album ha riscosso molto successo nella comunità gay, e ha aggiunto: "Tutti i ragazzi gay che amavano il jazz amavano lui". Su Metronome, Mimi Clar Melnick ha criticato le "abissali carenze vocali" di Baker e ha paragonato il suo canto alla "mancanza di coordinazione di un bambino di quattro mesi perché non sa camminare". Nonostante queste critiche, l'album è stato un successo finanziario e Baker ha continuato a cantare per il resto della sua carriera. Nel 1956, il produttore della Pacific Jazz Records, Dick Bock, ha ampliato l'album a 14 tracce e ne ha pubblicato una ristampa in vinile da 12 pollici, LP.  

Mulligan continua ad esibirsi con la formazione a quartetto, con il trombonista a valvole Bob Brookmeyer che sostituisce Baker, e sia Mulligan che Brookmeyer suonano occasionalmente il pianoforte. Il quartetto suona alla terza Paris Jazz Fair nel 1954, con Red Mitchell al basso e Frank Isola alla batteria. La struttura a quartetto rimarrà il nucleo dei gruppi di Mulligan per tutto il resto degli anni '50, con sporadici cambi di personale ed espansioni del gruppo con i trombettisti Jon Eardley e Art Farmer, i sassofonisti Zoot Sims, Al Cohn, Lee Konitz e la cantante Annie Ross.

Tra il 1953 e il 1956, il quartetto di Baker pubblica degli album di successo e Chet supera, nel gradimento del pubblico, trombettisti come Miles Davis e Clifford Brown.

Dal 28 febbraio al 7 marzo del 1955, Chet Baker registra l'album 'Chet Baker Sings and Plays' sottotitolato 'With Bud Shank, Russ Freeman and Strings', quindi accompagnato da archi. Matt Collar di Allmusic scrive: "Con la crescente popolarità del primo album vocale di Chet Baker, Chet Baker Sings, il produttore di Pacific Jazz Richard Bock ha voluto capitalizzare su entrambi gli aspetti delle capacità della sua giovane stella. Quindi, il trombettista diventato cantante è entrato in studio di registrazione, nel 1955, sia con il suo quartetto con il pianista Russ Freeman, sia con un sestetto allargato al bassista Red Mitchell, a Bud Shank al flauto e a vari suonatori di archi. L'album risultante, Chet Baker Sings and Plays, contribuisce a consolidare l'immagine di Baker come idolo del jazz e icona del cool della West Coast degli anni '50".

Track listing 'Chet Baker Sings and Plays': 
01. Let's Get Lost (Jimmy McHugh, Frank Loesser)
02. This Is Always (Harry Warren, Mack Gordon)
03. Long Ago (and Far Away) (Jerome Kern, Ira Gershwin)
04. Someone to Watch Over Me (George Gershwin, Ira Gershwin)
05. Just Friends (John Klenner, Sam M. Lewis)
06. I Wish I Knew (Harry Warren, Mack Gordon)
07. Daybreak (Ferde Grofé, Harold Adamson)
08. You Don't Know What Love Is (Gene de Paul, Don Raye)
09. Grey December (Frank Campo)
10. I Remember You (Victor Schertzinger, Johnny Mercer)

Musicians: Chet Baker (trumpet, vocals), Bud Shank tracks 2, 4, 6 & 9 (flute), Russ Freeman (piano), Red Mitchell tracks 2, 4, 6 & 9, Carson Smith tracks 1, 3, 5, 7, 8, 10 & 11 (bass), Bob Neel (drums), Ray Kramer, Ed Lustgarten, Kurt Reher, Eleanor Slatkin tracks 2, 4, 6 & 9 (cello), Corky Hale tracks 2, 4, 6 & 9 (harp), Frank Campo, Johnny Mandel, Marty Paich tracks 2, 4, 6 & 9 (arrangers). Recorded at Capitol Studios in Hollywood, California on February 28, 1955 (tracks 2, 4, 6 & 9) and in Los Angeles, California on March 7, 1955 (tracks 1, 3, 5, 7, 8, 10 & 11).

La copertina del disco è un collage prevalentemente in bianco e nero composto da varie fonti. Le foto di Baker sono state scattate da William Claxton. L'immagine del Colosseo evoca l'Europa, dove Baker ha iniziato il suo primo tour nel settembre del 1955. Immagini di Cupido, fiori e un primo piano ritagliato di Baker con la sua ragazza Lili Cukier, riflettono la romantica scaletta dei brani, che contiene canzoni d'amore e di fiaccola. I titoli delle canzoni sono scritti con parole tratte da riviste.

Chet Baker, spesso fotografato da William Claxton, con il suo aspetto giovanile e cesellato e il suo comportamento freddo che evoca la vita spensierata del playboy californiano, diventa una specie di idolo degli adolescenti oltre ad essere un rispettato e promettente musicista jazz.

Gli studi di Hollywood vedono in Baker una potenziale star del cinema, e lui fa il suo debutto come attore nel film 'Hell's Horizon' nell'autunno del 1955.

Proprio da quel film, così come dal film italiano 'Urlatori alla sbarra' del 1959, si può notare come a Chet, fin da allora, mancasse un dente incisivo superiore, evento unico per un trombettista, che proprio sugli incisivi preme il labbro superiore con il bocchino dello strumento, per farlo vibrare e produrre così il suono. A ben guardare infatti, sia foto che video, la tromba poggia sull'incisivo destro. 


Baker comunque, dopo l'esperienza come attore, rifiuta un contratto con uno studio hollivoodiano preferendo la vita in viaggio come musicista.

Dick Bock, il produttore della Pacific Jazz Records, conduce in quello stesso '55 un sondaggio di marketing e scopre che la maggior parte dei fan di Chet Baker sono donne che vogliono sentirlo cantare, mentre secondo i sondaggi di DownBeat Magazine, il pubblico, in generale, lo nomina sia miglior trombettista che miglior cantante jazz, meglio anche di Nat King Cole. Pare infatti che Charlie Parker abbia detto a Davis e a Dizzy Gillespie : "Fareste meglio a stare attenti... C'è un piccolo gatto bianco in California che vi mangerà". E Chet Baker guida vari gruppi, esibendosi con la tromba e col canto.

Nel settembre di quell'anno, parte per l'Europa per la prima volta, completando un tour di otto mesi e registra quell'ottobre, per l'etichetta francese Barclay, l'album 'Chet Baker Quartet Vol. 1'. Alcune di quelle sessioni sono state pubblicate negli Stati Uniti come 'Chet Baker in Europe'. In Europa Chet registra anche un raro accompagnamento per Caterina Valente, mentre suona la chitarra e canta "I'll Remember April" e "Ev'ry Time We Say Goodbye".
Dopo un mese di tournée, il pianista Dick Twardzik muore per overdose di eroina, ma nonostante ciò, Baker continua il tour impiegando pianisti locali. Dal concerto di Parigi del 24 ottobre 1955, verrà prodotto l'anno successivo l'album 'Chet Baker Quartet Vol. 2', contenente una reinterpretazione di 'Summertime' e con Chet alla tromba e la foto in copertina scattata da Jean-Pierre Leloir.

Tracce del 'Chet Baker Quartet Vol. 2':

1. Small Hotel (Lorenz Hart - Richard Rodgers) 3:43
2. I'll Remember April (Don Raye, Patricia Johnston - Gene De Paul) 5:51
3. These Foolish Things (Eric Maschwitz - Jack Strachey) 4:41
4. Autumn in New York (musica: Vernon Duke) 7:03
5. Summertime (Ira Gershwin, DuBose Heyward - George Gershwin) 4:12
6. You Go to My Head (testo: Haven Gillespie - musica: J. Fred Coots) 5:49
7. Tenderly (testo: Jack Lawrence - musica: Walter Gross) 6:38
8. Lover Man (James Edward Davis, Ram Ramirez, Jimmy Sherman) 4:50

Musicisti: Chet Baker (tromba), Gérard Gustin (pianoforte), Jimmy Bond (contrabbasso), Bert Dahlander (batteria).

Nel gennaio 1956, al teatro Eliseo di quella Roma, che poi ha amato, Chet tiene il suo primo concerto in Italia. All'epoca l'Italia era un laboratorio musicale in crescita.

Rientrato a Los Angeles dopo il tour europeo, Baker torna a registrare per la Pacific Jazz. La sua produzione include tre collaborazioni con Art Pepper, tra cui 'Playboys', e la colonna sonora del film 'The James Dean Story'.

Nel 1957 è pubblicato, dall'etichetta Verve, l'album 'Blues in Time' (originariamente intitolato Gerry Mulligan - Paul Desmond Quartet). L'idea per questo album era nata nel 1954, poi rimandata all'estate del 1957 quando Desmond aveva suggerito a Gerry di registrare alcuni pezzi insieme. Il produttore Norman Granz era riuscito a fissare la data di registrazione per la prima sessione in agosto.

Elenco delle tracce in 'Blues in Time':
1. Blues in Time (Paul Desmond)
2. Body and Soul (J.Green,E.Heyman,R.Sour,F.Eyton)
3. Standstill (Gerry Mulligan)
4. Line for Lyons (Mulligan)
5. Wintersong (Desmond)
6. "Battle Hymn of the Republican" (Desmond)
7. "Fall Out" (Mulligan)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Gerry Mulligan (baritone saxophone), Joe Benjamin (bass), Dave Bailey (drums).

Pare comunque che quattro dei brani dell'album fossero dei contrafatti: Stand Still (è My Heart Stood Still, di Richard Rodgers del 1927), Wintersong (è These Foolish Things, uno standard del 1936 di Jack Strachey), Battle Hymn of the Republican (è Tea for Two, pezzo di Vincent Youmans del 1924) e Fall Out (è Let's Fall in Love, standard jazz di Cole Porter del 1928).


Chet Baker si trasferisce a New York City, dove nel 1957 registra di nuovo con Gerry Mulligan per l'album 'Reunion with Chet Baker' pubblicato nel 1958.

Track listing of 'Reunion with Chet Baker': 

1. Reunion (Gerry Mulligan)
2. When Your Lover Has Gone (Einar Aaron Swan)
3. Stardust (Hoagy Carmichael, Mitchell Parish)
4. My Heart Belongs to Daddy (Cole Porter)
5. Jersey Bounce (Tiny Bradshaw, Buddy Feyne, Eddie Johnson, Bobby Plater)
6. The Surrey With the Fringe on Top (Oscar Hammerstein II, Richard Rodgers)
7. Trav'lin' Light (Johnny Mercer, Jimmy Mundy, Trummy Young)
8. Ornithology (Benny Harris, Charlie Parker)

Musicisti: Chet Baker (tromba), Gerry Mulligan (sassofono baritono), Henry Grimes (contrabbasso), Dave Bailey (batteria).

A proposito dell'album, Scott Yanow di Allmusic afferma: "Il Gerry Mulligan Quartet del 1952-53 è stato uno dei gruppi jazz più amati del decennio e ha reso delle star sia il leader che il trombettista Chet Baker... Sebbene non possieda esattamente la magia del gruppo precedente, la musica è piuttosto piacevole e l'interazione tra i due strumenti è ancora speciale". Come nell'album precedente, non compaiono strumenti armonici, né pianoforte né chitarra.






Nel 1962, con etichetta RCA Victor, è pubblicato l'album 'Two of a Mind', contenente performance registrate da Paul Desmond e Gerry Mulligan in quell'anno. L'album, il secondo di Mulligan e Desmond registrato in una formazione di quartetto senza pianoforte, ottiene da Allmusic 4 stelle e mezzo. Questo è il commento alla valutazione del disco: "Il contralto Paul Desmond e il baritono Gerry Mulligan hanno sempre formato una squadra perfetta durante le loro rare collaborazioni. Entrambi i sassofonisti avevano timbri leggeri immediatamente riconoscibili, grande arguzia e la capacità di improvvisare melodicamente. ... l'interazione tra Desmond e Mulligan è costantemente deliziosa. Altamente raccomandato".


Track listing di 'Two of a Mind':
1. All the Things You Are (Jerome Kern, Oscar Hammerstein II)
2. Stardust (Hoagy Carmichael, Mitchell Parish)
3. Two of a Mind (Paul Desmond)
4. Blight of the Fumble Bee (Gerry Mulligan)
5. The Way You Look Tonight (Kern, Dorothy Fields)
6. Out of Nowhere (Johnny Green, Edward Heyman)

Personale: Paul Desmond (sassofono contralto); Gerry Mulligan (sassofono baritono); John Beal tracce 4, 5, Joe Benjamin tracce 3, 6 e Wendell Marshall tracce 1, 2 (basso); Connie Kay tracce 1, 2, 4, 5, Mel Lewis tracce 3, 6 (batteria).




'Live at the Berlin Philharmonie' è un album dal vivo di Dave Brubeck e del suo trio (formato con Jack Six e Alan Dawson) insieme a Gerry Mulligan, registrato nel 1970 alla Sala Filarmonica di Berlino. È stato pubblicato in vinile nell'edizione statunitense del 1972 e ripubblicato nel 1995 in 2 CD con diverse tracce bonus. La pubblicazione del 1972 ha raggiunto la posizione numero 21 nella classifica Billboard Top Jazz. 

Track listing di 'Live at the Berlin Philharmonie' del 1972:

1. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
2. Blessed Are the Poor (The Sermon on the Mount) (Dave Brubeck)
3. Indian Song (Brubeck)
4. Limehouse Blues (Philip Braham, Douglas Furber)
5. Lullaby de Mexico (Mulligan)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums).


La ristampa del 1995 di Live at the Berlin Philharmonie è stata recensita da Scott Yanow su Allmusic, che ne ha scritto: "Considerando quanto ispirato suoni il Dave Brubeck Quartet, è sorprendente che la musica sia rimasta così oscura per così tanto tempo...”

Track listing di 'Live at the Berlin Philharmonie' CD 1 e CD 2:

1. Out of Nowhere (Johnny Green, Edward Heyman) 
2. Mexican Jumping Bean (Gerry Mulligan) 
3. Blessed Are the Poor (The Sermon on the Mount) (Dave Brubeck)
4. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
5. Out of the Way of the People (Brubeck)
6. The Duke (Brubeck)
7. New Orleans (Hoagy Carmichael)
8. Indian Song (Brubeck) 
9. Limehouse Blues (Philip Braham, Douglas Furber) 
10. St. Louis Blues (W. C. Handy)
11. Basin Street Blues (Spencer Williams)
12. Take Five (Paul Desmond) 
13. Lullaby de Mexico (Mulligan)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums).





Nel 1973 Dave Brubeck con Paul Desmond al sassofono contralto insieme a Gerry Mulligan al sassofono baritono, si esibiscono in Europa in vari concerti; dal tour è pubblicato l'album 'We're All Together Again for the First Time' che raggiunge la posizione 20 nella Billboard Top Jazz Charts. Fra i brani presenti nell'album: 'Truth', 'Unfinished Woman' e un gustosissimo 'Take Five' sono stati registrati alla Berliner Philharmonie di Berlino, 'Koto Song' è stato registrato all'Olympia di Parigi e 'Rotterdam Blues' con 'Sweet Georgia Brow', alla sala concerti De Doelen di Rotterdam.

Track listing di 'We're All Together Again for the First Time':
1. Truth (Dave Brubeck)
2. Unfinished Woman (Gerry Mulligan)
3. Koto Song (Brubeck)
4. Take Five (Paul Desmond)
5. Rotterdam Blues (Brubeck)
6. Sweet Georgia Brown (B.Bernie,K.Casey,M.Pinkard)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Paul Desmond (alto saxophone); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums); Siegfried Loch (producer).





Chet Baker e Paul Desmond registrano insieme, tra il 1974 e il 1977, dei brani pubblicati negli album

"She Was Too Good To Me", "You Can't Go Home Again" e "The Best Thing For You" di Chet Baker e, come abbiamo visto, "Concierto" di Jim Hall.
Quegli stessi brani saranno pubblicati, nel 1992, nell'album "Together" di Chet Baker (tromba) e Paul Desmond (sax alto). Questo album è considerato un incontro di alto livello tra due dei più lirici interpreti del jazz californiano/cool jazz.

Track list di 'Together':
1. Tangerine (J.Mercer,V.Schertzinger, arr.DonSebesky)
2. You Can't Go Home Again (Don Sebesky)
3. How Deep Is The Ocean? (I.Berlin, arr.DonSebesky)
4. You'd Be So Nice To Come Home To (ColePorter, arr.DonSebesky)
5. I'm Getting Sentimental Over You/You've Changed (Carey,Fischer,Bassman,Washington, arr.DonSebesky)
6. Autumn Leaves (Parsons,Prevert,Mercer,Kosma, arr.DonSebesky)
7. Concierto De Aranjuez (Joaquin Rodrigo, arr.DonSebesky)

Personnel: Chet Baker (Trumpet); Paul Desmond (Alto Saxophone); Jim Hall tracks 4, 7 (Guitar); Roland Hanna tracks 4, 7 (Piano); Bob James tracks 1, 6, Kenny Barron tracks 2, 3, 5 (Electric Piano); Ron Carter (Bass); Tony Williams tracks 2, 3, 5, Steve Gadd tracks 1, 4, 6, 7 (Drums).

Tracks 1 & 6: Recorded at Van Gelder Studios. New York City 17th July 1974. Taken from the Epic                               album - Chet Baker "She Was Too Good To Me"
Track 2: Recorded at Sound Ideas Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M album                       - Chet Baker "You Can't Go Home Again" CD
Tracks 3 & 5: Recorded at Sound Ideas Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M                           album - Chet Baker "The Best Thing For You" CD
Tracks 4 & 7: Recorded at Van Gelder Studios. New York City 23rd April 1975. Taken from the Epic                             album - Jim Hall "Concierto"








sabato 14 marzo 2026

Paul Desmond, Dave Brubeck e il Cool Jazz

Il Dave Brubeck Quartet. Da sinistra Paul Desmond
(al sax contralto), Eugene Wright (al contrabbasso),
 Dave Brubeck (al pianoforte), Joe Morello
(alla batteria) nel 1959.

Dave Brubeck, all'anagrafe David Warren Brubeck (Concord CA, 6 dicembre 1920 - Norwalk CT, 5 dicembre 2012), è nato da madre statunitense, Elizabeth (nata Ivey, da genitori inglesi e tedeschi), che aveva studiato pianoforte, in Inghilterra, con Myra Hess (nota per le sue esecuzioni di opere di Bach, Mozart, Beethoven, Schumann e Brahms nei giorni in cui Londra era quotidianamente bombardata durante la seconda guerra mondiale) intendendo diventare una pianista concertista. Insegnava invece pianoforte per guadagnare soldi extra.

Dave Brubeck nel 1964.
Suo padre, Peter Howard "Pete" Brubeck, era un allevatore di bestiame di origini per metà svizzere (il cognome originario della famiglia paterna era Brodbeck) e per metà Modoc, tribù di nativi americani in origine stanziati nel nord-est della California e nell'Oregon. Rifugiatisi nel rigido clima del lago Tule, nel nord della California, verso la seconda metà dell’800, i Modoc, guidati da Capo Kintpuash, meglio conosciuto come Capitan Jack, si erano opposti duramente alla colonizzazione europea, dando parecchio filo da torcere all’esercito degli Stati Uniti.
Dave Brubeck, pianista e compositore, è considerato uno dei massimi esponenti del cool jazz. Le sue opere sono caratterizzate da tempi insoliti e dalla sovrapposizione di ritmi, metri e tonalità contrastanti o contrappunti e rondò; combina stili che appartengono a generi diversi.

Paul Desmond (San Francisco CA, 25 novembre 1924 - New York, 30 maggio 1977), alla nascita si chiamava Paul Emil Breitenfeld. Suo nonno Sigmund Breitenfeld, medico, era nato il 17 novembre 1857 a Česká Kamenice, in Boemia, la parte centrale della repubblica Ceca; emigrato negli Stati Uniti nel 1885, il 2 maggio del 1886, a New York, aveva sposato Hermina Lewy, da cui erano nati quattro figli (tra cui Emil, padre di Paul). Paul e i membri della famiglia di suo padre "spesso speculavano sul fatto che Sigmund e Hermine Breitenfeld avessero origini ebraiche", ma non si identificavano come ebrei, né osservavano le tradizioni ebraiche. Tuttavia, Fred Barton, cantautore/arrangiatore e cugino di Paul, ha trovato ampie prove genealogiche che confermano come entrambe le famiglie, Breitenfeld e Lewy, fossero ebrei boemi. La famiglia Breitenfeld, in Boemia e a Vienna, ha avuto musicisti di ogni generazione nel corso del 1800, 1900 fino ai nostri giorni.
Paul Desmond nel 1962.
Il padre di Desmond, Emil Breitenfeld, era stato pianista, organista, arrangiatore e compositore; accompagnava i film muti nei cinema e produceva arrangiamenti musicali per pubblicazioni stampate e per produzioni teatrali dal vivo. Durante la prima guerra mondiale, mentre si addestrava con il 17° reggimento di New York a Plattsburgh, New York, aveva composto 'The Last Long Mile', una delle canzoni dei soldati più note di quella guerra.
La madre di Desmond, nata Shirley King, era di famiglia cattolica irlandese. Visto lo stato emotivamente instabile che aveva vissuto durante tutta la sua educazione, sembra che soffrisse di disturbi ossessivo-compulsivi, oltre ad altre malattie mentali.
Paul Desmond, clarinettista, sassofonista contralto e compositore, con le sue opere e le sue interpretazioni, ha rappresentato una pietra miliare del cool jazz della West-Coast americana. Come strumentista, il suono di Desmond, che preferiva le ballad (i lenti) ai brani più mossi, era tenue e limpido e le sue improvvisazioni ariose e melodiose. Amava scherzare su questo, dichiarando di meritare l'epiteto del "più lento contraltista dell'anno". Il suo stile fine ed elegante, fra i più singolari nel panorama jazzistico degli anni '50 e '60, si distingue per la sua particolare purezza e delicatezza. Specialista del contrappunto (linee melodiche indipendenti che si combinano fra di loro) improvvisato, nei suoi assoli Paul Desmond esprime una grande cura nelle costruzioni melodiche, talvolta molto semplici ma sempre di grande intensità.
Lontano dalle contorsioni cromatiche dei sassofonisti bee-bop, Desmond propone una formula accessibile, costruita su un continuo e preciso dosaggio di suoni "outside" e pentatoniche minori, animando ogni singola frase di grande espressività. Nel suo stile arioso, gli incisi sono quasi sempre strutturati su singole frasi, intervallate da brevi pause. Rare le sue escursioni su registri bassi o eccessivamente alti.
Il risultato è quello di un sound particolarmente rilassato e pacato, ma sempre molto dinamico.

Dave Brubeck non aveva intenzione di diventare un musicista, sebbene i suoi due fratelli maggiori, Henry e Howard , fossero già su quella strada. Dave, tuttavia, prendeva lezioni di pianoforte da sua madre. Non riusciva però a leggere la musica durante queste prime lezioni, incolpando la sua vista scarsa; poi "fingerà" di riuscirci abbastanza bene, per nascondere la sua difficoltà.

A partire dal 1933, Paul vivrà per quasi cinque anni con i suoi parenti di New Rochelle, a New York, a causa dei problemi di salute mentale della madre e nel 1936, all'età di dodici anni, inizia a suonare il clarinetto e continuerà a farlo per tutta la durata della sua frequentazione alla San Francisco Polytechnic High School, una volta tornato in California.

Progettando di lavorare con il padre nel loro ranch, nel 1938 Dave entra al college di arti liberali College of the Pacific a Stockton, in California, per studiare veterinaria. Cambierà invece il suo corso di studi in musica, su sollecitazione del capo della zoologia dell'epoca, il dottor Arnold, che gli diceva: "Brubeck, la tua mente non è qui, è dall'altra parte del prato, nella serra (dove si sentiva suonare). Per favore, vai lì, smettila di sprecare il mio tempo e il tuo".

Durante il liceo, Paul voleva studiare anche il violino, ma suo padre lo avrebbe dissuaso dicendo che i violinisti erano "una dozzina... con il violino, morirai di fame". Durante la frequentazione del liceo, Paul sviluppa anche un suo talento per la scrittura, diventando co-redattore del giornale della sua scuola. In tal veste fra l'altro, gli capita di intervistare il comico, famoso ai suoi tempi, Bob Hope, durante una sua visita a San Francisco.

Al College of the Pacific di Stockton, Dave Brubeck rischia l'espulsione quando uno dei suoi insegnanti di musica scopre che non è in grado di leggere le note a prima vista. Tuttavia, gli altri insegnanti si fanno avanti in sua difesa, sostenendo che la sua capacità di scrivere contrappunto e armonia compensi ampiamente le sue carenze.

Dopo il liceo, Paul si iscrive al San Francisco State College, dove inizia a suonare il sassofono contralto, influenzato da artisti del calibro di Lester Young e Charlie Parker, uno dei padri del Bee-Bop. 

Nel 1943, durante il suo primo anno di college, Paul è arruolato nell'esercito degli Stati Uniti e si unisce alla banda dell'esercito di stanza a San Francisco; trascorrerà tre anni nell'esercito senza che la sua unità sia mai chiamata a combattere.

Il corpo insegnanti del College of the Pacific, pur con preoccupazione, consente a Dave Brubeck di laurearsi in cambio della promessa che non avrebbe mai insegnato a suonare il pianoforte.

Nel 1944, nell'esercito, Paul conosce Dave Brubeck, lì chiamato per fare un provino con la banda del 253° reggimento, di cui anche Paul fa parte. Dopo aver superato l'esame, Dave - a differenza di Paul - è mandato a suonare in Europa. In seguito Paul racconterà a Marian McPartland, nella trasmissione "Piano Jazz" della National Public Radio, di essere rimasto sorpreso dai cambi di accordi introdotti da Brubeck durante quell'audizione del 1944.

In Europa, Dave Brubeck, arruolato nella Terza Armata di George S. Patton, suona il pianoforte ad un evento della Croce Rossa, spettacolo che riscuote un successo clamoroso grazie al quale, oltre che essere risparmiato dai combattimenti, è incaricato di organizzare una delle prime band razzialmente integrate delle forze armate statunitensi, 'The Wolfpack' (Il Branco di Lupi).

Nel 1946, dopo il congedo militare, Paul Emil Breitenfeld cambia legalmente il suo cognome, da Breitenfeld a Desmond. Paul raccontava molte storie sul motivo per cui avesse scelto il cognome Desmond, come quella che Breitenfeld non gli piaceva e avrebbe scelto il nuovo cognome a caso, da un elenco telefonico; ma il suo biografo, Doug Ramsey, ha riesumato il racconto di un amico di Desmond, Hal Strack, secondo il quale, mentre ascoltavano insieme, nel 1942, il cantante della Glenn Miller Band, Johnny Desmond, Paul avrebbe detto a proposito di quel nome: "È un nome fantastico, così dolce ed insolito... Se mai decidessi di aver bisogno di un altro cognome, sarà Desmond".

Dopo aver prestato servizio nell'esercito, nel 1946 Dave Brubeck torna in California e frequenta dei corsi universitari al Mills College di Oakland, dove è allievo del compositore Darius Milhaud, insegnante di musica con impostazione neoclassica di tradizione francese, che lo incoraggia a studiare fuga e orchestrazione, ma non pianoforte classico.


Brubeck frequenta inoltre, per due lezioni, Arnold Schoenberg all'Università della California di Los Angeles (UCLA) per conoscere la teoria e la pratica dell'Alto Modernismo musicale (la dodecafonia), a cui si opponeva Darius Milhaud con la sua posizione neoclassica di tradizione francese. Arnold Schoenberg aveva introdotto nella musica, con le sue composizioni, l'atonalità o dodecafonia, innovazione che ha influenzato profondamente la musica del Novecento. Nello specifico, l'atonalità è un sistema di scrittura musicale che non adotta un centro tonale, ma la dodecafonia, "metodo di composizione con dodici note" per dare ordine all'atonalità; si usa di una serie (o fila) di dodici note cromatiche, disposte in un ordine preciso e non ripetute prima che tutte le altre siano apparse, con lo scopo di garantire che nessun suono prevalga sugli altri, mantenendo un equilibrio nell'uso di tutti i suoni della scala cromatica, elemento chiave di questa pratica.

Tuttavia, Dave non rimane soddisfatto dalle lezioni di Schoenberg e fra di loro non si manterranno rapporti; probabilmente Brubeck, all'applicazione della teoria dodecafonica, preferiva contrappunti, fughe e rondò.

Intanto Paul, chiamato ora Desmond, inizia a lavorare, nel comprensorio della Bay Area di San Francisco, come musicista di supporto. In quella veste, gli capita di lavorare occasionalmente per Dave Brubeck, al Geary Cellar di San Francisco.

Dal 1947 al 1949, Desmond è stato sposato con Duane Reeves Lamon, e in seguito non si risposerà mai più. All'opposto di Dave, profondamente religioso e fedele padre di famiglia, Paul è stato descritto come un donnaiolo incapace di instaurare relazioni stabili con le donne (e non interessato ad imparare a farlo); pare comunque che a Desmond, nell'arco della sua esistenza, non siano mancate delle compagne. Si dice che una volta Desmond scherzando, vedendo un'ex fidanzata per strada abbia detto: "Eccola, non per capriccio ma per una banchiera" (un riferimento semi-spoonista a banchiera-biancheria).

Nel 1947, dall'incontro a New York tra Gil Evans, Miles Davis, il giovane Gerry Mulligan e il pianista John Lewis, scaturisce la formazione di un gruppetto di musicisti interessati a sviluppare delle idee musicali nuove, moderne, in grado di superare il bebop. Lo spunto, per Gil Evans, era dato dal desiderio di suonare musica non urlata, agendo soprattutto sul registro medio degli strumenti a disposizione, senza cercare la spettacolarità di un certo bebop, nel quale ormai si faceva a gara per raggiungere le note più acute a discapito della musicalità.

Miles Davis
Miles Davis (Alton IL, 26 maggio 1926 - Santa Monica CA, 28 settembre 1991), che all'epoca faceva ancora parte del quintetto di Charlie Parker, uno dei padri del bebop, stava anche lui cercando un'alternativa al quel genere e alle piccole formazioni nelle quali suonava all'epoca e con cui iniziava a staccarsi pian piano dal suo mentore. Il fine era quello di organizzare una cerchia allargata di musicisti con cui collaborare su progetti nuovi e diversi. Fervevano le discussioni, si parlava delle strade da percorrere per innovare il bebop. Su questo punto, Gil Evans aveva già ottenuto notevoli risultati arrangiando alcuni pezzi di Charlie Parker per l'orchestra di Thornhill. Anche se poi Evans abbandonerà il progetto per contrasti artistici con Davis, è stato lui, (insieme a Gerry Mulligan), ad individuare la struttura di un nonetto formato da una solidissima sezione fiati (tromba, trombone, corno francese, tuba, sax contralto e sax baritono) accompagnata da una sezione ritmica composta da pianoforte, batteria e contrabbasso. Nel 1949 Miles Davis otterrà un contratto dalla Capitol Records per registrare, col Nonetto, dodici tracce da pubblicare su dischi a 78 giri. Il gruppo si riunisce in tre sessioni di registrazione: nel gennaio ed aprile del 1949 e nel marzo del 1950. Davis, Konitz, Mulligan e Barber saranno gli unici a partecipare a tutte e tre le sessioni e anche gli strumenti partecipanti non cambiano, salvo l'omissione del pianoforte in alcuni brani. Anche gli arrangiamenti rimangono sostanzialmente gli stessi. Il nuovo stile viene definito 'Cool', fresco.
Nel 1957 verrà pubblicato l'album LP 'Birth of the Cool', con quelle tre registrazioni del 1949-50.
Tracks di 'Birth of the Cool':

1. Move (Denzil Best - Arr. J.Lewis)
2. Jeru (Gerry Mulligan)
3. Moon Dreams (Chummy MacGregor, Johnny.Mercer - Arr. G.Evans)
4. Venus de Milo (Gerry Mulligan)
5. Budo (Bud Powell, Miles Davis - Arr. J.Lewis)
6. Deception (Miles Davis - Arr. Gerry Mulligan)
7. Godchild (George Wallington - Arr. Gerry Mulligan)
8. Boplicity (Cleo Henry - Arr. Gil Evans)
9. Rocker (Gerry Mulligan)
10. Israel (John Carisi)
11. Rouge (John Lewis)

Formazione: Miles Davis (tromba), Lee Konitz (sassofono contralto), Gerry Mulligan (sassofono baritono), Bill Barber (tuba), Kai Winding (nel gennaio 1949, trombone), J. J. Johnson (in aprile 1949, marzo 1950, trombone), Junior Collins (nel gennaio 1949, corno francese), Sandy Siegelstein (in aprile 1949, corno francese), Gunther Schuller (nel marzo 1950, corno francese), Al Haig (nel gennaio 1949, pianoforte), John Lewis (in aprile 1949, marzo 1950, pianoforte), Joe Shulman (nel gennaio 1949, contrabbasso), Nelson Boyd (in aprile 1949, contrabbasso), Al McKibbon(nel marzo 1950, contrabbasso), Max Roach (nel gennaio 1949, marzo 1950, batteria), Kenny Clarke (in aprile 1949, batteria), Kenny Hagood - voce (solo Darn That Dream).

Dal 1946 al 1950, Dave Brubeck è coinvolto alla guida di un Ottetto parecchio innovativo, con sede a San Francisco; un parallelo delle sessioni che Miles Davis eseguirà a New York col suo Nonetto.

Nella stessa San Francisco, la Coronet Records, che in precedenza aveva registrato e prodotto gruppi della zona che suonavano nello stile Dixieland (questa Coronet Records non era l'etichetta economica newyorkese di fine anni '50 o la Coronet Records australiana), è acquisita da Jack Sheedy, che decide di registrare l'Ottetto di Brubeck con l'intenzione di produrre in seguito dei dischi. Le registrazioni vengono effettuate, nella stessa California, dal 1946 al 1948 e nel 1950. Alla fine Jack Sheedy, non riuscendo più a sostenere le spese della sua attività, cede i master delle registrazioni in suo possesso, alla Circle Record Company, casa discografica di proprietà dei fratelli Max e Sol Weiss, che subito cambiano il nome della loro company in Fantasy Records.

I dieci brani registrati tra il 1946 e il 1948, sono pubblicati dalla Fantasy a partire dal 1950 con il titolo 'Old Sounds From San Francisco', prima come due EP e poi con un unico LP da 10 pollici. Le otto tracce registrate nel 1950, sono pubblicate una prima volta nel 1956 su un LP da 10 pollici con il titolo 'Distinctive Rhythm Instrumentals' poi, nello stesso 1956, la Fantasy raccoglie l'intera produzione discografica dell'ottetto nell'album (un LP da 12 pollici) 'Dave Brubeck Octet', con l'artwork di Arnold Roth in copertina.

Le 18 tracce dell'album 'Dave Brubeck Octet', tutta la loro produzione:
 1.The Prisoner’s Song
 2. Rondo
 3. You Go To My Head
 4. Laura
 5. Closing Theme
 6. I Hear A Rhapsody
 7. Serenade’s Suite
 8. Schizophrenic Scherzo
 9. Playland At The Beach
10. How High The Moon           I protagonisti dell'Ottetto sono:
11. Love Walked In                   Dave Brubeck (pianoforte),              
12. IPCA                                                                                                Paul Desmond (sassofono contralto),
13. What Is This Thing Called Love                                                      Bill Smith (clarinetto, sassofono baritono),
14. The Way You Look Tonight                                                             Ron Crotty (contrabbasso),
15. September In The Rain                                                                  Cal Tjader (batteria), 
16. Prelude                                                                                           Bob Collins (trombone), 
17. Fugue On Bop Themes                                                                  Dick Collins (tromba),   
18. Let’s Fall In Love                                                                            Dave Van Kriedt (sassofono tenore). 

I membri dell'Ottetto sono tutti stati studenti di Darius Milhaud, compositore francese che nel 1918, dopo aver conosciuto Jean Cocteau ed Éric Satie, era entrato nel prestigioso "Gruppo dei Sei", compositori che propugnavano una rifondazione musicale nazionalistica francese, sulle orme di Satie. Nel 1940, per sfuggire ai nazisti, essendo egli di fede ebraica, era ritornato negli Stati Uniti dove Pierre Monteux, direttore d'orchestra francese naturalizzato statunitense, gli aveva procurato un posto di insegnante di composizione al Mills College di Oakland (ruolo che conserverà fino al 1971); suoi allievi sono stati Burt Bacharach e Philip Glass. Oltre che da Milhaud, nel gruppo dell'Ottetto alcuni avevano preso lezioni da Roger Sessions, compositore, critico e storico musicale statunitense, esponente del Neoclassicismo musicale in opposizione alle sperimentazioni atonali e dodecafoniche, che adotterà quasi integralmente la scrittura seriale, tecnica compositiva che preordina in successioni stabilite, chiamate 'serie', le partiture musicali.

Questi precedenti determinavano, nell'ottetto, un'espressione musicale costellata di fughe, rondò e soprattutto di contrappunti, pur rimanendo nell'ambito del cool bop della California, sound tipico anche di altre band degli anni '50, come quelle di Stan Kenton, Gerry Mulligan, Bill Holman, Manny Albam, Gil Evans e Bob Brookmeyer: compositori e arrangiatori la cui musica è intricata, complessa ed evoluta come quella di questa band di Brubeck.

Nello specifico, il rondò si contraddistingue per il ritorno ciclico di un tema principale lungo l'intero svolgimento della composizione. Tra le forme musicali il rondò è quindi la prima ad avere introdotto il principio ciclico, ed è altresì quella che maggiormente risponde al significato etimologico del termine, visto che la parola deriva dal latino rotŭndus, «rotondo».
Il contrappunto, nella terminologia musicale, sta a indicare la presenza, in una composizione o in una sua parte, di linee melodiche indipendenti che si combinano secondo regole tramandate dalla tradizione musicale. 
La fuga è una forma musicale polifonica e contrappuntistica basata sull'imitazione, dove un tema principale (il soggetto) viene esposto da una voce e poi imitato da altre voci successive, dette risposte, accompagnate da controsoggetti. È considerata una delle massime espressioni del contrappunto, con una struttura tipica che include un'esposizione del tema, sezioni di sviluppo (i divertimenti) e una parte finale con riproposte del tema in maniera più serrata (gli stretti).

Sebbene i componenti dell'Ottetto di Brubeck si siano procurati una certa credibilità con le loro esibizioni, ne avrebbero guadagnata maggiormente dopo lo scioglimento del gruppo, scioglimento dovuto alla mancanza di lavoro.

Paul Desmond, che stava iniziando ad emergere, si confermerà protagonista di primo piano; Cal Tjader, il batterista, formerà una sua band di latin jazz dove suonerà esclusivamente il vibrafono. William O. (Bill) Smith, il clarinettista, suonerà con Brubeck per molti anni in seguito; il trombettista Dick Collins sarà il pilastro delle band di Woody Herman e gli arrangiamenti del sassofonista tenore, David Van Kriedt, susciteranno grande interesse in seguito.

Nel settembre del 1949, il 'Dave Brubeck Trio' composto da Dave Brubeck (pianoforte), Ron Crotty (contrabbasso) e Callen Tjader (batteria, percussioni e vibrafono), che già avevano suonato insieme nell'Ottetto, registra due brani per un album a 78 giri che verrà pubblicato con etichetta Fantasy.

Due sono le tracce del 'Dave Brubeck Trio':
1. Laura                                                  
2. Indiana

Nel disco, Dave è protagonista irrequieto, alla ricerca di contrasti di tono, colore ed emozione. La formazione del trio rimarrà la stessa in tutte le registrazioni.

Tra il 1949 e il 1951, il Trio di Brubeck registra altri due dischi a 78 giri con etichetta Fantasy, Vol. 1 e Vol. 2. In questo periodo di transizione dal 78 giri al vinile a 33 giri (LP) molte registrazioni erano pubblicate come EP (Extended Play) o singoli.

Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol. 1': 
1. You Stepped Out of a Dream
2. Lullaby in Rhythm
3. Singing in the Rain
4. I'll Remember April
5. Body and Soul
6. Let's Fall in Love
7. Laura
8. (Back Home Again In) Indiana

In quei vinili, Dave Brubeck sperimenta polifonie, armonie non consuete, ritmi contorti e variazioni melodiche al limite delle convenzioni. 

                                                                  Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol. 2':
                                                                             1. Blue Moon
                                                                             2. Tea For Two
                                                                             3. Undecided
                                                                             4. That Old Black Magic
                                                                             5. September Song
                                                                             6. Sweet Georgia Brown
                                                                             7. Spring Is Here
                                                                             8. 'S Wonderful

I primi dischi di Brubeck col Trio, pubblicati a 78 giri dalla Fantasy, si vendono bene, e quindi si cerca di realizzarne dei nuovi di  continuo. Ben presto la compagnia arriva a vendere dalle 40.000 alle 50.000 copie di dischi di Brubeck ogni trimestre, realizzando buoni profitti.


Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol. 3':
1. Perfidia
2. Aavalon
3. I Didn't Know What Time It Was
4. Always
5. How High The Moon
6. Squeeze Me
7. Too Marvelous For Words
8. Heart And Soul

La formazione del trio in tutte le registrazioni è: Dave  Brubeck (pianoforte), Ron Crotty (contrabbasso), Callen Tjader (batteria, percussioni, vibrafono).

Nel 1950, all'Università Mills College di Oakland, California, Paul Desmond si laurea in letteratura inglese. Paul era noto anche per il suo humor, che traspariva dalle note che accompagnavano i suoi album e in sue numerose dichiarazioni, tipo: «Non divenni uno scrittore perché riesco a scrivere solo sulla spiaggia, e mi si riempie la macchina da scrivere di sabbia» o «Ero già fuori moda anche quando ero un perfetto sconosciuto» oppure «Credo di aver sempre desiderato di avere un suono simile a un Martini secco» e «È come vivere in una casa dove tutto è dipinto di rosso» (in merito allo stile di Ornette Coleman, caposaldo del Free Jazz)

Per diverse settimane, Desmond guida un piccolo gruppo jazz al Band Box di Redwood City, gruppo che include anche Dave BrubeckSuccede poi che, al Band Box, Desmond e Brubeck litighino, probabilmente a causa delle contestazioni di Dave su chi dovesse assumere la leadership del gruppo; Paul comunque impedisce a Dave di ottenerne la leadership e la band si scioglie.

Nello stesso 1950, Desmond si unisce alla band di Jack Fina e va in tournée per diversi mesi con loro.

Jack Fina (1913-1970) è stato un pianista, cantautore e direttore d'orchestra nato a Passaic, nel New Jersey. 
Dopo aver studiato al New York College of Music, negli anni '30 aveva iniziato a suonare il pianoforte  nella band di Clyde McCoy. Dopo essersi unito alla band di Freddy Martin, nel 1936, aveva raggiunto la vera fama per la registrazione di "Tonight We Love". Finalmente nel 1946, con la benedizione e il sostegno finanziario di Freddy Martin, Jack Fina formava una sua band di 16 elementi con cui, grazie ad apparizioni prolungate in programmi televisivi e buone registrazioni, era diventato una star nazionale. Sulla scia di "Tonight We Love", Fina aveva composto anche una variazione boogie-woogie de 'Il volo del calabrone' di Rimskij-Korsakov, che aveva riscosso un enorme successo.

In seguito, quando Desmond sente ripetutamente il trio per Brubeck radio, decide di lasciare Jack Fina e torna in California col proposito di riparare il suo rapporto con Brubeck, per potersi così unire alla sua band, che sta riscuotendo sempre più successo. Sicuramente la diffusione del trio di Dave era favorita dall'intervento di Iola, moglie di Brubeck, attiva nel settore delle radio.

In quel periodo del 1951, Brubeck e la moglie Iola, genitori di tre bambini piccoli, vivevano a San Francisco; Dave si era raccomandato con Iola, di non permettere mai a Desmond di mettere piede in casa loro.

Desmond invece, si presenta un giorno a casa loro proprio mentre Dave è in giardino a stendere i pannolini dei suoi bambini su uno stendino e Iola, sfidando le disposizioni di Brubeck, fa entrare Desmond e lo accompagna da Dave; lì Desmond si offre di svolgere incarichi amministrativi e di arrangiamento per la sua band, e addirittura di fare il babysitter ai suoi figli. All'inizio tentenna, ma poi alla fine Brubeck cede e accetta di tornare a lavorare con Desmond. I due fanno redigere un contratto (di cui Brubeck sarà l'unico firmatario) in cui è garantito lo status di leader del gruppo a Dave stesso, che si impegna a non licenziare Desmond e gli riconosce inoltre il venti per cento di tutti i profitti generati dalla band. Pare inoltre, e analizzando il loro futuro sembra molto credibile, che su quel contratto fosse specificato  che, nelle esibizioni che Paul avrebbe potuto sostenere come leader in altre formazioni, gli era interdetta l'esibizione con altri pianisti.

In effetti, valutando poi le performance di Desmod come leader in altre formazioni, non figureranno mai pianisti.
L'unica sua interpretazione che io conosca, senza Brubeck, insieme ad un pianista e non non da leader, è nel magnifico 'Concierto de Aranjuez' con Jim Hall alla chitarra, Paul Desmond al sassofono contralto, Chet Baker alla tromba, Roland Hanna al pianoforte, Ron Carter al contrabbasso e Steve Gadd alla batteria. Registrata nel 1975 per l'etichetta CTI Records e pubblicata sull'album "Concierto", questa versione è stata arrangiata da Don Sebesky.

Desmond, sul suo nuovo incontro con Brubeck, in un'intervista del 1953 riferirà: "Iniziammo a provare, ma dopo un quarto d'ora ero a pezzi: avevamo prescelto un blues in SI bemolle, ma al primo chorus (la parte più memorabile e riconoscibile di un brano) lui prese un SOL maggiore. Dato che io non conoscevo nulla della politonalità, pensai in realtà che lui fosse solo un pazzo da legare, impressione assolutamente confermata dal suo aspetto: aveva i capelli arruffati e picchiava sui tasti del pianoforte come un sioux inferocito. Mi ci volle molta pazienza e un lungo ascolto prima che iniziassi a comprendere che cosa intendesse fare"

Nel giugno 1951 nasce così il Dave Brubeck Quartet, che si è mantenuto fino al dicembre 1967, composto permanentemente da Dave Brubeck al pianoforte con Paul Desmond al sassofono contralto, mentre vari musicisti si sono alternati negli altri ruoli; tra i primi contrabbassisti del gruppo c'erano Bob Bates, suo fratello Norman, Ron Crotty e Wyatt "Bull" Ruther, mentre alla batteria potevano esserci Lloyd Davis, Herb Barman e in seguito Joe Dodge.

La sonorità del quartetto di Brubeck si caratterizza per la politonalità del lavoro pianistico di Brubeck e la voce ariosa e melodiosa del sax contralto di Desmond, ed è proprio per mantenere quell'originalità che Brubeck, per contratto, aveva proibito a Desmond di suonare con altri pianisti, quando si esibiva in formazioni di cui era leader.

Nel 1951 esce il primo album, con etichetta Fantasy, del Dave Brubeck Quartet, per lo più registrato in studio, in cui è accreditato come leader Paul Desmond, intitolato 'Brubeck/Desmond'. Ancora una volta, i due musicisti condividono un ruolo di primo piano: a Dave il nome del gruppo ma a Paul la direzione della prima incisione.

Tracce del 'Brubeck/Desmond':                Personnel: 
1. Crazy Chris                                           Dave Brubeck (piano),
2. A Foggy Day                                         Paul Desmond (alto sax),
3. Lyons Busy                                           Fred Dutton (bass),
4. Somebody Loves Me                           Wyatt "Bull" Ruther (bass),
5. Perfume Counter                                  Bob Bates (bass),  
6. Mam'selle                                             Herb Barman (drums),    
7. Me And My Shadow                             Joe Dodge (drums).
8. Frenesi
9. Look For The Silver Lining
10. Stardust

Inizialmente fisso al 'Black Hawk' di San Francisco, il Quartetto comincia a farsi notare anche grazie all'interessamento di alcune radio locali, sollecitate da Iola, moglie di Brubeck, attiva in quel settore.

Nello stesso 1951 il Quartetto ottiene successo in un tour attraverso dei campus universitari, registrando anche una serie di album dal vivo che verranno pubblicati negli anni seguenti. Il repertorio del gruppo comprende la maggior parte degli standard del tempo e qualche incisione esce con piccole variazioni nel nome del quartetto. L'accoglienza della critica non è inizialmente unanime, essendovi taluni che segnalano una certa forzosa spettacolarità di alcune interpretazioni, mentre altri manifestano un apprezzamento immediato. Lo stile di Brubeck è talvolta descritto come riferito ai classici (Bach, Chopin e perfino Béla Bartók), sebbene Dave non abbia mai amato particolarmente, la musica classica.

Nell'ottica di incrementare ulteriormente la sua popolarità presso le audience che gli si mostrano più calorose, Brubeck preferisce le esibizioni presso i campus universitari, dinanzi a giovani ascoltatori potenzialmente più aperti alle sue innovazioni; il Quartet si sposta allora freneticamente, a bordo della "familiare" del leader col contrabbasso sul tetto, di università in università, diffondendo la versione Brubeckiana del cool jazz. 

La stessa parola inglese "cool" (fresco) assumerà una connotazione positiva nel gergo studentesco, divenendo in seguito, anche nel parlare comune, attributo di genialità.

Di quegli anni si ricordano anche le serate del Quartet al celebre Birdland di New York, a cavallo fra il 1951 e il 1952, da cui verrà pubblicato l'album live 'Dave Brubeck Quartet with Paul Desmond, Birdland 1951-52, Newport 1955', con anche alcune sessioni del gruppo eseguite nel 1955 a Newport, nello Stato del Rhode Island.


Tracklist del 'Dave Brubeck Quartet with Paul Desmond, Birdland 1951-52, Newport 1955':
1. At a perfume counter                    2. That old black magic.
3. How high the moon?                    4. Jeepers creepers 
5. Crazy Chris                                  6. Spring is Here
7. Symphony Sid (Intro into "Stardust" # 2)
8. This can't be love                          9. These Foolish Things
10. Jeepers creepers # 2                 11. Tea for two 
12. I'll remember april                       13. Announcement
14. Back bay blues                           15. Trolley song 
16. Stardust # 2                                17. Crazy Chris # 2 (Incompl.)
18. Don't worry about me                 19. Tea for two.

Crediti: Dave Brubeck (Pianoforte), Paul Desmond (Sax contralto), Bob Bates nelle tracce da 13 a 19 (Basso), Joe Dodge nelle tracce da 13 a 19 (Batteria).

Nel 1952 esce un altro loro album live, 'Jazz at Storyville', che spesso Paul Desmond definisce il suo disco preferito con Dave Brubeck. Le Tracce sono registrate al 'Surf Club' di Hollywood, CA, al 'Storyville Club' di Boston, MA, e al 'Surf Club' di Hollywood, CA.


Tracks del 'Jazz at Storyville':
1. This Can't Be Love
2. Over The Rainbow
3. You Go To My Head
4. Give A Little Whistle
5. Oh, Lady Be Good
6.Tea For Two
7. Crazy Chris

La formazione del Quartet cambia, a seconda delle disponibilità del personale, la propria sezione ritmica. In particolare, alle registrazioni di questo album hanno partecipato Ron Crotty (bass), Bob Bates (bass), Wyatt "Bull" Ruther (bass), Joe Dodge (drums), Lloyd Davis (drums) e Herb Barman (drums).

Nel 1953 il Dave Brubeck Quartet incide 'Jazz At The Blackhawk', riferendosi al club 'The Blackhawk' di San Francisco, CA, dove avevano spesso suonato e in cui hanno registrato la traccia 5 dell'album


Tracks del 'Jazz At The Blackhawk' :
1. I May Be Wrong
2. On A Little Street In Singapore
3. Blue Moon
4. Let's Fall In Love
5. Jeepers Creepers
6. My Heart Stood Still
7. Trolley Song (rehearsal)
8. Trolley Song

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Wyatt "Bull" Ruther (bass), Ron Crotty (bass), Lloyd Davis (drums).

Il primo degli album dal vivo nei campus universitari è 'Jazz at Oberlin', registrato nel marzo del 1953 nella Cappella Finney dell'Oberlin College. L'Oberlin College è un liberal arts college privato di Oberlin (contea di Lorain, nell'Ohio) noto per essere stata la prima istituzione americana di istruzione superiore ad ammettere regolarmente anche studentesse e persone di colore. Il motto del college è "Learning and Labor".


Tracce in 'Jazz at Oberlin': 
1. These Foolish Things
2. Perdido
3. Stardust
4. The Way You Look Tonight
5. How High the Moon

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Ron Crotty (bass), Lloyd Davis (drums).

L'esibizione dal vivo del Brubeck Quartet sarà accreditata per aver legittimato il campus dell'Oberlin al cool (fresco) jazz, di cui l'album è uno dei primi esempi.

Concerto dinamico, non solo rivela a un giovane pubblico il vivace rapporto creativo di Brubeck con Desmond, confermando il ventinovenne Paul come un sensazionale improvvisatore di sassofono, ma indica anche nuove direzioni per il jazz, che non rispecchiano il bebop e accenna invece a nuove tecniche pianistiche di sapore free-jazz, ancora lontano a venire per quegli anni. L'entusiasmo del pubblico universitario, udibile in tutto l'album, segna l'entusiastica adozione del Quartet di Brubeck da parte della gioventù americana (prevalentemente bianca), un'accoglienza che poi si estenderà a tutto il mondo riscuotendo successi nelle classifiche che, per un jazz strumentale ritmicamente intricato, in quel periodo in cui il rock'n'roll stava emergendo, rappresenta un record.

Nel dicembre di quello stesso 1953, il Dave Brubeck Quartet torna anche al College of the Pacific per registrare l'album live 'Jazz at the College of the Pacific'. Il College of the Pacific è il college di arti liberali dell'Università del Pacifico, un'università privata affiliata ai metodisti, con sede principale a Stockton, in California.

Tracks in  'Jazz at the College of the Pacific': 
1. All the Things You Are
2. Laura
3. Lullaby in Rhythm
4. I'll Never Smile Again
5. I Remember You
6. For All We Know

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), 

Joe Dodge (drums), Ron Crotty (bass).

Nel concerto, il batterista Joe Dodge e il bassista Ron Crotty stendono un notevole tappeto ritmico agli assoli del piano di Dave Brubeck e del contralto di Paul Desmond, pieni di idee creative su famosi standard.

All'album segue un vol. 2: 'Jazz at the College of the Pacific, Vol.2' con registrazioni effettuate nel dicembre del 1953.


Tracks in  'Jazz at the College of the Pacific, Vol.2':
1. Crazy Rhythm
2. Let's Fall in Love
3. Stardust
4. How High the Moon
5. The Way You Look Tonight
6. Love Walked In
7. Give a Little Whistle
8. I Found a New Baby

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Joe Dodge (drums), Ron Crotty (bass).

Dopo l'uscita dei due album 'Jazz at the College of the Pacific', Brubeck firma con la Fantasy Records, credendo di avere una partecipazione nella società. Lavora quindi come promotore di artisti del proprio repertorio jazz, per l'etichetta, incoraggiando i fratelli Weiss a ingaggiare altri artisti, tra cui Gerry Mulligan, Chet Baker e Red Norvo.

Nel marzo del 1954 il Quartet registra un concerto all'University Of California' di Berkeley, CA, pubblicato insieme ad altre tracce registrate a San Francisco nel 1952, nell'album 'Dave Brubeck Quartet'.

Tracks in 'Dave Brubeck Quartet':
1. My Romance
2. Just One Of Those Things
3. Lulu's Back In Town
4. All The Things You Are
5. Alice In Wonderland
6. Stardust
7. At A Perfume Counter

Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax contralto), Wyatt "Bull" Ruther (contrabbasso), Bob Bates (contrabbasso), Lloyd Davis (batteria), Joe Dodge (batteria).

Nella primavera del 1954, Brubeck scopre che l'accordo che aveva stipulato con la Fantasy Records sulla sua partecipazione agli utili della società, riguarda solo una quota pari alla metà delle sue registrazioni, per cui cessa ogni sua collaborazione con la Fantasy e firma con un'altra etichetta, la Columbia Records.

Gli stati federali degli USA
Nel giugno del 1954 il Dave Brubeck Quartet pubblica l'album 'Jazz Goes to College', il primo LP prodotto dalla Columbia Records, una raccolta dei concerti del quartetto in tre college:
l'Oberlin College (Oberlin nella contea di Lorain, nell'Ohio), 
l'Università del Michigan (ad Ann Arbor, nel Michigan
e l'Università di Cincinnati (nello stato dell'Ohio).

Per Balcony Rock di quell'album: https://www.youtube.com/watch?v=OI7_1aL2MLQ&ab_channel=DaveBrubeck-Topic

Tracks di 'Jazz Goes to College':
1. Balcony Rock (di Dave Brubeck, Paul Desmond)
2. Out of Nowhere
3. Le Souk
4. Take the "A" Train
5. The Song Is You
6. Don't Worry 'Bout Me
7. I Want to Be Happy

La formazione è quella tipica del primo Dave Bruebeck Quartet: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Bob Bates (bass), Joe Dodge (drums). 

L'assolo di Desmond su "Balcony Rock", il brano di apertura (che nell'album originale era "Take the 'A' Train"), percorre nove ritornelli blues. Nonostante questa musica fosse definita "cool school", "West Coast" o "accademica", il Brubeck Quartet stimola uno swing in cui si batte il tempo mentalmente.

Nel novembre del 1954 Dave Brubeck appare sulla copertina del Time; sarà il secondo musicista jazz ad apparire su quella rivista, dopo Louis Armstrong, apparso nel febbraio 1949. 

Brubeck trova personalmente questo plauso imbarazzante, poiché considera Duke Ellington più meritevole di lui, ed è convinto di essere stato favorito in quanto uomo bianco.

In quel periodo pernottavano nello stesso albergo, e quando Duke Ellington bussa alla porta della sua camera e gli mostra la copertina, Brubeck reagisce con: "Avresti dovuto esserci tu".

Il Duke otterrà la copertina del Time nel 1956.

Anche Thelonius Monk la otterrà, nel 1964.

Nel 1955, da registrazioni effettuate  nell'ottobre/novembre del 1954, esce l'album 'Brubeck Time'. La copertina del disco era stata "progettata intorno al dipinto di Boris Artzybasheff che era sulla copertina della rivista Time dell'8 novembre 1954" aveva scritto in una lettera indirizzata a Dave Brubeck, George Avakian, produttore discografico armeno noto soprattutto per il suo lavoro alla Columbia Records e il ruolo che rivestiva nella produzione degli album di Miles Davis e di altri importanti musicisti jazz.

Tracce di 'Brubeck Time':
1. Audrey
2. Jeepers Creepers
3. Pennies From Heaven
4. Why Do I Love You?
5. Stompin' for Mili
6. Keepin' Out of Mischief Now
7. A Fine Romance
8. Brother, Can You Spare a Dime?

Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax contralto), Bob Bates (contrabbasso), Joe Dodge (batteria).

Il disco è frutto di una rara registrazione in studio, mentre fino ad allora i dischi del quartetto di Dave Brubeck erano stati per lo più registrati da esibizioni dal vivo. 'Audrey', il primo brano, è una splendida ballad di Paul Desmond a cui si aggiungono nuove versioni di brani come 'Jeepers Creepers', 'Pennies From Heaven' e 'A Fine Romance'.

Nel 1956 Dave Brubeck registra un album da solo, al pianoforte: 'Brubeck Plays Brubeck'.

Tracce di 'Brubeck Plays Brubeck':
1. Swing Bells
2. Walkin' Line
3. In Your Own Sweet Way
4. Two-Part Contention
5. Weep No More
6. The Duke
7. When I Was Young
8. One Moment Worth Years
9. The Waltz

Dave commenta nelle note di copertina: "Le 'composizioni' di questo album non sono composte nel senso comune del termine. Sono principalmente schizzi, una struttura scheletrica su cui improvvisare, per esprimere uno stato d'animo o un'emozione o stimolare idee musicali. Queste piccole offerte non hanno la pretesa di essere 'composizioni', ma allo stesso tempo ho cercato di costruire linee melodiche che abbiano un certo valore proprio, e soprattutto di offrire come 'originale' qualcosa di più unico di una nuova versione del blues.

Sono grato per la sfida e l'opportunità che questo album solista di 'originali' mi ha offerto. La sfida consisteva nell'improvvisare su nuovi temi e nuove strutture di accordi senza l'esperienza di prove di anni di esibizioni."

Alla fine del 1956, quando il batterista Joe Dodge lascia il quartetto, Joe Morello, su raccomandazione di Desmond, viene assunto da Brubeck. Morello, che aveva lavorato con la pianista Marian McPartland, avrebbe reso possibili quegli esperimenti ritmici che frutteranno, poco tempo dopo, risultati apprezzabili. Nonostante ciò, le differenti aspirazioni e i diversi gusti musicali, rendono il rapporto fra Desmond e Morello teso, per molti anni. Desmond desiderava un batterista di sottofondo tipo "tinky-boom", mentre Morello voleva mettersi in evidenza per essere ricordato dal pubblico.

Durante la prima esibizione di Morello con il gruppo, Brubeck evidenza il suo assolo per cui Joe riceve un'ovazione dal pubblico; Desmond se ne risente e minaccia di lasciare il gruppo.
Brubeck riesce a tenere sia Desmond che Morello nel gruppo, ma gli attriti tra di loro proseguiranno per anni. Il rancore di Desmond nei confronti di Morello si percepiva anche durante le loro esibizioni, quando per esempio, dopo un passaggio ritmicamente complesso di Morello, Desmond suonava fiacco e disinteressato, o a volte molto piano e talvolta addirittura si interrompeva per qualche battuta. Negli ultimi anni infine si riconciliarono diventando amici intimi.

Nel 1957 il Dave Brubeck Quartet registra 'Jazz Impressions of USA'. Questo LP, fuori catalogo, è il primo col batterista Joe Morello nel Brubeck's Quartet, che all'epoca comprendeva anche il bassista Norman Bates. Musica eccellente, anche se non spettacolare come le loro esibizioni dal vivo dell'epoca.


Tracks di 'Jazz Impressions of USA':
1. Ode to a Cowboy
2. Summer Song
3. Yonder for Two
4. History of a Boy Scout (We Crossed the Rhine)
5. Plainsong
6. Curtain Time
7. Sounds of the Loop
8. Home at Last

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Joe Morello (drums), Norman Bates (bass).

Specialista del contrappunto (linee melodiche indipendenti che si combinano insieme) improvvisato, Paul Desmond ha fatto emergere questa dote soprattutto negli album registrati con Gerry Mulligan  (anch'egli contrappuntista): 'Blues in Time' del 1957 e  'Two of a Mind' nel 1962, il cui titolo "Due in pieno accordo" è rivelatore.

Gerry Mulligan nel 1980

Gerald (Gerry) Joseph Mulligan (New York, 6 aprile 1927 - Darien CT, 20 gennaio 1996), noto anche come Jeru, è nato nel Queens Village di New York. Era figlio di George, ingegnere di origini irlandesi nato a Wilmington, nel Delaware, mentre sua madre Louise, di origini per metà irlandesi e per metà tedesche, era originaria di Filadelfia. Gerry era il più giovane dei loro quattro figli, i maggiori erano George, Phil e Don. Gerry è stato un sassofonista, clarinettista, pianista, compositore e arrangiatore jazz statunitense. Sebbene principalmente noto come uno dei principali  sassofonisti baritoni jazz, suonando lo strumento con un tono leggero  e arioso nell'era del cool jazz, Mulligan è stato anche un importante arrangiatore che ha lavorato con Claude Thornhill, Miles Davis, Stan Kenton e altri.

Il suo quartetto senza pianoforte dei primi anni '50, con il trombettista Chet Baker, è ancora considerato uno dei migliori ensemble di cool jazz. Mulligan, che suonava anche altri strumenti ad ancia, aveva infatti iniziato a suonare col clarinetto, era anche un abile pianista e molte delle sue composizioni, tra cui "Walkin' Shoes" e "Five Brothers", sono diventate degli standard.  

Nel 1957 è pubblicato, dall'etichetta Verve, l'album 'Blues in Time' (originariamente intitolato Gerry Mulligan - Paul Desmond Quartet). L'idea per questo album era nata nel 1954, poi rimandata all'estate del 1957 quando Desmond aveva suggerito a Gerry di registrare alcuni pezzi insieme. Il produttore Norman Granz era riuscito a fissare la data di registrazione per la prima sessione in agosto.

Elenco delle tracce in 'Blues in Time':
1. Blues in Time (Paul Desmond)
2. Body and Soul (J.Green,E.Heyman,R.Sour,F.Eyton)
3. Standstill (Gerry Mulligan)
4. Line for Lyons (Mulligan)
5. Wintersong (Desmond)
6. "Battle Hymn of the Republican" (Desmond)
7. "Fall Out" (Mulligan)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Gerry Mulligan (baritone saxophone), Joe Benjamin (bass), Dave Bailey (drums).

Pare comunque che quattro dei brani dell'album fossero dei contrafatti: Stand Still (è My Heart Stood Still, di Richard Rodgers del 1927), Wintersong (è These Foolish Things, uno standard del 1936 di Jack Strachey), Battle Hymn of the Republican (è Tea for Two, pezzo di Vincent Youmans del 1924) e Fall Out (è Let's Fall in Love, standard jazz di Cole Porter del 1928).

Da sinistra Joe Morello, Paul Desmond,
Dave Brubeck e Eugene Wright.
Nel 1958, l'afroamericano Eugene Wright si unisce al Quartet di Brubeck come contabbassista, in vista del tour del Quartet, organizzato dal Dipartimento di Stato USA, in Europa e Asia.

L'album 'In Europe', mai uscito negli Stati Uniti, è stato registrato in un concerto eseguito il 5 marzo 1958 a Copenaghen, in Danimarca. Il brano di apertura è "Wonderful Copenhagen", una deliziosa opera oscura che Frank Loesser aveva scritto per il musical Hans Christian Andersen. Dave ha scritto la deliziosa ballad "My One Bad Habit Is Falling in Love" e "Watusi Drums", quest'ultima con il batterista Joe Morello. Il sassofonista contralto Paul Desmond è in primo piano in tutta la registrazione, dove le sue frasi e le sue citazioni argute sono particolarmente degne di nota nello standard "Tangerine". Il bassista Eugene Wright è molto più di un semplice cronometrista, avendo contribuito alla composizione del blues "The Wright Groove".

Tracce di 'In Europe':
1. Wonderful Copenhagen
2. My One Bad Habit
3. Tangerine
4. The Wright Groove
5. Like Someone in Love
6. Watusi Drums

La nuova formazione è la più spettacolare della vita del Quartet: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso) e Joe Morello (batteria).

Il Quartet, in piena guerra fredda, dopo le rivolte all'imperialismo dell'URSS in Polonia e in Ungheria, trascorre così due settimane in Polonia, tenendo tredici concerti e incontrando musicisti e cittadini polacchi, il tutto nell'ambito del programma USA, People-to-People. In totale il Dave Brubeck Quartet, in quei tempi uno dei gruppi jazz più popolari al mondo, tiene 80 concerti in 14 paesi, il tutto nell'arco di tre mesi. Per celebrare il lungo viaggio, il pianista/leader Dave compone sei nuovi brani, inseriti nell'album 'Jazz lmpressions of Eurasia', di cui 'Nomad' e 'Brandenburg Gate' diverranno i più noti, seppure anche le altre selezioni risultano piacevoli, con ottimi assoli sia di Brubeck che di Desmond.


Tracks di 'Jazz lmpressions of Eurasia':
1. Nomad
2. Brandenburg Gate
3. The Golden Horn
4. Thank You (Dziekuje)
5. Marble Arch
6. Calcutta Blues

Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso), Joe Morello (batteria).

Dal 1959, Eugene Wright guadagna la permanenza nel gruppo come contrabbassista, fortemente voluto da Brubeck che, a quanto si dice, cancellerà diversi concerti se i proprietari dei club o i gestori delle sale si opporranno alla presentazione di una band integrata, così come annullerà le apparizioni televisive se i produttori intendessero tenere Wright fuori dalle riprese delle telecamere.

All'inizio di aprile del 1959, l'ingegnere del suono Wally Heider, caricato il registratore Ampex 350-2 nella sua station wagon, si dirige a Portland, nell'Oregon, per catturare alcune delle primissime registrazioni remote di alta qualità del 'Dave Brubeck Quartet'. Wally Heider registrerà due concerti alla perfezione, permettendoci di sentire distintamente ogni membro del quartetto. Heider continuerà anche in seguito a registrare musica, così come il rock della California della fine degli anni '60, dove ha inaugurato importanti studi sia a Los Angeles che a San Francisco. Registrato il 4 aprile 1959 presso lo storico Multnomah Hotel di Portland e il 5 aprile nell'auditorium del vicino Clark College, "Live from the Northwest, 1959" del Dave Brubeck Quartet presenta tutti e quattro i membri della band in ottima forma. L'album testimonia il sound unico e stellare dell'iconico quartetto, alla fine degli anni '50.


Tracce di 'Live from the Northwest, 1959':
1. When the Saints Go Marching In
2. Basin Street Blues
3. These Foolish Things
4. Gone With the Wind
5. Multnomah Blues
6. Two Part Contention
7. The Lonesome Road

Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso), Joe Morello (batteria).

"Two Part Contention" era apparso per la prima volta sull'album con pianoforte solo "Brubeck Plays Brubeck" del 1956. In questa versione per quartetto, si rivelano gli intenti contrappuntistici dell'esecuzione di gruppo. L'arrangiamento, esteso ed elaborato, è progettato per consentire al gruppo di esplorare la melodia e i cambi di registro, con variazioni sui temi come nella musica classica. Nell'insieme dei brani, i ritornelli pianistici di Brubeck danzano insieme alle fluide invenzioni melodiche di Paul Desmond, sul tappeto della solida sezione ritmica ordita dal bassista Eugene Wright e dal batterista Joe Morello, che avvicenda gli accompagnamenti con invenzioni ritmiche. Il pubblico può godersi il sound fresco della band, la loro incomparabile abilità musicale e la sorprendente spontaneità con cui improvvisano passaggi contrappuntistici. Nell'album 'The Dave Brubeck Quartet, Live From The Northwest, 1959', il leggendario Wally Heider immortala il quartetto all'apice della sua era swingante e contrappuntistica.

Dave Brubeck Quartet - Live from the Northwest, 1959 - 2023 RSD Release - 4K HQ Vinyl Rip - Side 1: https://www.you

Pochi mesi dopo, nell'agosto del 1959, Desmond e gli altri componenti del Dave Brubeck Quartet finiscono di registrare l'album 'Time Out', che con le sue invenzioni ritmiche e il suono distintivo del contralto di Desmond in 'Take Five', conquisterà il mondo.




Tracce di 'Time Out':

1. Blue Rondo à la Turk
2. Strange Meadow Lark
3. Take Five
4. Three to Get Ready
5. Kathy's Waltz
6. Everybody's Jumpin'
7. Pick Up Sticks

Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Eugene Wright (bass), Joe Morello (drums).

Lo standard jazz 'Take Five', scritta da Paul Desmond, ha determinato il massimo successo del quartetto. L'innovazione ritmica e il successo senza precedenti di "Time Out", registrato solo quattro mesi dopo 'Live From The Northwest 1959', eclissa la maestria del contrappunto spontaneo che aveva affascinato il pubblico negli anni '50. La raffinatezza musicale di Desmond è ben manifestata negli assoli delle numerose versioni di "Take five", infinitamente trascritta, studiata e rieseguita: un manifesto del cool jazz.

Ecco com'è nata: Joe Morello, il batterista del quartetto, desidera mostrare la propria abilità nel tenere il ritmo 5/4, un ritmo insolito e sconosciuto, sia nel jazz che nella musica leggera. Si contano: 1-2-3/1-2||1-2-3/1-2, ecc... Morello chiedeva spesso a Brubeck di scrivere un brano in 5/4 in cui potersi mettere in mostra, finché Brubeck non delegò la richiesta al suo sassofonista contralto, e così nacque 'Take Five', insieme ad altri pezzi dai ritmi insoliti. Durante le registrazioni, i membri del quartetto perdevano così spesso il ritmo che dovettero prenotare una seconda data di registrazione. La versione singola di 'Take Five' è stata un grande successo dell'inizio degli anni '60, trasmessa in radio, nei juke-box e inserita in tutte le classifiche musicali. Il brano ha fruttato una piccola fortuna in diritti d'autore, di cui però Desmond non ha beneficiato visto che inizialmente non aveva dato alcuna importanza al brano, al punto da rinunciare ai diritti per donarli alla Croce RossaTake Five è stato il primo brano jazz a superare il milione di copie vendute ed è diventata la sigla del Dave Brubeck Quartet, che da allora in poi ha concluso con questa ogni loro esibizione.

Con 'Time Out' il Dave Brubeck Quartet inizia anche ad usare opere di arte contemporanea per le copertine dei dischi. Neil Fujita firma, infatti, l'immagine che appare sull'album, mentre nel successivo lavoro del quartetto, 'Time Further Out' (sorta di sequel di 'Time Out') sarà Joan Miró ad illustrare il disco.

I colleghi di Desmond avevano di lui la più alta considerazione. Charlie Parker (a sua volta il il padre del Bee-Bop) ebbe occasione di citarlo come il suo contraltista preferitoCannonball Adderley, che spesso concorreva con lui per il posto di miglior contraltista nelle classifiche delle pubblicazioni specializzate, ebbe a dire: "Credo che Paul sia, con Benny Carter, il contraltista più lirico. La bellezza della sua musica è profonda".

Nel settembre del 1959 si registra 'First Place Again', il secondo album diretto da Paul Desmond, il primo dei cinque album in studio che Desmond registrerà con quartetti che includevano il chitarrista Jim Hall, il batterista Connie Kay e Percy Heath, contrabbassista e compagno di band di Kay nel Modern Jazz Quartet.

Track listing di 'First Place Again':

1. I Get a Kick Out of You (Cole Porter) – 8:38
2. For All We Know (J. Fred Coots, Sam M. Lewis) – 5:33
3. Two Degrees East, Three Degrees West (John Lewis) – 7:28
4. Greensleeves (Traditional) – 2:05
5. You Go to My Head (Coots, Haven Gillespie) – 6:27
6. East of the Sun (and West of the Moon) (Brooks Bowman) – 5:45
7. Time After Time (Jule Styne, Sammy Cahn) – 6:13
8. Susie (Paul Desmond) – 3:49 Bonus track on CD reissue

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Jim Hall (guitar), Percy Heath (bass), Connie Kay (drums).

Il Modern Jazz Quartet è nato da quella che era stata la sezione ritmica della big band di Dizzy Gillespie dal 1946 al 1948, composta da Lewis, Jackson e Clarke insieme al bassista Ray Brown. Nel 1951 avevano iniziato a registrare dei brani col nome 'Milt Jackson Quartet', poi Brown aveva lasciato il gruppo, sostituito al basso da Heath. 

Modern Jazz Quartet
Nel 1952 il gruppo è stato rifondato come  Modern Jazz Quartet, composto da John Lewis (1920-2001), pianoforte e direzione musicale; Milt Jackson (1923-1999), vibrafono; Percy Heath (1923-2005), contrabbasso; Kenny Clarke (1914-1985), batteria, poi sostituito nel 1955 da Connie Kay (1927-1994). La formazione, che ha goduto di grande notorietà, si è espressa in diversi stili (bebop, cool jazz, third stream) con stile contrappuntistico e classicheggiante. 
Hanno realizzato diverse registrazioni con la Prestige Records, tra cui le versioni originali delle loro due composizioni più note, 'Django' di Lewis e 'Bags' Groove' di Jackson. Nel 1956 si sono trasferiti alla Atlantic Records e realizzato il loro primo tour in Europa. Sotto la direzione di Lewis, si sono ritagliati una nicchia specifica, specializzandosi in una musica elegante e sobria grazie all'utilizzo di un sofisticato contrappunto ispirato alla musica barocca, con brani come 'Vendôme' e 'Fontessa', pur mantenendo una forte impronta blues. Noti per la loro elegante presentazione, è stato uno dei primi piccoli gruppi jazz a esibirsi in sale da concerto piuttosto che in locali notturni. Attivi fino agli anni '70, Jackson si è ritirato nel 1974 a causa della frustrazione per le scarsità di finanze e programmazioni di tournée, ma si sono riformati nel 1981. Hanno inciso le loro ultime registrazioni nel 1992 e nel 1993, quando Kay accusava già problemi di salute e Mickey Roker lo sostituiva. Dopo la morte di Kay nel 1994, il gruppo è rimasto semi-attivo, con il fratello di Percy Heath, Albert Heath, alla batteria, fino allo scioglimento definitivo del gruppo nel 1997.

Tra il 1959 e il 1963, Desmond continua a coltivare collaborazioni in studio diventate celebri, con il chitarrista Jim Hall, con cui, dopo 'First Place Again' partecipa a diverse registrazioni, sia per la Warner Bros che per la RCA Victor.

Jim Hall

Jim Hall (Buffalo NY, 1930 - 2013), descriveva la sua famiglia d'origine come "bianchi anglosassoni protestanti provenienti dall'Ohio e dalla regione dei Grandi Laghi". Sua madre era pianista e il nonno violinista. Trascorsa l'infanzia tra New York e Cleveland (Ohio), Jim a dieci anni ha ricevuto come regalo di Natale una chitarra a cui si è dedicato con studio e impegno. A soli tredici anni era entrato in un gruppo strumentale: i suoi modelli erano Charlie Christian e Django Reinhardt, il mitico inventore del genere 'Manouche'.
Django Reinhardt
Alla fine delle scuole superiori si iscrive al "Cleveland Institute of Music" e si diploma in teoria musicale. Nel 1955 si trasferisce a Los Angeles, dove entra nella band di Chico Hamilton, con Buddy Collette all'organo, Freddie Katz al violoncello e Carson Smith al contrabbasso e comincia ad attirare l'attenzione nazionale e internazionale. Nel 1957 il sassofonista Jimmy Giuffre gli chiede di entrare nel trio con il trombonista Bob Brookmeyer, per avere tre linee di improvvisazione che interagissero contemporaneamente, senza nessuna ritmica a tenere il tempo metronomico; il risultato è nell'album 'Western Suite'. Nel 1960 è a New York, dove si susseguono le collaborazioni con Ella Fitzgerald, Lee Konitz e dal 1961-62 Sonny Rollins. Nel corso di un tour in America latina con la Fitzgerald, Jim rimane "folgorato" dalla musica locale e decide di fermarsi a Rio de Janeiro per sei settimane dopo il tour, nel periodo in cui si stava affermando la bossa nova. Le influenze brasiliane si faranno sentire negli album incisi successivamente con Sonny Rollins (What's New?, del 1962) e con Paul Desmond (Take Ten e Bossa Antigua del 1963). Il suo stile è stato definito"compositivo"; i critici hanno usato spesso gli aggettivi "caldo", "pieno" e "generoso" per definire il suo suono. Dal 1962 al 1964 ha guidato un quartetto con il trombettista Art Farmer e inciso dischi in duo con il pianista Bill Evans (Undercurrent e Intermodulation). Nel 1965 sposa Jane, psicoanalista e valente autrice di brani musicali. Registra album da leader e forma un trio, senza smettere di dedicarsi a sperimentazioni, come quella con il bassista Ron Carter (Alone Together), utilizzando talvolta combinazioni inconsuete, come ad esempio quella tra chitarra e trombone (nuovamente con Bob Brookmeyer).

Per la maggior parte dell'agosto 1959, Jim Hall e Percy Heath con Connie Kay del Modern Jazz Quartet, sono stati membri del corpo docente della Lenox School of Jazz, un programma estivo di formazione jazz, svoltosi dal 1957 al 1960 presso il Music Barn di Lenox, nel Massachusetts. Il corpo docente comprendeva Dizzy Gillespie , Jimmy Giuffre , John Lewis, Percy Heath , Larry Ridley, Connie Kay, Jim Hall, Ralph Peña, Max Roach, e Willis James. Tra gli studenti c'erano Ornette Coleman, Margo Guryan, Dizzy Sal, Jamey Aebersold, David Baker, Paul Bley, Attila Zoller, Lucille Butterman, Terry Hawkeye, Verne Elkins, Cevira Rose, Dale Hillary ed Esther Siegel. Sull'argomento vedi anche il testo di Jeremy Yudkin: The Lenox School of Jazz - Un capitolo fondamentale nella storia della musica americana e delle relazioni razziali.

Nel gennaio del 1960, Dave Brubeck annulla un tour di 25 date in college e università del Sud America poiché 22 degli istituti si rifiutano di consentire all'afroamericano Wright di esibirsi.

Nel 1961 Desmond registra il suo primo album da solista, 'Desmond Blue', in un contesto orchestrale d'archi. L'album è pubblicato nel febbraio del 1962.

Track listing di 'Desmond Blue':
1. My Funny Valentine (Richard Rodgers, Lorenz Hart)
2. Desmond Blue (Paul Desmond)
3. Then I'll Be Tired of You (Arthur Schwartz, Yip Harburg)
4. I've Got You Under My Skin" (Cole Porter)
5. Late Lament (Paul Desmond)
6. I Should Care" (Axel Stordahl, Paul Weston, Sammy Cahn)
7. Like Someone in Love (Jimmy Van Heusen, Johnny Burke)
8. Ill Wind (Harold Arlen, Ted Koehler)
9. Body and Soul (J.Green,F.Eyton,E.Heyman,R.Sour)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone); Albert Richman tracks 1-4, 8 & 9 (French horn); Phil Bodner tracks 5-7, Robert Doty track 1, George Marge track 1, Romeo Penque tracks 2-9, Stan Webb tracks 2-4, 8 & 9 (woodwinds, legni); Gloria Agostini tracks 2-9, Eugene Bianco track 1 (harp); Jim Hall (guitar); Gene Cherico track 1, Milt Hinton tracks 2-9 (bass), Connie Kay track 1, Bobby Thomas tracks 2-9 (drums); Bob Prince conducer (string section).

Desmond, con la sua solita autoironia, affermerà in merito: “Ho vinto diversi premi come contralto più lento del mondo, oltre a un premio speciale nel 1961 per la silenziosità”, probabilmente in merito alla mancata pubblicazione di album in quell'anno.

Nel 1962, l'uscita dell'album 'Samba di Stan Getz' con la track 'Desafinado', del sassofonista jazz Stan Getz, segna l'inizio della mania della bossa nova in Nord America. Desafinado (in italiano: Stonato) è una canzone brasiliana di genere bossa nova (in italiano: Musica nuova) composta nel 1958 da Antônio Carlos Jobim e Newton Mendonça e registrata da João Gilberto il 10 novembre 1958, agli Odeon Studios di Rio de Janeiro. È considerato il brano musicale che ha cambiato per sempre la musica brasiliana. Nonostante alcuni dicessero che la composizione traeva evidenti spunti dalla musica jazz, sicuramente il jazz ha adottato entusiasticamente la bossa nova, che negli States raggiunge l'apice della popolarità, ed è eseguita da numerosi musicisti.

Sulla scia del successo ottenuto dal 'Desafinado' di Stan Getz, il Dave Brubeck Quartet (ovviamente con Desmond) registra il disco 'Bossa Nova USA' nell'autunno del 1962.

Nel 1962, con etichetta RCA Victor, è pubblicato l'album 'Two of a Mind', contenente performance registrate da Paul Desmond e Gerry Mulligan in quell'anno. L'album, il secondo di Mulligan e Desmond registrato in una formazione di quartetto senza pianoforte, ottiene da Allmusic 4 stelle e mezzo. Questo è il commento alla valutazione del disco: "Il contralto Paul Desmond e il baritono Gerry Mulligan hanno sempre formato una squadra perfetta durante le loro rare collaborazioni. Entrambi i sassofonisti avevano timbri leggeri immediatamente riconoscibili, grande arguzia e la capacità di improvvisare melodicamente. ... l'interazione tra Desmond e Mulligan è costantemente deliziosa. Altamente raccomandato".


Track listing di 'Two of a Mind':
1. All the Things You Are (Jerome Kern, Oscar Hammerstein II)
2. Stardust (Hoagy Carmichael, Mitchell Parish)
3. Two of a Mind (Paul Desmond)
4. Blight of the Fumble Bee (Gerry Mulligan)
5. The Way You Look Tonight (Kern, Dorothy Fields)
6. Out of Nowhere (Johnny Green, Edward Heyman)

Personale: Paul Desmond (sassofono contralto); Gerry Mulligan (sassofono baritono); John Beal tracce 4, 5, Joe Benjamin tracce 3, 6 e Wendell Marshall tracce 1, 2 (basso); Connie Kay tracce 1, 2, 4, 5, Mel Lewis tracce 3, 6 (batteria).

Nel 1963 Paul Desmond, con il suo album 'Take Ten', continua la collaborazione con il chitarrista Jim Hall, iniziata con l'album del quartetto del 1959 'First Place Again'. Nell'album, con copertina di Andy Warhol, la traccia che dà il titolo all'album è una composizione jazz in 5/4 simile a 'Take Five' in termini di ritmo, struttura degli accordi e melodia. L'album Take Ten riflette inoltre la popolarità di un altro successo jazz, 'Desafinado'. Take Ten è il primo album solista di Desmond a includere la Bossa nova.

Track listing in 'Take Ten':
1. Take Ten (Paul Desmond)
2. El Prince (Paul Desmond)
3. Alone Together (Arthur Schwartz, Howard Dietz)
4. Embarcadero (Paul Desmond)
5. Theme from "Black Orpheus" (Luiz Bonfá, Antônio Maria)
6. Nancy (with the Laughing Face) (Jimmy Van Heusen, Phil Silvers)
7. Samba de Orfeu (Bonfá, Maria)
8. The One I Love (Belongs to Somebody Else) (Isham Jones, Gus Kahn)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone); Jim Hall (guitar); Gene Cherico (tracks 2-8), Eugene Wright (track 1) (bass); Connie Kay (drums).

Il 17 luglio 1964, il singolo con il sax di Stan Getz in 'The Girl from Ipanema', raggiunge il quinto posto nella classifica dei singoli Billboard Hot, divenendo il più grande successo del genere jazz-bossa nova negli Stati Uniti.

Tra il 28 luglio e l'8 settembre 1964, Desmond continua a esplorare la bossa nova e registra, insieme a Jim Hall alla chitarra, Gene Cherico (tracce 2-8, 10, 11), Eugene Wright (traccia 1) e George Duvivier (traccia 9) al basso, e Connie Kay alla batteria, l'album successivo 'Bossa Antigua', pubblicato nel 1965.

Track listing di 'Bossa Antigua':
1. Bossa Antigua (Paul Desmond)
2. The Night Has a Thousand Eyes (Jerry Brainin, Buddy Bernier)
3. O Gato (Jane Herbert)
4. Samba Cantina (Paul Desmond)
5. Curacao Doloroso (Paul Desmond)
6. A Ship Without a Sail (Richard Rodgers, Lorenz Hart)
7. Alianca (Paul Desmond)
8. The Girl from East 9th Street (Paul Desmond)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Jim Hall (guitar); Gene Cherico (track 8), Eugene Wright (tracks 1-7) (bass); Connie Kay (drums).

Mentre molti attribuivano il successo del quartetto di Brubeck allo stile di Desmond, molti altri consideravano il suo modo di suonare "troppo lezioso", anche perché l'impegno politico-sociale dei musicisti afro-americani dell'epoca, richiedeva stili che trasmettessero consapevolezze profonde e posizioni intransigenti, tutt'altro che liete, melodiche o ariose, al fine di fronteggiare la segregazione razziale vigente negli USA e posizionarsi contro il razzismo.

Nonostante le forti prese di posizione assunte da Brubeck, che quando sentiva aria di razzismo nei confronti del contrabbassista Eugene Wright, annullava date e concerti, per tutti gli anni sessanta e settanta la cifra stilistica di Desmond era considerata superata dai fans del free jazz, che oltre a essere quella di un bianco, nel periodo in cui Malcom X profetizzava il Black Power, costavano a Desmond una minore attenzione e considerazione, così come succedeva ad un altro grande contraltista cool della prima ora, Lee Konitz.

Lontani dal palcoscenico, nella loro vita privata, Dave Brubeck e la sua famiglia erano molto legati a Paul Desmond, sebbene i due uomini avessero personalità molto diverse. Darius Brubeck, uno dei figli di Dave, ricorda di aver pensato che Desmond fosse suo zio, quasi fino all'adolescenza. Desmond era legato particolarmente a Michael, un altro figlio di Dave, al quale lascerà il sassofono, alla sua morte.

Desmond è stato descritto come un donnaiolo incapace di instaurare (e non interessato a mantenere) relazioni stabili con le donne, sebbene non gli siano mancate compagne durante la sua vita. Si dice che Desmond abbia scherzato, vedendo un'ex fidanzata per strada, "Eccola, non per capriccio ma per una banchiera" (un riferimento semi- spoonista a "This is the way the world ends / Not with a bang but a whimper" di T. S. Eliot). Al contrario, Brubeck era profondamente religioso e un fedele padre di famiglia.

Il Dave Brubeck Quartet si è esibito fino al 1967, poi Brubeck ha scelto di spostare la sua attività musicale dall'esecuzione alla composizione e ha sciolto il gruppo; fra l'altro, pare che lo stesso Desmond avesse espresso l'intenzione di andarsene.

Nel 1969 è pubblicato, con etichetta CTI, 'Summertime', album di Paul Desmond contenente performance registrate nel 1968. Un critico di Allmusic, Richard S. Ginell, afferma: "Il risultato è un album di musica eclettica e splendidamente prodotta che fa rivivere l'idea di "bossa antigua" di Desmond e la indirizza in direzioni diverse, direttamente verso il Brasile e varie regioni caraibiche, così come verso gli Stati Uniti jazz... Mai prima d'ora il sax contralto di Desmond era stato registrato in modo così incantevole".

Track listing in 'Summertime':
1. Samba (Struttin') With Some Barbeque (L.H.Armstrong,Don Raye)
2. Olvidar (Don Sebesky)
3. Ob-La-Di, Ob-La-Da (J.Lennon, P.McCartney)
4. Emily (Johnny Mandel, Johnny Mercer)
5. Someday My Prince Will Come (L.Morey,F.Churchill)
6. Autumn Leaves (Joseph Kosma, Johnny Mercer)
7. Where Is Love? (Lionel Bart)
8. Lady in Cement (Hugo Montenegro)
9. North by Northeast (Paul Desmond)
10. Summertime (George Gershwin, DuBose Heyward)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone); Wayne Andre tracks 1, 2, 4-6, 9, Paul Faulise tracks 1, 2, 4-6, 8-10, Urbie Green tracks 2, 4, 5, 8-10, J. J. Johnson tracks 7, 8, 10, Bill Watrous tracks 1, 2, 4-6, 9, 10, Kai Winding tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (trombone); Burt Collins tracks 2-5, 8-10, John Eckert tracks 1, 2, 4-6, 9, Joe Shepley e Marvin Stamm tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (trumpet, flugelhorn); Ray Alonge tracks 1, 2, 4-6, 8-10, Jimmy Buffington tracks 2, 4, 5, 8-10, Tony Miranda tracks 1, 2, 4-6, 9 (French horn); George Marge track 3 (flute, oboe); Bob Tricarico track 3 (flute, bassoon); Herbie Hancock tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (piano); Jay Berliner tracks 7, 8, 10, Joe Beck track 5, Eumir Deodato tracks 8, Bucky Pizzarelli tracks 2, 5 (guitar); Frank Bruno track 3, Ron Carter tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (bass); Leo Morris tracks 2, 4, 5, 9, 10 (drums); Mike Mainieri tracks 7, 8, 10 (vibraphone); Joe Venuto track 3 (marimba); Jack Jennings tracks 7, 8, 10, Airto Moreira tracks 7, 8, 10 (percussion); Don Sebesky (arranger).

Nel 1969 Desmond e Mulligan si esibiscono insieme al New Orleans Jazz Festival, dove riscuotono favore sia da parte della critica che del pubblico.

A differenza di Brubeck, Desmond aveva molto in comune con Gerry Mulligan: erano simili nei loro interessi, nel loro umorismo ed entrambi erano inclini alla dipendenza.

Culturalmente Desmond apparteneva infatti alla beat generation e amava leggere le opere dei pensatori della sua generazione come Timothy Leary e Jack Kerouac, che sostenevano o facevano affidamento sull'uso di droghe ricreative e talvolta usavano LSD.
Aveva diverse dipendenze, tra cui il whisky scozzese Dewar's e le sigarette Pall Mall.
Negli anni '40 e '50, Desmond assumeva frequentemente anfetamine e negli anni '70 era noto per l'uso di cocaina.
I suoi problemi di dipendenza chimica a volte lo prosciugavano di energie mentre era in viaggio.
Il clarinettista Perry Robinson ricorda, nella sua autobiografia, che a volte Desmond aveva bisogno di un'iniezione di vitamina B12 solo per poter continuare a suonare la volta successiva.

'Live at the Berlin Philharmonie' è un album dal vivo di Dave Brubeck e del suo trio (formato con Jack Six e Alan Dawson) insieme a Gerry Mulligan, registrato nel 1970 alla Sala Filarmonica di Berlino. È stato pubblicato in vinile nell'edizione statunitense del 1972 e ripubblicato nel 1995 in 2 CD con diverse tracce bonus. La pubblicazione del 1972 ha raggiunto la posizione numero 21 nella classifica Billboard Top Jazz. 

Track listing di 'Live at the Berlin Philharmonie' del 1972:

1. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
2. Blessed Are the Poor (The Sermon on the Mount) (Dave Brubeck)
3. Indian Song (Brubeck)
4. Limehouse Blues (Philip Braham, Douglas Furber)
5. Lullaby de Mexico (Mulligan)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums).


La ristampa del 1995 di Live at the Berlin Philharmonie è stata recensita da Scott Yanow su Allmusic, che ne ha scritto: "Considerando quanto ispirato suoni il Dave Brubeck Quartet, è sorprendente che la musica sia rimasta così oscura per così tanto tempo...”

Track listing di 'Live at the Berlin Philharmonie' CD 1 e CD 2:

1. Out of Nowhere (Johnny Green, Edward Heyman) 
2. Mexican Jumping Bean (Gerry Mulligan) 
3. Blessed Are the Poor (The Sermon on the Mount) (Dave Brubeck)
4. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
5. Out of the Way of the People (Brubeck)
6. The Duke (Brubeck)
7. New Orleans (Hoagy Carmichael)
8. Indian Song (Brubeck) 
9. Limehouse Blues (Philip Braham, Douglas Furber) 
10. St. Louis Blues (W. C. Handy)
11. Basin Street Blues (Spencer Williams)
12. Take Five (Paul Desmond) 
13. Lullaby de Mexico (Mulligan)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums).

Nonostante in quell'album non fosse presente, durante gli anni '70 Desmond si è unito a Brubeck per diversi tour di reunion, tra cui "Two Generations of Brubeck", dove ad accompagnarli c'erano i figli di Brubeck: Chris Brubeck al basso elettrico e al trombone, Dan Brubeck alla batteria e Darius Brubeck al pianoforte, pianoforte elettrico e clavinet.

Nel 1971, dopo un periodo di inattività, Jim Hall chiede a Desmond di suonare insieme all'Half Note di New York City.  Con la sua consueta ironia, Desmond diceva di aver accettato l'incarico solo perché era nelle vicinanze e poteva scendere dal letto per andare al lavoro. I due hanno poi continuato a suonare nel club, sempre gremito di pubblico per ascoltarli.

Per un concerto del Natale del 1971 alla New York Town Hall, Desmond si unisce anche al Modern Jazz Quartet, gruppo nato da quella che era stata la sezione ritmica della big band di Dizzy Gillespie dal 1946 al 1948, composta da Lewis, Jackson e Clarke insieme al bassista Ray Brown. 
Già in 'First Place Again', il secondo album che aveva diretto, Paul Desmond si era avvalso della collaborazione del contrabbassista Percy Heath e del  batterista Connie Kay entrambi componenti del Modern Jazz Quartet

Nel 1973 Dave Brubeck con Paul Desmond al sassofono contralto insieme a Gerry Mulligan al sassofono baritono, si esibiscono in Europa in vari concerti; dal tour è pubblicato l'album 'We're All Together Again for the First Time' che raggiunge la posizione 20 nella Billboard Top Jazz Charts. Fra i brani presenti nell'album: 'Truth', 'Unfinished Woman' e un gustosissimo 'Take Five' sono stati registrati alla Berliner Philharmonie di Berlino, 'Koto Song' è stato registrato all'Olympia di Parigi e 'Rotterdam Blues' con 'Sweet Georgia Brow', alla sala concerti De Doelen di Rotterdam.

Track listing di 'We're All Together Again for the First Time':
1. Truth (Dave Brubeck)
2. Unfinished Woman (Gerry Mulligan)
3. Koto Song (Brubeck)
4. Take Five (Paul Desmond)
5. Rotterdam Blues (Brubeck)
6. Sweet Georgia Brown (B.Bernie,K.Casey,M.Pinkard)

Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Paul Desmond (alto saxophone); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums); Siegfried Loch (producer).

Nel 1974, grazie all'intervento di Jim Hall, Desmond conosce il chitarrista canadese Ed Bickert e si esibisce con lui, insieme a Don Thompson al basso e Jerry Fuller alla batteria, in diversi club della zona di Toronto.

Nel settembre di quell'anno, Desmond porta il chitarrista canadese Ed Bickert negli Stati Uniti per registrare l'album in studio 'Pure Desmond', in un quartetto con Ron Carter e Connie Kay, con cui già aveva collaborato. L'album, pubblicato nel 1975, ha rappresentato la prima importante apparizione di Bickert sulla scena del jazz, una vetrina sul suo modo di suonare la chitarra: "Lo considero davvero l'album di Ed", aveva detto Desmond allo scrittore Gene Lees, per le note di copertina dell'album.

Track listing in 'Pure Desmond':
1. Squeeze Me (Clarence Williams, Fats Waller)
2. I'm Old Fashioned (Jerome Kern, Johnny Mercer)
3. Nuages (Django Reinhardt, Jacques Larue)
4. Why Shouldn't I? (Cole Porter)
5. Everything I Love (Porter)
6. Warm Valley (Duke Ellington)
7. Till the Clouds Roll By (Jerome Kern, P. G. Wodehouse)
8. Mean to Me (Fred E. Ahlert, Roy Turk)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Ed Bickert (electric guitar), Ron Carter (bass), Connie Kay (drums), Don Sebesky (musical supervision).

Il gruppo di Desmond, col chitarrista Ed Bicker insieme a Don Thompson al basso e Jerry Fuller alla batteria, assunto il nome di 'Paul Desmond Quartet', nel 1975 e 1976 si esibisce in pianta fissa al club Bourbon Street di Toronto. Dalle loro performance nel 1976, è pubblicato l'album 'Live'.

Il recensore di Allmusic Ken Dryden ha affermato: "Queste sessioni, tratte da diverse serate al Bourbon Street di Toronto durante l'autunno del 1975, sono performance intime apprezzate da un pubblico attento... Il tono pacato di Desmond e le sue citazioni argute sono una delizia per tutto l'album... Questo è senza dubbio il meglio delle registrazioni di Paul Desmond dopo l'esperienza con Brubeck come leader e rivaleggia con gli album in studio che registrò con Jim Hall".

Track listing in 'Live':
1. Wendy (Paul Desmond)
2. Wave (Antônio Carlos Jobim)
3. Things Ain't What They Used to Be (Mercer Ellington, Ted Persons)
4. Nancy (Jimmy Van Heusen, Phil Silver)
5. Manhã de Carnaval (Luiz Bonfá)
6.Here's That Rainy Day (Van Heusen, Johnny Burke)
7. My Funny Valentine (Richard Rodgers, Lorenz Hart)
8. Take Five (Paul Desmond)

Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Ed Bickert (guitar), Don Thompson (bass), Jerry Fuller (drums).

Nel 1975 Jim Hall incide l'album "Concierto" il cui brano di punta è una sublime versione jazz, arrangiata da Don Sebesky, del classico per chitarra "Concierto de Aranjuez" di Joaquìn Rodrigo, composta nel 1939.
Oltre a Hall e Carter (basso), suonano Paul Desmond (sax alto), Chet Baker (tromba), Roland Hanna (piano) e Steve Gadd (batteria). Jim Hall è stato più volte chiamato a condurre seminari in tutto il mondo, grazie alle sue doti comunicative e al suo desiderio di condividere con altri le sue esperienze artistiche. Per questa sua caratteristica, oltre al lavoro svolto con il suo trio, Jim ha sempre cercato di ospitare, nei dischi e nei concerti dal vivo, musicisti di ogni estrazione: da Joe Lovano a Kenny Barron, da The New York Voices a Zoot Sims, da Michel Petrucciani a Wayne Shorter. Spesso queste collaborazioni sono state documentate su disco e talvolta sono sfociate in veri e propri progetti discografici comuni, come ad esempio i Duets con Pat Metheny.

Chet Baker nel 1955.
Chet Baker
 (Yale OK, 23 dicembre 1929 -  Amsterdam NL, 13 maggio 1988), trombettista e cantante di jazz, è stato tra i principali esponenti del cool jazz. Nato a Yale, nello stato dell'Oklahoma, era figlio del chitarrista professionista di swing occidentale Chesney Henry Baker Sr. e di Vera Moser, pianista che, per vivere, lavorava in una fabbrica di profumi. Sua nonna materna era norvegese e Baker  raccontava che, a causa della Grande Depressione, anche suo padre, sebbene talentuoso, aveva smesso di suonare per accettare un lavoro regolare. 
Chet Baker, noto per il suo stile lirico e intimista, ha introdotto importanti innovazioni nel panorama del cool jazz, tanto da procurargli il soprannome di "Principe del Cool"; manifestava capacità espressive fuori dal comune. Lo storico del jazz Dave Gelly lo descriveva come "James Dean, Frank Sinatra e Bix Beiderbecke, fusi in uno". Anche la sua ben pubblicizzata dipendenza dall'eroina aveva contribuito alla sua notorietà e fama, anche se gli era costata frequenti entrate e uscite di prigione, prima di godere di una rinascita della sua carriera alla fine degli anni '70 e '80.
Chet arriva al grande successo come trombettista a partire dall'estate del 1952, quando è scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di concerti sulla West Coast. Ecco come l'ha raccontata lui: "Una mattina ho trovato un telegramma sotto la porta. Era un'audizione per lavorare con Charlie Parker, al Tiffany Club, alle tre del pomeriggio di quel giorno. Allora sono corso lì e appena ho varcato la soglia mi sono guardato intorno e ho visto 40 trombettisti! Ero lì da cinque minuti e qualcuno doveva aver già parlato di me a 'Bird'... Chiese se ero arrivato e io risposi 'Sì, Bird, sono qui!'. Abbiamo suonato insieme due pezzi e subito dopo annunciò al microfono che le audizioni erano terminate. Aveva scelto me e grazie a tutti per essere venuti" E beh, tutto qui. Alla fine del tour, inizia a suonare nel quartetto di Gerry Mulligan, gruppo composto solo da sax baritono, tromba, basso e batteria, senza pianoforte o chitarra che eseguissero basi armoniche. Il quartetto acquista notorietà esibendosi nei jazz club di Los Angeles come il The Haig e il Tiffany Club, ottenendo così un contratto con la nuova etichetta discografica Pacific Jazz Records (poi nota come World Records Pacific). La band si distingue per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan e la tromba di Baker, che piuttosto che suonare linee melodiche all'unisono, come i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie, sviluppano frasi musicali attingendo a tecniche contrappuntistiche, ad esempio anticipando la melodia che l'altro avrebbe eseguito dopo e comunque danzando musicalmente da un tema all'altro. Baker divenne una delle punte di diamante del quartetto per via delle sue capacità espressive fuori dal comune. Presto il quartetto di Gerry, di cui Chet è il trombettista, si scioglie per via dei problemi di droga di Mulligan (incarcerato per un certo periodo), ma già c'erano stati disaccordi economici e scontri caratteriali fra i due. Baker fonda così una sua jazz band in cui, oltre a suonare la tromba, copre anche il ruolo di cantante. Il quartetto di Baker include, a rotazione, il pianista Russ Freeman, i bassisti Bob Whitlock, Carson Smith, Joe Mondragon e Jimmy Bond, e i batteristi Larry Bunker, Bob Neel e Shelly Manne. Tra il 1953 e il 1956, il quartetto di Baker pubblicherà album di successo. Chet Baker vince i sondaggi dei lettori delle riviste Metronome e DownBeat, battendo i trombettisti Miles Davis e Clifford Brown. Nel 1954, la Pacific Jazz Records, fondata da Richard (Dick) Bock, pubblica 'Chet Baker Sings', l'album vocale di debutto di Chet Baker.

Chet Baker e Paul Desmond registrano insieme, tra il 1974 e il 1977, dei brani pubblicati negli album

"She Was Too Good To Me", "You Can't Go Home Again" e "The Best Thing For You" di Chet Baker e, come abbiamo visto, "Concierto" di Jim Hall.
Quegli stessi brani saranno pubblicati, nel 1992, nell'album "Together" di Chet Baker (tromba) e Paul Desmond (sax alto). Questo album è considerato un incontro di alto livello tra due dei più lirici interpreti del jazz californiano/cool jazz.

Track list di 'Together':
1. Tangerine (J.Mercer,V.Schertzinger, arr.DonSebesky)
2. You Can't Go Home Again (Don Sebesky)
3. How Deep Is The Ocean? (I.Berlin, arr.DonSebesky)
4. You'd Be So Nice To Come Home To (ColePorter, arr.DonSebesky)
5. I'm Getting Sentimental Over You/You've Changed (Carey,Fischer,Bassman,Washington, arr.DonSebesky)
6. Autumn Leaves (Parsons,Prevert,Mercer,Kosma, arr.DonSebesky)
7. Concierto De Aranjuez (Joaquin Rodrigo, arr.DonSebesky)

Personnel: Chet Baker (Trumpet); Paul Desmond (Alto Saxophone); Jim Hall tracks 4, 7 (Guitar); Roland Hanna tracks 4, 7 (Piano); Bob James tracks 1, 6, Kenny Barron tracks 2, 3, 5 (Electric Piano); Ron Carter (Bass); Tony Williams tracks 2, 3, 5, Steve Gadd tracks 1, 4, 6, 7 (Drums).

Tracks 1 & 6: Recorded at Van Gelder Studios. New York City 17th July 1974. Taken from the Epic                               album - Chet Baker "She Was Too Good To Me"
Track 2: Recorded at Sound Ideas Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M album                       - Chet Baker "You Can't Go Home Again" CD
Tracks 3 & 5: Recorded at Sound Ideas Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M                           album - Chet Baker "The Best Thing For You" CD
Tracks 4 & 7: Recorded at Van Gelder Studios. New York City 23rd April 1975. Taken from the Epic                             album - Jim Hall "Concierto"

E tornando al 1951, quando Brubeck aveva accettato di tornare a lavorare con Desmond, aveva preteso un contratto in cui era specificato che, nelle esibizioni di Paul come leader con altre formazioni, gli fosse interdetto di esibirsi con altri pianistiIn effetti, valutando poi le performance di Desmond senza Brubeck, non figurano mai pianisti: l'unica sua interpretazione che io conosca, insieme ad un pianista che non sia Brubeck, è nel magnifico 'Concierto de Aranjuez' con Roland Hanna al pianoforte, dove comunque il leader era Hall.

Nel 1976 il Paul Desmond Quartet, formato in maggioranza da Canadesi, partecipa all'Edmonton Jazz Festival; le registrazioni dal vivo di quel concerto saranno pubblicate durante e dopo la vita di Desmond. Nello stesso anno, Desmond partecipa inoltre a 25 spettacoli, per 25 notti, con Brubeck, girando gli Stati Uniti in autobus.

In questa clip del 1976 https://www.youtube.com/watch?v=1SJVI0HSp6A&ab_channel=CBC, c'è la registrazione di un'intervista fatta a Paul Desmond da una componente dello staff della CBC (Canadian Broadcasting Corporation), il servizio pubblico radiotelevisivo nazionale del Canada, di cui riporto la trascrizione.

Paul col suo labbrone inferiore
da sassofonista.
LEI: Quante prove e riprove fate prima di andare a suonare in un club?

PAUL DESMOND: Ehm, difficilmente ne facciamo. È una mossa molto coraggiosa da parte mia, probabilmente dovuta al mio passato, vissuto con prove e certezze, nel Brubeck Quartet per tutti quegli anni. Sono venuto qui per la prima volta perché ho sentito parlare di Ed Bickert da Jim Hall: Ed Bicker il chitarrista mi è sembrato incredibile, e anche Don Thompson il bassista, e Jerry Fuller. Così sono venuto qui e, senza provare affatto, siamo partiti per la prima tournée. Questa è stata la terza.

LEI: Sei appena tornato?

PAUL DESMOND: Sì.

LEI: Stai vivendo una specie di pre-pensionamento o semi-pensionamento da quando il Brubeck Quartet si è sciolto?

PAUL DESMOND: Sì.

LEI: L'hai fatto! Ho letto Gene Leaves. Cosa ti ha fatto tornare? O, cosa più importante, cosa ti ha fatto andare in pensione in primo luogo?

PAUL DESMOND: La stanchezza, il malumore, un sacco di cose che hanno colpito tutto il gruppo, più o meno nello stesso periodo. Abbiamo viaggiato come per 17 anni circa negli ultimi 10 anni, circa 300 concerti all'anno ed è diventato troppo.

LEI: Cosa hai fatto allora?

PAUL DESMOND: Sono rimasto fermo per un po' senza fare niente e poi gradualmente, Dave ha iniziato a scrivere le sue opere sinfoniche e io ho iniziato a lavorare a un libro. Gene Wright è andato sulla costa. Joe Mel dà lezioni di batteria, poi abbiamo iniziato a sentire la mancanza del suonare, così ho iniziato a registrare da solo. Ho lavorato un po' con Jim Hall e poi ho iniziato a venire qui.

Questo è l'unico club (il 'Bourbon Street' di Toronto, N.d.R.) in cui ho suonato negli ultimi 25 anni, solo per poter suonare con questi ragazzi.

LEI: Il tuo ultimo album, ('Pure Desmond', N.d.R.) è bellissimo. Devo dire che le case discografiche non sono poi così fuori strada, visto che i vostri dischi non sono disponibili da nessuna parte.

PAUL DESMOND: Sì.

LEI: Ma ne uscirà un altro?

PAUL DESMOND: Sì, uscirà a seconda del favore incontrato da quello appena uscito, ma nel club stiamo registrando dal vivo e sono sicuro che ne ricaveremo un album.

LEI: Sei molto nervoso in questo momento? È a causa mia? Sei così calmo quando suoni... Sei calmo o è solo una facciata?

PAUL DESMOND: È una totale frode, è la pura verità.

LEI: Ti vedo assolutamente composto e convincente. Non so niente di jazz, ti dà fastidio il fatto che sia seduta qui a parlare con te?

PAUL DESMOND: No, ne sono deliziato.

LEI: Da quello che ne so, le persone che ti ascoltano e che conosco, mi dicono che hai il sassofono dal suono più dolce nel mondo intero, che sembra uscire molto delicatamente. Il tuo sound non è

frenetico o selvaggio. È difficile credere che tu abbia mai smesso di suonarlo.

PAUL DESMOND: Eh, sono stato fortunato in molti modi, perché davvero non me lo merito. Non suonavo già da circa tre anni quando sono tornato a registrare.

LEI: E in un certo senso potrebbe aver aiutato mettere Gene Lees (giornalista, scrittore e critico musicale canadese, N.d.R.) sulla copertina del tuo ultimo album, visto che ha scritto che tu ed Ed Bickert vi siete incontrati, siete venuti qui e avete iniziato a suonare. Ha scritto che tu eri silenzioso e timido e che Ed Bickert era abominevolmente timido. Non sapeva come mai vi foste messi insieme o come aveste potuto, in primo luogo, dirvi qualcosa. Ci sono volute un paio di settimane prima che tu dicessi qualcosa. C'erano troppe frasi da scambiare?

PAUL DESMOND: Sì.

LEI: Ma, non volevi fare lo scrittore a un certo punto, vero?

PAUL DESMOND: Sì.

LEI: Vorresti ancora fare lo scrittore quando sarai grande?

PAUL DESMOND: Non poi così tanto in realtà, se mai lo farò. Una cosa che ho imparato durante gli anni in cui non suonavo, è stata quella di frequentare un bar, a New York, chiamato The Lanes, dove molti scrittori di fama passano molto del loro tempo. E ho scoperto, più o meno un anno dopo, che quasi tutti hanno il sogno segreto di diventare jazzisti, alla Walter Mitty (uomo mite e gentile con una vivida vita fantastica; personaggio immaginario del racconto di James Thurber "The Secret Life of Walter Mitty" pubblicato per la prima volta sul The New Yorker il 18 marzo 1939, N.d.R.). E ho pensato che fosse una mossa stupida trasferirsi da un posto abbastanza sicuro come il mondo del jazz, per diventare l'umorista disoccupato numero 493.

LEI: Quando a un certo punto sei andato in pensione, o semi-pensione, l'hai potuto fare grazie alla prosperosa situazione finanziaria in cui tu e Dave Brubeck vi siete ritrovati? Questa sicurezza ti ha lasciato ora? Dovresti continuare a suonare?

PAUL DESMOND: Be', non proprio, ma non è così sicuro come sembrava una volta. Abbiamo una specie di reddito annuo, visto che abbiamo messo da parte le entrate di tutti i concerti e tutto il resto in un fondo e ne preleviamo una certa cifra all'anno. Ci sono alcune rendite che nel 1954 sembravano davvero fantastiche, ma oggi non sembrano poi così sensazionali. E il tutto finisce, giustamente, nel 1984. Quindi, se allora sarò ancora in giro, dovrò tornare al lavoro.

LEI: Comunque, con chi ti piacerebbe suonare ora?

PAUL DESMOND: Chi sono i miei preferiti?

LEI: Sì, la musica che ami semplicemente ascoltare. A parte l'odierno Edinburgh International Festival 1967–1976, chi sono i musicisti che ti piacciono e che ammiri nella scena jazz attuale, con cui ti piacerebbe suonarci insieme?

PAUL DESMOND: Beh, Jim Hall!. Mi è sempre piaciuto suonare con lui. Ho fatto un sacco di dischi con lui. Anche Gerry Mulligan. E la maggior parte del mio tempo, ovviamente, l'ho trascorso con il vecchio Padre, David Brubeck. Sono sicuro che stia uscendo un album con solo duetti di noi due, e a dire il vero, si sta parlando di riunire il quartetto originale con Joe Morello e Gene Wright.

LEI: La cosa ti interessa?

PAUL DESMOND: Sì. Stanno organizzando dei concerti...

Benché per molto tempo si sia parlato di una sua autobiografia, questa non si è mai materializzata anche perché Desmond, dopo anni di fumo indiscriminato, whisky, cocaina e problemi di salute vari, si è ammalato di cancro ai polmoni.

Quando ha saputo della diagnosi, ha reagito con la sua proverbiale lievità, rallegrandosi di avere un fegato in ottime condizioni: "Come nuovo, uno dei migliori fegati esistenti. 
È a bagno nel Dewar (una marca di whisky) e scoppia di salute".

Desmond è morto a fine maggio del 1977, poco più che cinquantenne, dopo essere apparso a febbraio in un concerto con Brubeck a New York, dove nessuno dei suoi fan sapeva che stesse morendo.

Alcuni dei suoi amici raccontano che il suo vecchio amico Charles Mingus l'ha visitato nei suoi ultimi giorni in ospedale ed è rimasto a guardarlo vicino al letto, vestito come al solito con mantello e cappello neri. Desmond, aprendo gli occhi e collegando la cupa figura di Mingus a quella della morte nel film "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, gli ha detto: "Va bene, sistema la scacchiera".

Desmond suonava un sassofono contralto modello Selmer Super Balanced Action con un bocchino in gomma dura modello MC Gregory 4A-18M, entrambi risalenti al 1951 circa, con un'ancia Rico 3 ½ moderatamente rigida.

Paul Desmond è stato cremato e le sue ceneri disperse.



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