', con quelle tre registrazioni del 1949-50.
Tracks di 'Birth of the Cool':
1. Move (Denzil
Best - Arr. J.Lewis)
2. Jeru (Gerry Mulligan)
3. Moon Dreams (Chummy MacGregor, Johnny.Mercer - Arr. G.Evans)
4. Venus de Milo (Gerry
Mulligan)
5. Budo (Bud
Powell, Miles Davis - Arr. J.Lewis)
6. Deception (Miles
Davis - Arr. Gerry Mulligan)
7. Godchild (George Wallington
- Arr. Gerry Mulligan)
8. Boplicity (Cleo
Henry - Arr. Gil Evans)
9. Rocker (Gerry Mulligan)
10. Israel (John Carisi)
11. Rouge (John Lewis)
Formazione: Miles Davis (tromba), Lee Konitz (sassofono contralto), Gerry Mulligan (sassofono baritono), Bill Barber (tuba), Kai Winding (nel gennaio
1949, trombone), J. J. Johnson (in aprile
1949, marzo 1950, trombone), Junior Collins (nel
gennaio 1949, corno francese), Sandy Siegelstein (in
aprile 1949, corno francese), Gunther Schuller (nel
marzo 1950, corno francese), Al Haig (nel gennaio 1949, pianoforte), John Lewis (in aprile
1949, marzo 1950, pianoforte), Joe Shulman (nel gennaio
1949, contrabbasso), Nelson Boyd (in aprile
1949, contrabbasso), Al McKibbon(nel marzo
1950, contrabbasso), Max Roach (nel gennaio 1949,
marzo 1950, batteria), Kenny Clarke (in aprile
1949, batteria), Kenny Hagood - voce (solo Darn That
Dream).
Dal 1946 al 1950, Dave Brubeck è
coinvolto alla guida di un Ottetto parecchio innovativo, con sede a San Francisco; un parallelo delle sessioni che Miles Davis
eseguirà a New York col suo Nonetto.
Nella stessa San Francisco, la
Coronet Records, che in precedenza aveva registrato e prodotto
gruppi della zona che suonavano nello stile Dixieland (questa Coronet Records non
era l'etichetta economica newyorkese di fine anni '50 o la Coronet
Records australiana), è acquisita da Jack Sheedy, che
decide di registrare l'Ottetto di Brubeck
con l'intenzione di produrre in seguito dei dischi. Le registrazioni
vengono effettuate, nella stessa California, dal 1946 al 1948 e nel 1950. Alla fine Jack Sheedy, non riuscendo
più a sostenere le spese della sua attività, cede i master delle registrazioni in
suo possesso, alla Circle Record Company, casa discografica di
proprietà dei fratelli Max e Sol Weiss, che subito cambiano il
nome della loro company in Fantasy Records.
I dieci brani registrati tra il 1946 e il 1948, sono pubblicati
dalla Fantasy a partire dal 1950 con il titolo 'Old Sounds From San
Francisco', prima come due EP e poi con un unico LP da 10 pollici. Le otto tracce registrate nel 1950, sono pubblicate una prima
volta nel 1956 su un LP da 10 pollici con il titolo 'Distinctive
Rhythm Instrumentals' poi, nello stesso 1956, la Fantasy raccoglie
l'intera produzione discografica dell'ottetto nell'album (un LP da 12 pollici) 'Dave Brubeck Octet',
con l'artwork di Arnold Roth in copertina.
Le 18 tracce dell'album 'Dave Brubeck Octet', tutta la loro produzione:
1.The Prisoner’s Song
2. Rondo
3. You Go To My Head
4. Laura
5. Closing Theme
6. I Hear A Rhapsody
7. Serenade’s Suite
8. Schizophrenic Scherzo
9. Playland At The Beach
10. How High The Moon I protagonisti dell'Ottetto sono:
11. Love Walked In Dave Brubeck (pianoforte),
12. IPCA Paul Desmond (sassofono contralto),
13. What Is This Thing Called Love Bill Smith (clarinetto, sassofono baritono),
14. The Way You Look Tonight Ron Crotty (contrabbasso),
15. September In The Rain Cal Tjader (batteria),
16. Prelude Bob Collins (trombone),
17. Fugue On Bop Themes Dick Collins (tromba),
18. Let’s Fall In Love Dave Van Kriedt (sassofono tenore).
I membri dell'Ottetto sono tutti
stati studenti di Darius Milhaud,
compositore francese che nel 1918, dopo aver conosciuto Jean Cocteau
ed Éric Satie, era entrato nel prestigioso "Gruppo dei Sei",
compositori che propugnavano una rifondazione musicale nazionalistica
francese, sulle orme di Satie. Nel 1940, per sfuggire ai nazisti,
essendo egli di fede ebraica, era ritornato negli Stati Uniti dove
Pierre Monteux, direttore d'orchestra francese naturalizzato
statunitense, gli aveva procurato un posto di insegnante di
composizione al Mills College di Oakland (ruolo che conserverà fino
al 1971); suoi allievi sono stati Burt Bacharach e Philip Glass. Oltre
che da Milhaud, nel gruppo dell'Ottetto alcuni avevano preso lezioni
da Roger Sessions,
compositore, critico e storico musicale statunitense, esponente del
Neoclassicismo musicale in opposizione alle sperimentazioni atonali e
dodecafoniche, che adotterà quasi integralmente la scrittura
seriale, tecnica compositiva che preordina in successioni stabilite,
chiamate 'serie', le partiture musicali.
Questi
precedenti determinavano, nell'ottetto, un'espressione musicale
costellata di fughe, rondò e soprattutto di
contrappunti, pur rimanendo nell'ambito del cool bop
della California, sound
tipico anche di altre band degli anni '50, come quelle di Stan
Kenton, Gerry Mulligan, Bill Holman, Manny Albam, Gil Evans e Bob
Brookmeyer: compositori e arrangiatori la cui musica è intricata,
complessa ed evoluta come quella di questa band di Brubeck.
Nello specifico, il rondò si
contraddistingue per il ritorno ciclico di un tema
principale lungo l'intero svolgimento della composizione. Tra le
forme musicali il rondò è quindi la prima ad avere introdotto il
principio ciclico, ed è altresì quella che maggiormente risponde al
significato etimologico del termine, visto che la parola deriva dal
latino rotŭndus, «rotondo».
Il contrappunto, nella
terminologia musicale, sta a indicare la presenza, in una
composizione o in una sua parte, di linee melodiche
indipendenti che si combinano secondo regole tramandate dalla
tradizione musicale.
La fuga è una forma musicale polifonica
e contrappuntistica basata sull'imitazione, dove un tema
principale (il soggetto) viene esposto da una voce e poi imitato
da altre voci successive, dette risposte, accompagnate da
controsoggetti. È considerata una delle massime espressioni del
contrappunto, con una struttura tipica che include un'esposizione del
tema, sezioni di sviluppo (i divertimenti) e una parte finale con
riproposte del tema in maniera più serrata (gli stretti).
Sebbene i componenti dell'Ottetto di
Brubeck si siano procurati una certa credibilità con le loro
esibizioni, ne avrebbero guadagnata maggiormente dopo lo scioglimento
del gruppo, scioglimento dovuto alla mancanza
di lavoro.
Paul Desmond, che stava iniziando ad
emergere, si confermerà protagonista di primo piano; Cal Tjader, il batterista, formerà una
sua band di latin jazz dove suonerà esclusivamente il vibrafono.
William O. (Bill) Smith, il clarinettista, suonerà con Brubeck per
molti anni in seguito; il trombettista Dick Collins sarà il
pilastro delle band di Woody Herman e gli arrangiamenti del sassofonista
tenore, David Van Kriedt, susciteranno grande interesse in seguito.
Nel settembre del 1949, il 'Dave Brubeck Trio' composto da Dave Brubeck (pianoforte), Ron Crotty
(contrabbasso) e Callen Tjader (batteria, percussioni e
vibrafono), che già avevano suonato insieme nell'Ottetto, registra due brani per un album a 78 giri che verrà pubblicato con etichetta Fantasy.
Due sono le tracce del 'Dave Brubeck Trio':
1. Laura
2. Indiana
Nel disco, Dave è protagonista
irrequieto, alla ricerca di contrasti di tono, colore ed emozione. La formazione del trio rimarrà la stessa in tutte le registrazioni.
Tra il 1949 e il 1951, il Trio di Brubeck registra altri due dischi a 78 giri con etichetta Fantasy, Vol. 1 e Vol. 2. In questo periodo di transizione dal 78 giri al vinile a 33 giri (LP) molte registrazioni erano pubblicate come EP (Extended Play) o singoli.
Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol. 1':
1. You Stepped Out of a Dream
2. Lullaby in Rhythm
3. Singing in the Rain
4. I'll Remember April
5. Body and Soul
6. Let's Fall in Love
7. Laura
8. (Back Home Again In) Indiana
In quei vinili, Dave Brubeck sperimenta polifonie, armonie non consuete, ritmi contorti e variazioni melodiche al limite delle convenzioni.
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Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol. 2':
1. Blue Moon
2. Tea For Two
3. Undecided
4. That Old Black Magic
5. September Song
6. Sweet Georgia Brown
7. Spring Is Here
8. 'S Wonderful
I primi dischi di Brubeck
col Trio, pubblicati a 78 giri dalla Fantasy, si vendono
bene, e quindi si cerca di realizzarne dei nuovi di continuo. Ben presto la compagnia arriva a vendere
dalle 40.000 alle 50.000 copie di dischi di Brubeck ogni trimestre,
realizzando buoni profitti.
Tracks del 'Dave Brubeck Trio Vol.
3':
1. Perfidia
2. Aavalon
3. I Didn't Know What Time
It Was
4. Always
5. How High The Moon
6. Squeeze Me
7. Too Marvelous For Words
8. Heart And Soul
La formazione del trio in tutte le registrazioni è: Dave Brubeck (pianoforte), Ron Crotty (contrabbasso), Callen Tjader (batteria, percussioni, vibrafono).
Nel 1950, all'Università Mills College
di Oakland, California, Paul
Desmond si
laurea in letteratura inglese. Paul era noto anche per il suo humor,
che traspariva dalle note che accompagnavano i suoi album e in sue
numerose dichiarazioni, tipo: «Non divenni uno scrittore perché
riesco a scrivere solo sulla spiaggia, e mi si riempie la macchina da
scrivere di sabbia» o «Ero già fuori moda anche quando ero
un perfetto sconosciuto» oppure «Credo di aver sempre desiderato di
avere un suono simile a un Martini secco» e «È come vivere in una casa dove tutto
è dipinto di rosso» (in merito allo stile di Ornette Coleman, caposaldo del Free Jazz)
Per diverse settimane, Desmond
guida un piccolo gruppo jazz al Band Box di Redwood City, gruppo che
include anche Dave Brubeck. Succede
poi che, al Band Box, Desmond
e Brubeck litighino,
probabilmente a causa delle contestazioni di Dave su
chi dovesse assumere la leadership del gruppo; Paul comunque
impedisce a Dave di ottenerne la leadership e la band si scioglie.
Nello stesso 1950, Desmond si
unisce alla band di Jack
Fina e va in tournée per diversi mesi con loro.
Jack Fina (1913-1970) è stato un
pianista, cantautore e direttore d'orchestra nato a Passaic, nel New
Jersey.
Dopo aver studiato al New York College of Music, negli anni '30 aveva iniziato
a suonare il pianoforte nella band di Clyde McCoy. Dopo essersi unito alla band di Freddy Martin, nel 1936, aveva
raggiunto la vera fama per la registrazione di "Tonight We Love". Finalmente nel 1946, con la benedizione e il sostegno finanziario di
Freddy Martin, Jack Fina formava una sua band di 16 elementi con cui,
grazie ad apparizioni prolungate in programmi televisivi e
buone registrazioni, era diventato una star nazionale. Sulla scia di
"Tonight We Love", Fina aveva composto anche una
variazione boogie-woogie de 'Il volo del calabrone' di
Rimskij-Korsakov, che aveva riscosso un enorme successo.
In seguito, quando Desmond sente ripetutamente il trio per Brubeck radio, decide
di lasciare Jack Fina e torna in California col proposito di
riparare il suo rapporto con Brubeck, per potersi così unire alla sua band,
che sta riscuotendo sempre più successo. Sicuramente la diffusione
del trio di Dave era favorita dall'intervento di Iola, moglie di
Brubeck, attiva nel settore delle radio.
In quel periodo del 1951, Brubeck
e la moglie Iola, genitori di tre bambini piccoli, vivevano a San
Francisco; Dave si era raccomandato con Iola, di non permettere
mai a Desmond di mettere piede in casa loro.
Desmond invece, si presenta un
giorno a casa loro proprio mentre Dave è in giardino a stendere i
pannolini dei suoi bambini su uno stendino e Iola, sfidando le
disposizioni di Brubeck, fa entrare Desmond e lo accompagna da Dave;
lì Desmond si offre di svolgere incarichi amministrativi e di
arrangiamento per la sua band, e addirittura di fare il babysitter ai
suoi figli. All'inizio tentenna, ma poi alla fine Brubeck cede e accetta
di tornare a lavorare con Desmond.
I due fanno redigere un contratto (di cui Brubeck sarà l'unico
firmatario) in cui è garantito lo status di leader del
gruppo a Dave stesso, che si impegna a non licenziare
Desmond e gli riconosce inoltre il venti per cento di tutti i
profitti generati dalla band. Pare inoltre, e analizzando il loro futuro sembra molto credibile, che su quel contratto fosse specificato che, nelle esibizioni che Paul avrebbe potuto sostenere come leader in altre
formazioni, gli era interdetta l'esibizione con altri
pianisti.
In effetti, valutando poi le
performance di Desmod come leader in altre formazioni, non figureranno mai
pianisti.
L'unica sua interpretazione che io
conosca, senza Brubeck, insieme ad un pianista e non non da leader, è nel magnifico
'Concierto de Aranjuez' con Jim Hall alla
chitarra, Paul Desmond al sassofono contralto, Chet Baker alla
tromba, Roland Hanna al pianoforte, Ron Carter al contrabbasso e
Steve Gadd alla batteria. Registrata nel 1975 per l'etichetta CTI
Records e pubblicata sull'album "Concierto", questa
versione è stata arrangiata da Don Sebesky.
Desmond, sul suo nuovo
incontro con Brubeck, in un'intervista del 1953 riferirà:
"Iniziammo a provare, ma dopo un quarto d'ora ero a pezzi: avevamo
prescelto un blues in SI bemolle, ma al primo chorus (la parte più
memorabile e riconoscibile di un brano) lui prese un SOL maggiore. Dato che io non conoscevo nulla della politonalità, pensai in realtà
che lui fosse solo un pazzo da legare, impressione assolutamente
confermata dal suo aspetto: aveva i capelli arruffati e picchiava sui
tasti del pianoforte come un sioux inferocito. Mi ci volle molta
pazienza e un lungo ascolto prima che iniziassi a comprendere che
cosa intendesse fare"
Nel giugno 1951 nasce così il Dave Brubeck Quartet, che si è mantenuto fino al dicembre 1967,
composto permanentemente da Dave Brubeck al pianoforte con Paul Desmond
al sassofono contralto, mentre vari musicisti si sono alternati negli altri ruoli; tra i primi contrabbassisti del gruppo
c'erano Bob Bates, suo fratello Norman, Ron Crotty e Wyatt
"Bull" Ruther, mentre alla batteria potevano esserci Lloyd
Davis, Herb Barman e in seguito Joe Dodge.
La sonorità del quartetto di Brubeck
si caratterizza per la politonalità del lavoro pianistico di
Brubeck e la voce ariosa
e melodiosa del
sax contralto di Desmond,
ed è proprio per mantenere quell'originalità che Brubeck,
per contratto, aveva proibito a Desmond di suonare con altri
pianisti, quando si esibiva in formazioni di cui era leader.
Nel 1951 esce il primo album,
con etichetta Fantasy, del Dave Brubeck
Quartet, per lo più registrato in studio, in cui è
accreditato come leader Paul Desmond, intitolato
'Brubeck/Desmond'. Ancora una volta, i due musicisti
condividono un ruolo di primo piano: a Dave il nome
del gruppo ma a Paul la direzione
della prima incisione.
Tracce del 'Brubeck/Desmond': Personnel:
1. Crazy Chris Dave Brubeck (piano),
2. A Foggy Day Paul Desmond (alto sax),
3. Lyons Busy Fred Dutton (bass),
4. Somebody Loves Me Wyatt "Bull" Ruther (bass),
5. Perfume Counter Bob Bates (bass),
6. Mam'selle Herb Barman (drums),
7. Me And My Shadow Joe Dodge (drums).
8. Frenesi
9. Look For The Silver Lining
10. Stardust
Inizialmente fisso al 'Black Hawk' di
San Francisco, il Quartetto comincia a farsi notare anche grazie
all'interessamento di alcune radio locali, sollecitate
da Iola, moglie di Brubeck, attiva in quel settore.
Nello stesso 1951 il Quartetto ottiene
successo in un tour attraverso dei campus universitari,
registrando anche una serie di album dal vivo che verranno pubblicati
negli anni seguenti. Il repertorio del gruppo
comprende la maggior parte degli standard del tempo e qualche
incisione esce con piccole variazioni nel nome del quartetto. L'accoglienza della critica non è
inizialmente unanime, essendovi taluni che segnalano una
certa forzosa spettacolarità di alcune interpretazioni, mentre altri
manifestano un apprezzamento immediato. Lo stile di Brubeck è talvolta
descritto come riferito ai classici (Bach, Chopin e perfino Béla
Bartók), sebbene Dave non abbia mai amato particolarmente, la musica classica.
Nell'ottica di incrementare
ulteriormente la sua popolarità presso le audience che gli si
mostrano più calorose, Brubeck preferisce le esibizioni
presso i campus universitari, dinanzi a giovani ascoltatori
potenzialmente più aperti alle sue innovazioni; il Quartet si sposta
allora freneticamente, a bordo della "familiare" del leader
col contrabbasso sul tetto, di università in università,
diffondendo la versione Brubeckiana del cool jazz.
La stessa parola inglese "cool"
(fresco) assumerà una connotazione positiva nel gergo
studentesco, divenendo in seguito, anche nel parlare comune,
attributo di genialità.
Di quegli anni si ricordano anche le
serate del Quartet al celebre Birdland di New York, a cavallo
fra il 1951 e il 1952, da cui verrà pubblicato l'album live
'Dave Brubeck Quartet with Paul Desmond, Birdland 1951-52, Newport
1955', con anche alcune sessioni del gruppo eseguite nel 1955 a
Newport, nello Stato del Rhode Island.
Tracklist del 'Dave Brubeck Quartet with Paul Desmond, Birdland 1951-52, Newport 1955':
1. At a perfume
counter 2. That old black magic.
3. How high the
moon? 4. Jeepers creepers
5. Crazy Chris 6. Spring is Here
7. Symphony Sid
(Intro into "Stardust" # 2)
8. This can't be
love 9. These Foolish Things
10. Jeepers
creepers # 2 11. Tea for two
12. I'll remember april 13. Announcement
14. Back bay blues 15. Trolley song
16. Stardust # 2 17. Crazy Chris # 2 (Incompl.)
18. Don't worry about me 19. Tea for two.
Crediti: Dave Brubeck (Pianoforte), Paul Desmond (Sax contralto), Bob Bates nelle tracce da 13 a 19 (Basso), Joe Dodge nelle tracce da
13 a 19 (Batteria).
Nel 1952 esce un altro loro album
live, 'Jazz at
Storyville', che spesso Paul Desmond definisce il suo disco
preferito con Dave Brubeck. Le Tracce sono registrate al 'Surf
Club' di Hollywood, CA, al 'Storyville Club' di Boston, MA, e al
'Surf Club' di Hollywood, CA.
Tracks del 'Jazz at Storyville':
1. This Can't Be Love
2. Over The Rainbow
3. You Go To My Head
4. Give A Little Whistle
5. Oh, Lady Be Good
6.Tea For Two
7. Crazy Chris
La formazione del Quartet
cambia, a seconda delle disponibilità del personale, la
propria sezione ritmica. In particolare, alle registrazioni di questo album hanno partecipato Ron Crotty (bass), Bob Bates (bass), Wyatt "Bull" Ruther (bass), Joe Dodge (drums), Lloyd Davis (drums) e Herb Barman (drums).
Nel 1953 il Dave Brubeck Quartet incide
'Jazz At The Blackhawk', riferendosi al club 'The Blackhawk' di San
Francisco, CA, dove avevano spesso suonato e in cui hanno registrato
la traccia 5 dell'album.
Tracks del 'Jazz At The Blackhawk' :
1. I May Be Wrong
2. On A Little Street In Singapore
3. Blue Moon
4. Let's Fall In Love
5. Jeepers Creepers
6. My Heart Stood Still
7. Trolley Song (rehearsal)
8. Trolley Song
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Wyatt "Bull" Ruther (bass), Ron Crotty (bass), Lloyd Davis (drums).
Il primo degli album dal vivo
nei campus universitari è 'Jazz at Oberlin', registrato nel
marzo del 1953 nella Cappella Finney dell'Oberlin College. L'Oberlin College è un liberal arts
college privato di Oberlin (contea di Lorain, nell'Ohio) noto per
essere stata la prima istituzione americana di istruzione
superiore ad ammettere regolarmente anche studentesse e
persone di colore. Il motto del college è "Learning
and Labor".
Tracce in 'Jazz at Oberlin':
1. These Foolish Things
2. Perdido
3. Stardust
4. The Way You Look Tonight
5. How High the Moon
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Ron Crotty (bass), Lloyd Davis (drums).
L'esibizione dal vivo del Brubeck
Quartet sarà accreditata per aver legittimato il campus dell'Oberlin
al cool (fresco)
jazz, di cui l'album è uno dei primi esempi.
Concerto dinamico, non solo rivela a un
giovane pubblico il vivace rapporto creativo di Brubeck con Desmond,
confermando il ventinovenne Paul come un sensazionale improvvisatore
di sassofono, ma indica anche nuove direzioni per il jazz, che non
rispecchiano il bebop e accenna invece a nuove tecniche pianistiche
di sapore free-jazz, ancora lontano a venire per quegli
anni. L'entusiasmo del pubblico universitario, udibile
in tutto l'album, segna l'entusiastica adozione del Quartet di
Brubeck da parte della gioventù americana (prevalentemente bianca),
un'accoglienza che poi si estenderà a tutto il mondo riscuotendo successi nelle classifiche che, per un jazz strumentale
ritmicamente intricato, in quel periodo in cui il rock'n'roll stava emergendo, rappresenta un record.
Nel
dicembre di quello stesso 1953, il Dave Brubeck Quartet
torna anche al College of the Pacific per registrare l'album live
'Jazz at the College of the Pacific'. Il College of the Pacific è il college di arti liberali dell'Università del Pacifico, un'università privata affiliata ai metodisti, con sede principale a Stockton, in California.
Tracks in 'Jazz at the College of the Pacific':
1. All the Things You Are
2. Laura
3. Lullaby in Rhythm
4. I'll Never Smile Again
5. I Remember You
6. For All We Know
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax),
Joe Dodge (drums), Ron Crotty (bass).
Nel concerto, il batterista Joe Dodge e
il bassista Ron Crotty stendono un notevole tappeto ritmico agli
assoli del piano di Dave Brubeck e del contralto di Paul Desmond, pieni di idee creative su famosi standard.
All'album segue un vol. 2: 'Jazz at the
College of the Pacific, Vol.2' con registrazioni effettuate nel
dicembre del 1953.
Tracks in 'Jazz at the College of the Pacific, Vol.2':
1. Crazy Rhythm
2. Let's Fall in Love
3. Stardust
4. How High the Moon
5. The Way You Look Tonight
6. Love Walked In
7. Give a Little Whistle
8. I Found a New Baby
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Joe Dodge (drums), Ron Crotty (bass).
Dopo l'uscita dei due album 'Jazz at
the College of the Pacific', Brubeck firma con la
Fantasy Records, credendo di avere una partecipazione nella
società. Lavora quindi come promotore di artisti del proprio repertorio jazz, per
l'etichetta, incoraggiando i fratelli Weiss a ingaggiare altri
artisti, tra cui Gerry Mulligan, Chet
Baker e Red Norvo.
Nel marzo del 1954 il Quartet registra
un concerto all'University Of California' di Berkeley,
CA, pubblicato insieme ad altre tracce registrate a San Francisco nel
1952, nell'album 'Dave Brubeck Quartet'.
Tracks in 'Dave Brubeck Quartet':
1. My Romance
2. Just One Of Those Things
3. Lulu's Back In Town
4. All The Things You Are
5. Alice In Wonderland
6. Stardust
7. At A Perfume Counter
Personale: Dave Brubeck (pianoforte),
Paul Desmond (sax contralto), Wyatt "Bull"
Ruther (contrabbasso), Bob Bates (contrabbasso), Lloyd Davis (batteria), Joe Dodge (batteria).
Nella primavera del 1954, Brubeck
scopre che l'accordo che aveva stipulato con la Fantasy Records sulla sua partecipazione agli utili della società,
riguarda solo una quota pari alla metà delle sue registrazioni, per
cui cessa ogni sua collaborazione con la Fantasy e firma con
un'altra etichetta, la Columbia Records.
 |
| Gli stati federali degli USA |
Nel giugno del 1954
il
Dave Brubeck Quartet pubblica l'album '
Jazz Goes to
College', il
primo LP prodotto dalla
Columbia Records, una raccolta dei concerti del quartetto in tre college:
1. Balcony Rock (di Dave Brubeck, Paul
Desmond)
2. Out of Nowhere
3. Le Souk
4. Take the "A" Train
5. The Song Is You
6. Don't Worry 'Bout Me
7. I Want to Be Happy
La formazione è quella tipica del
primo Dave Bruebeck Quartet: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Bob Bates (bass), Joe Dodge (drums).
L'assolo di Desmond su "Balcony
Rock", il brano di apertura (che nell'album originale era "Take
the 'A' Train"), percorre nove ritornelli blues. Nonostante questa musica fosse definita
"cool school", "West Coast" o "accademica",
il Brubeck Quartet stimola uno swing in cui si batte il tempo mentalmente.
Nel novembre del 1954 Dave
Brubeck
appare sulla
copertina del Time; sarà il secondo musicista jazz ad apparire su quella rivista, dopo
Louis Armstrong, apparso nel febbraio 1949.
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Brubeck trova personalmente questo plauso
imbarazzante, poiché considera
Duke Ellington più meritevole di lui, ed è
convinto di essere stato
favorito in quanto
uomo bianco.
In quel periodo pernottavano nello stesso albergo, e quando Duke Ellington bussa alla porta della sua camera e gli mostra la copertina, Brubeck reagisce con: "Avresti dovuto esserci tu".
Il Duke otterrà la copertina del Time nel 1956.
Anche Thelonius Monk la otterrà, nel 1964.
Nel 1955, da registrazioni effettuate nell'ottobre/novembre del 1954, esce l'album 'Brubeck Time'. La copertina del disco era stata "progettata intorno al dipinto di Boris Artzybasheff che era
sulla copertina della rivista Time dell'8 novembre 1954" aveva scritto in una lettera indirizzata a Dave Brubeck, George Avakian,
produttore discografico armeno noto soprattutto per il suo lavoro
alla Columbia Records e il ruolo che rivestiva nella produzione degli album di
Miles Davis e di altri importanti musicisti jazz.
Tracce di 'Brubeck Time':
1. Audrey
2. Jeepers Creepers
3. Pennies From Heaven
4. Why Do I Love You?
5. Stompin' for Mili
6. Keepin' Out of Mischief Now
7. A Fine Romance
8. Brother, Can You Spare a Dime?
Personale: Dave Brubeck (pianoforte),
Paul Desmond (sax contralto), Bob Bates (contrabbasso), Joe Dodge (batteria).
Il disco è frutto di una rara
registrazione in studio,
mentre fino ad allora i dischi del
quartetto di Dave Brubeck erano stati per lo più registrati da
esibizioni dal vivo. 'Audrey', il primo brano, è una
splendida ballad di Paul Desmond a cui si aggiungono nuove versioni
di brani come 'Jeepers Creepers', 'Pennies From Heaven' e 'A Fine
Romance'.
Nel 1956 Dave Brubeck registra
un album da solo, al pianoforte: 'Brubeck Plays
Brubeck'.
Tracce di 'Brubeck Plays Brubeck':
1. Swing Bells
2. Walkin' Line
3. In Your Own Sweet Way
4. Two-Part Contention
5. Weep No More
6. The Duke
7. When I Was Young
8. One Moment Worth Years
9. The Waltz
Dave commenta nelle note
di copertina: "Le 'composizioni' di questo album non sono
composte nel senso comune del termine. Sono principalmente schizzi,
una struttura scheletrica su cui improvvisare, per esprimere uno
stato d'animo o un'emozione o stimolare idee musicali. Queste piccole
offerte non hanno la pretesa di essere 'composizioni', ma
allo stesso tempo ho cercato di costruire linee melodiche che abbiano
un certo valore proprio, e soprattutto di offrire come 'originale'
qualcosa di più unico di una nuova versione del blues.
Sono
grato per la sfida e l'opportunità che questo album solista di
'originali' mi ha offerto. La sfida consisteva
nell'improvvisare su nuovi temi e nuove strutture di accordi senza
l'esperienza di prove di anni di esibizioni."
Alla fine del 1956, quando il
batterista Joe Dodge lascia il quartetto, Joe Morello,
su raccomandazione di Desmond, viene assunto da Brubeck.
Morello, che aveva lavorato con la pianista Marian McPartland,
avrebbe reso possibili quegli esperimenti ritmici che frutteranno,
poco tempo dopo, risultati apprezzabili. Nonostante ciò, le differenti
aspirazioni e i diversi gusti musicali, rendono il rapporto fra
Desmond e Morello teso, per molti anni. Desmond desiderava un
batterista di sottofondo tipo "tinky-boom", mentre Morello
voleva mettersi in evidenza per essere ricordato dal pubblico.
Durante la prima esibizione di Morello
con il gruppo, Brubeck evidenza il suo assolo per cui Joe riceve
un'ovazione dal pubblico; Desmond se ne risente e minaccia di
lasciare il gruppo.
Brubeck riesce a tenere sia Desmond che
Morello nel gruppo, ma gli attriti tra di loro proseguiranno per
anni. Il rancore di Desmond nei confronti di Morello si percepiva
anche durante le loro esibizioni, quando per esempio, dopo un
passaggio ritmicamente complesso di Morello, Desmond suonava fiacco e
disinteressato, o a volte molto piano e talvolta addirittura si
interrompeva per qualche battuta. Negli ultimi anni infine si
riconciliarono diventando amici intimi.
Nel 1957 il Dave Brubeck Quartet registra 'Jazz
Impressions of USA'. Questo LP, fuori catalogo, è il primo
col batterista Joe Morello nel Brubeck's Quartet, che
all'epoca comprendeva anche il bassista Norman Bates. Musica
eccellente, anche se non spettacolare come le loro esibizioni dal
vivo dell'epoca.
Tracks di 'Jazz Impressions of USA':
1. Ode to a Cowboy
2. Summer Song
3. Yonder for Two
4. History of a Boy Scout (We Crossed
the Rhine)
5. Plainsong
6. Curtain Time
7. Sounds of the Loop
8. Home at Last
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Joe Morello (drums), Norman Bates (bass).
Specialista del contrappunto (linee melodiche indipendenti che si combinano insieme) improvvisato, Paul Desmond ha fatto emergere questa dote soprattutto negli album registrati con Gerry Mulligan (anch'egli contrappuntista): 'Blues in Time' del 1957 e 'Two of a Mind' nel 1962, il cui titolo "Due in pieno accordo" è rivelatore.
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| Gerry Mulligan nel 1980 |
Gerald (Gerry) Joseph Mulligan (New York, 6 aprile 1927 - Darien CT,
20 gennaio 1996), noto anche come Jeru, è nato nel Queens Village di New York. Era figlio di George, ingegnere di origini irlandesi nato a Wilmington, nel Delaware, mentre sua madre Louise, di origini per metà irlandesi e per metà tedesche, era originaria di Filadelfia. Gerry era il più giovane dei loro quattro figli, i maggiori erano George, Phil e Don. Gerry è stato un sassofonista, clarinettista, pianista, compositore e arrangiatore jazz statunitense. Sebbene principalmente noto come uno dei principali sassofonisti baritoni jazz, suonando lo strumento con un tono leggero e arioso nell'era del cool jazz, Mulligan è stato anche un importante arrangiatore che ha lavorato con Claude Thornhill, Miles Davis, Stan Kenton e altri.
Il suo quartetto senza pianoforte dei primi anni '50, con il trombettista Chet Baker, è ancora considerato uno dei migliori ensemble di cool jazz. Mulligan, che suonava anche altri strumenti ad ancia, aveva infatti iniziato a suonare col clarinetto, era anche un abile pianista e molte delle sue composizioni, tra cui "Walkin' Shoes" e "Five Brothers", sono diventate degli standard.
Nel 1957 è pubblicato, dall'etichetta Verve, l'album 'Blues in Time' (originariamente intitolato Gerry Mulligan - Paul Desmond Quartet). L'idea per questo album era nata nel 1954, poi rimandata all'estate del 1957 quando Desmond aveva suggerito a Gerry di registrare alcuni pezzi insieme. Il produttore Norman Granz era riuscito a fissare la data di registrazione per la prima sessione in agosto.
Elenco delle tracce in 'Blues in Time':
1. Blues in Time (Paul Desmond)
2. Body and Soul (J.Green,E.Heyman,R.Sour,F.Eyton)
3. Standstill (Gerry Mulligan)
4. Line for Lyons (Mulligan)
5. Wintersong (Desmond)
6. "Battle Hymn of the Republican" (Desmond)
7. "Fall Out" (Mulligan)
Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Gerry Mulligan (baritone saxophone), Joe Benjamin (bass), Dave Bailey (drums).
Pare comunque che quattro dei brani dell'album fossero dei contrafatti: Stand Still (è My Heart Stood Still, di Richard Rodgers del 1927), Wintersong (è These Foolish Things, uno standard del 1936 di Jack Strachey), Battle Hymn of the Republican (è Tea for Two, pezzo di Vincent Youmans del 1924) e Fall Out (è Let's Fall in Love, standard jazz di Cole Porter del 1928).
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Da sinistra Joe Morello, Paul Desmond, Dave Brubeck e Eugene Wright. |
Nel 1958, l'
afroamericano Eugene
Wright si unisce al
Quartet di Brubeck come
contabbassista,
in vista del tour del Quartet, organizzato dal Dipartimento di
Stato USA, in Europa e Asia.
L'album 'In Europe', mai
uscito negli Stati Uniti, è stato registrato in un concerto
eseguito il 5 marzo 1958 a Copenaghen, in Danimarca. Il brano
di apertura è "Wonderful Copenhagen", una deliziosa opera
oscura che Frank Loesser aveva scritto per il musical Hans Christian
Andersen. Dave ha scritto la deliziosa ballad "My One Bad Habit
Is Falling in Love" e "Watusi Drums", quest'ultima con
il batterista Joe Morello. Il sassofonista contralto Paul Desmond è
in primo piano in tutta la registrazione, dove le sue frasi e le sue
citazioni argute sono particolarmente degne di nota nello standard
"Tangerine". Il bassista Eugene Wright è molto più di un
semplice cronometrista, avendo contribuito alla composizione del
blues "The Wright Groove".
Tracce di 'In Europe':
1. Wonderful Copenhagen
2. My One Bad Habit
3. Tangerine
4. The Wright Groove
5. Like Someone in Love
6. Watusi Drums
La nuova formazione è la più
spettacolare della vita del Quartet: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso) e Joe Morello (batteria).
Il Quartet, in piena guerra fredda,
dopo le rivolte all'imperialismo dell'URSS in Polonia e in Ungheria,
trascorre così due settimane in Polonia, tenendo tredici concerti e
incontrando musicisti e cittadini polacchi, il tutto nell'ambito del
programma USA, People-to-People. In totale il Dave Brubeck Quartet, in
quei tempi uno dei gruppi jazz più popolari al mondo, tiene 80
concerti in 14 paesi, il tutto nell'arco di tre mesi. Per celebrare il lungo viaggio, il
pianista/leader Dave compone sei nuovi brani, inseriti nell'album
'Jazz lmpressions of Eurasia', di cui 'Nomad' e 'Brandenburg Gate'
diverranno i più noti, seppure anche le altre selezioni risultano
piacevoli, con ottimi assoli sia di Brubeck che di Desmond.
Tracks di 'Jazz lmpressions of Eurasia':
1. Nomad
2. Brandenburg Gate
3. The Golden Horn
4. Thank You (Dziekuje)
5. Marble Arch
6. Calcutta Blues
Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso), Joe Morello (batteria).
Dal 1959, Eugene Wright guadagna la
permanenza nel gruppo come contrabbassista, fortemente
voluto da Brubeck che, a quanto si dice, cancellerà
diversi concerti se i proprietari dei club o i gestori
delle sale si opporranno alla presentazione di una band
integrata, così come annullerà
le apparizioni televisive se i produttori
intendessero tenere Wright fuori dalle riprese delle telecamere.
All'inizio di aprile del 1959,
l'ingegnere del suono Wally Heider, caricato il registratore Ampex
350-2 nella sua station wagon, si dirige a Portland, nell'Oregon, per
catturare alcune delle primissime registrazioni remote di alta
qualità del 'Dave Brubeck Quartet'. Wally Heider registrerà due concerti
alla perfezione, permettendoci di sentire distintamente ogni membro
del quartetto. Heider continuerà anche in seguito a registrare
musica, così come il rock della California della fine degli anni
'60, dove ha inaugurato importanti studi sia a Los Angeles che a San
Francisco. Registrato il 4 aprile 1959 presso lo
storico Multnomah Hotel di Portland e il 5 aprile nell'auditorium del
vicino Clark College, "Live from the Northwest, 1959" del
Dave Brubeck Quartet presenta tutti e quattro i membri della band in
ottima forma. L'album testimonia il sound unico
e stellare dell'iconico quartetto, alla fine degli anni '50.
Tracce di 'Live from the Northwest, 1959':
1. When the Saints Go Marching In
2. Basin Street Blues
3. These Foolish Things
4. Gone With the Wind
5. Multnomah Blues
6. Two Part Contention
7. The Lonesome Road
Personale: Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sassofono contralto), Eugene Wright (basso), Joe Morello (batteria).
"Two Part Contention" era
apparso per la prima volta sull'album con pianoforte solo "Brubeck
Plays Brubeck" del 1956. In questa versione per quartetto, si
rivelano gli intenti contrappuntistici dell'esecuzione di gruppo.
L'arrangiamento, esteso ed elaborato, è progettato per consentire al
gruppo di esplorare la melodia e i cambi di registro, con variazioni
sui temi come nella musica classica. Nell'insieme dei brani, i ritornelli
pianistici di Brubeck danzano insieme alle fluide invenzioni
melodiche di Paul Desmond, sul tappeto della solida sezione ritmica
ordita dal bassista Eugene Wright e dal batterista Joe Morello, che
avvicenda gli accompagnamenti con invenzioni ritmiche. Il pubblico
può godersi il sound fresco della band, la loro incomparabile
abilità musicale e la sorprendente spontaneità con cui improvvisano
passaggi contrappuntistici. Nell'album 'The Dave Brubeck Quartet,
Live From The Northwest, 1959', il leggendario Wally Heider immortala
il quartetto all'apice della sua era swingante e
contrappuntistica.
Dave Brubeck Quartet - Live from the
Northwest, 1959 - 2023 RSD Release - 4K HQ Vinyl Rip - Side 1: https://www.you
Pochi mesi dopo, nell'agosto del 1959,
Desmond e gli altri componenti del Dave Brubeck Quartet
finiscono di registrare l'album 'Time Out', che con le sue
invenzioni ritmiche e il suono distintivo del contralto di Desmond in
'Take Five', conquisterà il mondo.
Tracce di 'Time Out':
1. Blue Rondo à la Turk
2. Strange Meadow Lark
3. Take Five
4. Three to Get Ready
5. Kathy's Waltz
6. Everybody's Jumpin'
7. Pick Up Sticks
Personnel: Dave Brubeck (piano), Paul Desmond (alto sax), Eugene Wright (bass), Joe Morello (drums).
Lo standard jazz 'Take Five',
scritta da Paul Desmond, ha determinato il massimo successo del
quartetto. L'innovazione ritmica e il
successo senza precedenti di "Time Out", registrato solo
quattro mesi dopo 'Live From The Northwest 1959', eclissa la
maestria del contrappunto spontaneo che aveva affascinato il
pubblico negli anni '50. La raffinatezza
musicale di Desmond è ben manifestata negli assoli delle
numerose versioni di "Take five", infinitamente
trascritta, studiata e rieseguita: un manifesto del cool
jazz.
Ecco com'è nata: Joe Morello, il
batterista del quartetto, desidera mostrare la propria abilità nel
tenere il ritmo 5/4, un ritmo insolito e sconosciuto, sia nel jazz
che nella musica leggera. Si contano: 1-2-3/1-2||1-2-3/1-2,
ecc... Morello chiedeva spesso a Brubeck di scrivere un brano in 5/4
in cui potersi mettere in mostra, finché Brubeck non delegò la
richiesta al suo sassofonista contralto, e così nacque 'Take Five',
insieme ad altri pezzi dai ritmi insoliti. Durante le registrazioni,
i membri del quartetto perdevano così spesso il ritmo che dovettero
prenotare una seconda data di registrazione. La versione singola di 'Take Five' è
stata un grande successo dell'inizio degli anni '60, trasmessa in
radio, nei juke-box e inserita in tutte le classifiche musicali. Il brano ha fruttato una piccola
fortuna in diritti d'autore, di cui però Desmond non ha beneficiato
visto che inizialmente non aveva dato alcuna importanza al brano, al
punto da rinunciare ai diritti per donarli alla Croce
Rossa. Take Five è stato il primo
brano jazz a superare il milione di copie vendute ed è
diventata la sigla del Dave Brubeck Quartet, che da allora in poi ha concluso con questa ogni loro esibizione.
Con 'Time Out' il Dave Brubeck Quartet inizia
anche ad usare opere di arte contemporanea per le copertine
dei dischi. Neil Fujita firma, infatti, l'immagine che appare
sull'album, mentre nel successivo lavoro del quartetto, 'Time Further
Out' (sorta di sequel di 'Time Out') sarà Joan Miró ad illustrare il
disco.
I colleghi di Desmond
avevano di lui la più alta considerazione. Charlie Parker (a sua volta il il
padre del Bee-Bop) ebbe occasione di citarlo come il suo contraltista
preferito. Cannonball Adderley, che spesso
concorreva con lui per il posto di miglior contraltista nelle
classifiche delle pubblicazioni specializzate, ebbe a dire: "Credo
che Paul sia, con Benny Carter, il contraltista più lirico. La
bellezza della sua musica è profonda".
Nel settembre del 1959 si registra
'First Place Again', il secondo album diretto da Paul
Desmond, il primo dei cinque album in studio che Desmond
registrerà con quartetti che includevano il chitarrista Jim
Hall, il batterista Connie Kay e Percy Heath,
contrabbassista e compagno di band di Kay nel Modern Jazz Quartet.
Track listing di 'First Place Again':
1. I Get a Kick Out of You
(Cole Porter) – 8:38
2. For All We Know
(J. Fred Coots, Sam M. Lewis) – 5:33
3. Two Degrees East, Three Degrees West
(John Lewis) – 7:28
4. Greensleeves
(Traditional) – 2:05
5. You Go to My Head
(Coots, Haven Gillespie) – 6:27
6. East of the Sun (and West of the
Moon) (Brooks Bowman) – 5:45
7. Time After Time
(Jule Styne, Sammy Cahn) – 6:13
8. Susie
(Paul Desmond) – 3:49 Bonus track on CD
reissue
Personnel: Paul Desmond (alto saxophone), Jim Hall (guitar), Percy Heath (bass), Connie Kay (drums).
Il Modern Jazz Quartet è nato da quella che era stata la sezione ritmica della big band di Dizzy Gillespie dal 1946 al 1948, composta da Lewis, Jackson e Clarke insieme al bassista Ray Brown. Nel 1951 avevano iniziato a registrare dei brani col nome 'Milt Jackson Quartet', poi Brown aveva lasciato il gruppo, sostituito al basso da Heath.
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| Modern Jazz Quartet |
Nel 1952 il gruppo è stato rifondato come Modern Jazz Quartet, composto da John Lewis (1920-2001), pianoforte e direzione musicale; Milt Jackson (1923-1999), vibrafono; Percy Heath (1923-2005), contrabbasso; Kenny Clarke (1914-1985), batteria, poi sostituito nel 1955 da Connie Kay (1927-1994). La formazione, che ha goduto di grande notorietà, si è espressa in diversi stili (bebop, cool jazz, third stream) con stile contrappuntistico e classicheggiante.
Hanno realizzato diverse registrazioni con la Prestige Records, tra cui le versioni originali delle loro due composizioni più note, 'Django' di Lewis e 'Bags' Groove' di Jackson. Nel 1956 si sono trasferiti alla Atlantic Records e realizzato il loro primo tour in Europa. Sotto la direzione di Lewis, si sono ritagliati una nicchia specifica, specializzandosi in una musica elegante e sobria grazie all'utilizzo di un sofisticato contrappunto ispirato alla musica barocca, con brani come 'Vendôme' e 'Fontessa', pur mantenendo una forte impronta blues. Noti per la loro elegante presentazione, è stato uno dei primi piccoli gruppi jazz a esibirsi in sale da concerto piuttosto che in locali notturni. Attivi fino agli anni '70, Jackson si è ritirato nel 1974 a causa della frustrazione per le scarsità di finanze e programmazioni di tournée, ma si sono riformati nel 1981. Hanno inciso le loro ultime registrazioni nel 1992 e nel 1993, quando Kay accusava già problemi di salute e Mickey Roker lo sostituiva. Dopo la morte di Kay nel 1994, il gruppo è rimasto semi-attivo, con il fratello di Percy Heath, Albert Heath, alla batteria, fino allo scioglimento definitivo del gruppo nel 1997.
Tra il 1959 e il 1963, Desmond continua a coltivare collaborazioni in studio diventate celebri, con il chitarrista Jim Hall,
con cui, dopo 'First Place Again' partecipa a diverse registrazioni,
sia per la Warner Bros che per la RCA Victor.
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| Jim Hall |
Jim Hall (Buffalo NY, 1930 - 2013), descriveva la sua famiglia d'origine come "bianchi anglosassoni protestanti provenienti dall'Ohio e dalla regione dei Grandi Laghi". Sua madre era pianista e il nonno violinista. Trascorsa l'infanzia tra New York e Cleveland (Ohio), Jim a dieci anni ha ricevuto come regalo di Natale una chitarra a cui si è dedicato con studio e impegno. A soli tredici anni era entrato in un gruppo strumentale: i suoi modelli erano Charlie Christian e Django Reinhardt, il mitico inventore del genere 'Manouche'.
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| Django Reinhardt |
Alla fine delle scuole superiori si iscrive al "Cleveland Institute of Music" e si diploma in teoria musicale. Nel 1955 si trasferisce a Los Angeles, dove entra nella band di Chico Hamilton, con Buddy Collette all'organo, Freddie Katz al violoncello e Carson Smith al contrabbasso e comincia ad attirare l'attenzione nazionale e internazionale. Nel 1957 il sassofonista Jimmy Giuffre gli chiede di entrare nel trio con il trombonista Bob Brookmeyer, per avere tre linee di improvvisazione che interagissero contemporaneamente, senza nessuna ritmica a tenere il tempo metronomico; il risultato è nell'album 'Western Suite'. Nel 1960 è a New York, dove si susseguono le collaborazioni con Ella Fitzgerald, Lee Konitz e dal 1961-62 Sonny Rollins. Nel corso di un tour in America latina con la Fitzgerald, Jim rimane "folgorato" dalla musica locale e decide di fermarsi a Rio de Janeiro per sei settimane dopo il tour, nel periodo in cui si stava affermando la bossa nova. Le influenze brasiliane si faranno sentire negli album incisi successivamente con Sonny Rollins (What's New?, del 1962) e con Paul Desmond (Take Ten e Bossa Antigua del 1963). Il suo stile è stato definito"compositivo"; i critici hanno usato spesso gli aggettivi "caldo", "pieno" e "generoso" per definire il suo suono. Dal 1962 al 1964 ha guidato un quartetto con il trombettista Art Farmer e inciso dischi in duo con il pianista Bill Evans (Undercurrent e Intermodulation). Nel 1965 sposa Jane, psicoanalista e valente autrice di brani musicali. Registra album da leader e forma un trio, senza smettere di dedicarsi a sperimentazioni, come quella con il bassista Ron Carter (Alone Together), utilizzando talvolta combinazioni inconsuete, come ad esempio quella tra chitarra e trombone (nuovamente con Bob Brookmeyer).
Per la maggior parte dell'agosto 1959, Jim Hall e Percy Heath con Connie Kay del Modern Jazz Quartet, sono stati membri del corpo docente della Lenox School of Jazz, un programma estivo di formazione jazz, svoltosi dal 1957 al 1960 presso il Music Barn di Lenox, nel Massachusetts. Il corpo docente comprendeva Dizzy Gillespie , Jimmy Giuffre , John Lewis, Percy Heath , Larry Ridley, Connie Kay, Jim Hall, Ralph Peña, Max Roach, e Willis James. Tra gli studenti c'erano Ornette Coleman, Margo Guryan, Dizzy Sal, Jamey Aebersold, David Baker, Paul Bley, Attila Zoller, Lucille Butterman, Terry Hawkeye, Verne Elkins, Cevira Rose, Dale Hillary ed Esther Siegel. Sull'argomento vedi anche il testo di Jeremy Yudkin: The Lenox School of Jazz - Un capitolo fondamentale nella storia della musica americana e delle relazioni razziali.
Nel gennaio del 1960, Dave Brubeck
annulla un tour di 25 date in college e università del
Sud America poiché 22 degli istituti si rifiutano di
consentire all'afroamericano Wright di esibirsi.
Nel 1961 Desmond registra il suo primo
album da solista, 'Desmond Blue', in un contesto orchestrale d'archi. L'album è pubblicato nel febbraio del 1962.
Track listing di 'Desmond Blue':
1. My Funny Valentine (Richard Rodgers,
Lorenz Hart)
2. Desmond Blue (Paul Desmond)
3. Then I'll Be Tired of You (Arthur
Schwartz, Yip Harburg)
4. I've Got You Under My Skin"
(Cole Porter)
5. Late Lament (Paul Desmond)
6. I Should Care" (Axel Stordahl,
Paul Weston, Sammy Cahn)
7. Like Someone in Love (Jimmy Van
Heusen, Johnny Burke)
8. Ill Wind (Harold Arlen, Ted Koehler)
9. Body and Soul
(J.Green,F.Eyton,E.Heyman,R.Sour)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone); Albert Richman tracks 1-4, 8 & 9 (French horn); Phil Bodner tracks 5-7, Robert Doty track 1, George Marge track 1, Romeo Penque tracks 2-9, Stan
Webb tracks 2-4, 8 & 9 (woodwinds, legni); Gloria Agostini tracks 2-9, Eugene Bianco track 1 (harp); Jim Hall (guitar); Gene Cherico track 1, Milt Hinton tracks 2-9 (bass), Connie Kay track 1, Bobby Thomas tracks 2-9 (drums); Bob Prince conducer (string section).
Desmond, con la sua solita autoironia, affermerà in merito: “Ho vinto diversi premi come contralto più
lento del mondo, oltre a un premio speciale nel 1961 per la
silenziosità”, probabilmente in merito alla mancata pubblicazione di album in quell'anno.
Nel 1962, l'uscita dell'album 'Samba di
Stan Getz' con la track 'Desafinado', del sassofonista jazz Stan
Getz, segna l'inizio della mania della bossa nova in Nord
America. Desafinado (in italiano: Stonato) è
una canzone brasiliana di genere bossa nova (in italiano: Musica nuova) composta nel 1958 da
Antônio Carlos Jobim e Newton Mendonça e registrata da João
Gilberto il 10 novembre 1958, agli Odeon Studios di Rio de Janeiro. È considerato il brano musicale
che ha cambiato per sempre la musica brasiliana. Nonostante alcuni dicessero che la composizione traeva evidenti spunti dalla musica jazz, sicuramente il jazz ha adottato entusiasticamente la bossa nova, che negli States raggiunge l'apice della popolarità, ed è eseguita
da numerosi musicisti.
Sulla scia del successo ottenuto dal 'Desafinado' di Stan Getz, il Dave Brubeck Quartet (ovviamente con Desmond)
registra il disco 'Bossa Nova USA' nell'autunno del 1962.
Nel 1962, con etichetta RCA Victor, è
pubblicato l'album 'Two of a Mind', contenente performance registrate
da Paul Desmond e Gerry Mulligan in quell'anno. L'album, il secondo
di Mulligan e Desmond registrato in una formazione di quartetto senza
pianoforte, ottiene da Allmusic 4 stelle e mezzo. Questo è il commento alla valutazione del disco: "Il
contralto Paul Desmond e il baritono Gerry Mulligan hanno sempre
formato una squadra perfetta durante le loro rare collaborazioni.
Entrambi i sassofonisti avevano timbri leggeri immediatamente
riconoscibili, grande arguzia e la capacità di improvvisare
melodicamente. ... l'interazione tra Desmond e Mulligan
è costantemente deliziosa. Altamente raccomandato".
Track listing di 'Two of a Mind':
1. All the Things You Are (Jerome Kern,
Oscar Hammerstein II)
2. Stardust (Hoagy Carmichael, Mitchell
Parish)
3. Two of a Mind (Paul Desmond)
4. Blight of the Fumble Bee (Gerry
Mulligan)
5. The Way You Look Tonight (Kern,
Dorothy Fields)
6. Out of Nowhere (Johnny Green, Edward
Heyman)
Personale: Paul Desmond (sassofono
contralto); Gerry Mulligan (sassofono baritono); John Beal tracce 4,
5, Joe Benjamin tracce 3, 6 e Wendell Marshall tracce 1, 2 (basso); Connie Kay tracce 1, 2, 4, 5, Mel Lewis tracce 3, 6 (batteria).
Nel 1963 Paul Desmond, con il suo album
'Take Ten', continua la collaborazione con il chitarrista Jim
Hall, iniziata con l'album del quartetto del 1959 'First Place
Again'. Nell'album, con copertina di Andy
Warhol, la traccia che dà il titolo all'album è una
composizione jazz in 5/4 simile a 'Take Five' in termini di ritmo,
struttura degli accordi e melodia. L'album Take Ten riflette inoltre la
popolarità di un altro successo jazz, 'Desafinado'. Take Ten è il
primo album solista di Desmond a includere la Bossa nova.
Track listing in 'Take Ten':
1. Take Ten (Paul Desmond)
2. El Prince (Paul Desmond)
3. Alone Together (Arthur Schwartz,
Howard Dietz)
4. Embarcadero (Paul Desmond)
5. Theme from "Black Orpheus"
(Luiz Bonfá, Antônio Maria)
6. Nancy (with the Laughing Face)
(Jimmy Van Heusen, Phil Silvers)
7. Samba de Orfeu (Bonfá, Maria)
8. The One I Love (Belongs to Somebody
Else) (Isham Jones, Gus Kahn)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone); Jim Hall (guitar); Gene Cherico (tracks 2-8), Eugene
Wright (track 1) (bass); Connie Kay (drums).
Il 17 luglio 1964, il singolo con il sax di Stan Getz in 'The Girl from Ipanema', raggiunge il quinto posto nella classifica dei singoli Billboard
Hot, divenendo il più grande successo del genere jazz-bossa nova negli Stati Uniti.
Tra il 28 luglio e l'8 settembre 1964,
Desmond continua a esplorare la bossa nova e registra, insieme a Jim Hall alla chitarra, Gene Cherico (tracce 2-8, 10, 11), Eugene Wright (traccia 1) e George Duvivier (traccia 9) al basso, e Connie Kay alla batteria, l'album successivo 'Bossa Antigua', pubblicato nel 1965.
Track listing di 'Bossa
Antigua':
1. Bossa Antigua (Paul Desmond)
2. The Night Has a Thousand Eyes (Jerry
Brainin, Buddy Bernier)
3. O Gato (Jane Herbert)
4. Samba Cantina (Paul Desmond)
5. Curacao Doloroso (Paul Desmond)
6. A Ship Without a Sail (Richard
Rodgers, Lorenz Hart)
7. Alianca (Paul Desmond)
8. The Girl from East 9th Street (Paul
Desmond)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone), Jim Hall (guitar); Gene Cherico (track 8), Eugene Wright
(tracks 1-7) (bass); Connie Kay (drums).
Mentre molti attribuivano il successo
del quartetto di Brubeck allo stile di Desmond, molti altri
consideravano il suo modo di suonare "troppo lezioso",
anche perché l'impegno politico-sociale dei musicisti
afro-americani dell'epoca, richiedeva stili che trasmettessero
consapevolezze profonde e posizioni intransigenti, tutt'altro
che liete, melodiche o ariose, al fine di fronteggiare la
segregazione razziale vigente negli USA e posizionarsi contro il
razzismo.
Nonostante le forti prese di posizione assunte da Brubeck, che quando sentiva aria di razzismo nei confronti del contrabbassista Eugene Wright, annullava date e concerti, per tutti gli anni sessanta e settanta
la cifra stilistica di Desmond era considerata superata
dai fans del free jazz, che oltre a essere quella di un
bianco, nel periodo in cui Malcom X profetizzava il Black
Power, costavano a Desmond una minore attenzione e considerazione,
così come succedeva ad un altro grande contraltista cool della prima
ora, Lee Konitz.
Lontani dal palcoscenico, nella loro vita privata, Dave Brubeck e
la sua famiglia erano molto legati a Paul Desmond, sebbene i due
uomini avessero personalità molto diverse. Darius Brubeck, uno dei figli di Dave,
ricorda di aver pensato che Desmond fosse suo zio, quasi fino
all'adolescenza. Desmond era legato particolarmente a Michael, un
altro figlio di Dave, al quale lascerà il sassofono, alla sua
morte.
Desmond è stato descritto come un
donnaiolo incapace di instaurare (e non interessato a mantenere)
relazioni stabili con le donne, sebbene non gli siano mancate
compagne durante la sua vita. Si dice che Desmond abbia scherzato,
vedendo un'ex fidanzata per strada, "Eccola, non per capriccio
ma per una banchiera" (un riferimento semi- spoonista a "This
is the way the world ends / Not with a bang but a whimper" di T.
S. Eliot). Al contrario, Brubeck era profondamente
religioso e un fedele padre di famiglia.
Il Dave Brubeck Quartet si è esibito fino al 1967, poi Brubeck ha scelto di spostare la sua
attività musicale dall'esecuzione alla composizione e ha sciolto il gruppo; fra l'altro, pare che lo stesso Desmond avesse
espresso l'intenzione di andarsene.
Nel
1969 è pubblicato, con etichetta CTI, 'Summertime',
album di Paul Desmond contenente performance registrate nel
1968. Un critico di Allmusic, Richard S. Ginell, afferma: "Il
risultato è un album di musica eclettica e
splendidamente prodotta che fa rivivere l'idea di "bossa
antigua" di Desmond e la indirizza in direzioni diverse,
direttamente verso il Brasile e varie regioni caraibiche, così come
verso gli Stati Uniti jazz... Mai prima d'ora il sax contralto
di Desmond era stato registrato in modo così incantevole".
Track listing in 'Summertime':
1. Samba (Struttin') With Some Barbeque
(L.H.Armstrong,Don Raye)
2. Olvidar (Don Sebesky)
3. Ob-La-Di, Ob-La-Da (J.Lennon,
P.McCartney)
4. Emily (Johnny Mandel, Johnny Mercer)
5. Someday My Prince Will Come (L.Morey,F.Churchill)
6. Autumn Leaves (Joseph Kosma,
Johnny Mercer)
7. Where Is Love? (Lionel Bart)
8. Lady in Cement (Hugo
Montenegro)
9. North by Northeast (Paul Desmond)
10. Summertime (George Gershwin,
DuBose Heyward)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone); Wayne Andre tracks 1, 2, 4-6, 9, Paul Faulise tracks 1, 2, 4-6,
8-10, Urbie Green tracks 2, 4, 5, 8-10, J. J. Johnson tracks 7, 8, 10,
Bill Watrous tracks 1, 2, 4-6, 9, 10, Kai Winding tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (trombone); Burt Collins tracks 2-5, 8-10, John Eckert tracks 1, 2, 4-6,
9, Joe Shepley e Marvin Stamm tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (trumpet,
flugelhorn); Ray Alonge tracks 1, 2, 4-6, 8-10, Jimmy Buffington tracks 2, 4,
5, 8-10, Tony Miranda tracks 1, 2, 4-6, 9 (French horn); George Marge track 3 (flute, oboe); Bob Tricarico track 3 (flute, bassoon); Herbie Hancock tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (piano); Jay Berliner tracks 7, 8, 10, Joe Beck track 5, Eumir Deodato tracks 8, Bucky Pizzarelli tracks 2, 5 (guitar); Frank
Bruno track 3, Ron Carter tracks 1, 2, 4-6, 8-10 (bass); Leo Morris tracks 2,
4, 5, 9, 10 (drums); Mike Mainieri tracks 7, 8, 10 (vibraphone); Joe
Venuto track 3 (marimba); Jack Jennings tracks 7, 8, 10, Airto Moreira tracks 7,
8, 10 (percussion); Don Sebesky (arranger).
Nel 1969 Desmond e Mulligan si esibiscono insieme al New Orleans Jazz Festival, dove riscuotono favore sia
da parte della critica che del pubblico.
A differenza di Brubeck, Desmond aveva
molto in comune con Gerry Mulligan: erano simili nei loro interessi,
nel loro umorismo ed entrambi erano inclini alla dipendenza.
Culturalmente Desmond apparteneva
infatti alla beat generation e amava leggere le opere dei pensatori
della sua generazione come Timothy Leary e Jack Kerouac, che
sostenevano o facevano affidamento sull'uso di droghe ricreative e
talvolta usavano LSD.
Aveva diverse dipendenze, tra cui il
whisky scozzese Dewar's e le sigarette Pall Mall.
Negli anni '40 e '50, Desmond assumeva
frequentemente anfetamine e negli anni '70 era noto per l'uso di
cocaina.
I suoi problemi di dipendenza chimica a
volte lo prosciugavano di energie mentre era in viaggio.
Il clarinettista Perry Robinson
ricorda, nella sua autobiografia, che a volte Desmond aveva bisogno
di un'iniezione di vitamina B12 solo per poter continuare a suonare
la volta successiva.
'Live at the Berlin Philharmonie' è un
album dal vivo di Dave Brubeck e del suo trio (formato
con Jack Six e Alan Dawson) insieme a Gerry Mulligan,
registrato nel 1970 alla Sala Filarmonica di Berlino. È
stato pubblicato in vinile nell'edizione statunitense del 1972
e ripubblicato nel 1995 in 2 CD con diverse tracce bonus. La pubblicazione del
1972 ha raggiunto la posizione numero 21 nella classifica Billboard
Top Jazz.
Track listing di 'Live at the Berlin Philharmonie' del 1972:
1. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
2. Blessed Are the Poor (The Sermon on the Mount) (Dave Brubeck)
3. Indian Song (Brubeck)
4. Limehouse Blues (Philip Braham, Douglas Furber)
5. Lullaby de Mexico (Mulligan)
Personnel: Dave Brubeck (piano, producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums).
La ristampa del 1995 di Live at the Berlin Philharmonie è
stata recensita da Scott Yanow su Allmusic, che ne ha scritto:
"Considerando quanto ispirato suoni il Dave Brubeck Quartet, è
sorprendente che la musica sia rimasta così oscura per così tanto
tempo...”
Track listing di 'Live at the Berlin
Philharmonie' CD 1 e CD 2:
1. Out of Nowhere (Johnny Green,
Edward Heyman)
2. Mexican Jumping Bean (Gerry
Mulligan)
3. Blessed Are the Poor (The Sermon on
the Mount) (Dave Brubeck)
4. Things Ain't What They Used to Be (D.Ellington,M.Ellington,T.Persons)
5. Out of the Way of the People (Brubeck)
6. The Duke (Brubeck)
7. New Orleans (Hoagy Carmichael)
8. Indian Song (Brubeck)
9. Limehouse Blues (Philip
Braham, Douglas Furber)
10. St. Louis Blues (W. C. Handy)
11. Basin Street Blues (Spencer
Williams)
12. Take Five (Paul Desmond)
13. Lullaby de Mexico (Mulligan)
Personnel: Dave Brubeck (piano,
producer); Gerry Mulligan (baritone saxophone); Jack Six (double
bass); Alan Dawson (drums).
Nonostante in quell'album non fosse
presente, durante gli anni '70 Desmond si è unito a Brubeck per diversi tour di reunion, tra cui
"Two Generations of Brubeck", dove ad accompagnarli c'erano i figli di Brubeck: Chris Brubeck al basso elettrico e al trombone, Dan Brubeck alla batteria e Darius Brubeck al pianoforte, pianoforte elettrico e clavinet.
Nel 1971, dopo un periodo di inattività, Jim Hall chiede a Desmond di suonare insieme all'Half Note di New York City. Con la sua consueta ironia, Desmond diceva di aver accettato
l'incarico solo perché era nelle vicinanze e poteva scendere dal
letto per andare al lavoro. I due hanno poi continuato a suonare nel
club, sempre gremito di pubblico per ascoltarli.
Per un concerto del Natale del 1971
alla New York Town Hall,
Desmond si
unisce anche al
Modern Jazz
Quartet, gruppo nato da quella che era stata la sezione ritmica della big band di
Dizzy Gillespie dal 1946 al 1948, composta da Lewis, Jackson e Clarke
insieme al bassista Ray Brown.
Già in 'First Place Again', il secondo album che aveva diretto, Paul Desmond si era avvalso della collaborazione del contrabbassista Percy Heath e del batterista Connie Kay entrambi componenti del Modern Jazz Quartet.
Nel 1973 Dave Brubeck con Paul Desmond al sassofono contralto insieme a Gerry Mulligan al sassofono baritono, si esibiscono in Europa in vari concerti; dal tour è pubblicato
l'album 'We're All Together Again for the First Time' che
raggiunge la posizione 20 nella Billboard Top Jazz Charts. Fra i brani presenti nell'album:
'Truth', 'Unfinished Woman' e un gustosissimo 'Take Five' sono stati
registrati alla Berliner Philharmonie di Berlino, 'Koto Song' è stato
registrato all'Olympia di Parigi e 'Rotterdam Blues' con 'Sweet Georgia
Brow', alla sala concerti De Doelen di Rotterdam.
Track listing di '
We're
All Together Again for the First Time': 1. Truth (Dave Brubeck)
2. Unfinished Woman (Gerry Mulligan)
3. Koto Song (Brubeck)
4. Take Five (Paul Desmond)
5. Rotterdam Blues (Brubeck)
6. Sweet Georgia Brown (B.Bernie,K.Casey,M.Pinkard)
Personnel: Dave Brubeck (piano,
producer); Paul Desmond (alto saxophone); Gerry Mulligan (baritone
saxophone); Jack Six (double bass); Alan Dawson (drums); Siegfried
Loch (producer).
Nel 1974, grazie all'intervento di Jim
Hall, Desmond conosce il chitarrista canadese Ed Bickert
e si esibisce con lui, insieme a Don Thompson al basso e Jerry Fuller
alla batteria, in diversi club della zona di Toronto.
Nel settembre di quell'anno, Desmond
porta il chitarrista canadese Ed Bickert negli Stati Uniti per
registrare l'album in studio 'Pure Desmond', in un quartetto
con Ron Carter e Connie Kay, con
cui già aveva collaborato. L'album, pubblicato nel
1975, ha rappresentato la prima importante apparizione di Bickert
sulla scena del jazz, una vetrina sul suo modo di suonare la
chitarra: "Lo considero davvero l'album di Ed", aveva detto
Desmond allo scrittore Gene Lees, per le note di copertina
dell'album.
Track listing in 'Pure Desmond':
1. Squeeze Me (Clarence Williams, Fats
Waller)
2. I'm Old Fashioned (Jerome Kern,
Johnny Mercer)
3. Nuages (Django Reinhardt, Jacques
Larue)
4. Why Shouldn't I? (Cole Porter)
5. Everything I Love (Porter)
6. Warm Valley (Duke Ellington)
7. Till the Clouds Roll By (Jerome
Kern, P. G. Wodehouse)
8. Mean to Me (Fred E. Ahlert, Roy
Turk)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone), Ed Bickert (electric guitar), Ron Carter (bass), Connie
Kay (drums), Don Sebesky (musical supervision).
Il gruppo di Desmond,
col chitarrista Ed Bicker insieme a Don Thompson al basso e
Jerry Fuller alla batteria, assunto il nome di 'Paul
Desmond Quartet', nel
1975 e 1976 si esibisce in pianta fissa al club Bourbon Street
di Toronto. Dalle loro performance nel 1976, è pubblicato l'album
'Live'.
Il recensore di Allmusic Ken Dryden ha
affermato: "Queste sessioni, tratte da diverse serate al Bourbon
Street di Toronto durante l'autunno del 1975, sono performance intime
apprezzate da un pubblico attento... Il tono pacato di Desmond e le
sue citazioni argute sono una delizia per tutto l'album... Questo è
senza dubbio il meglio delle registrazioni di Paul Desmond dopo
l'esperienza con Brubeck come leader e rivaleggia con gli album in
studio che registrò con Jim Hall".
Track listing in 'Live':
1. Wendy (Paul Desmond)
2. Wave (Antônio Carlos Jobim)
3. Things Ain't What They Used to Be
(Mercer Ellington, Ted Persons)
4. Nancy (Jimmy Van Heusen, Phil
Silver)
5. Manhã de Carnaval (Luiz Bonfá)
6.Here's That Rainy Day (Van Heusen,
Johnny Burke)
7. My Funny Valentine (Richard Rodgers,
Lorenz Hart)
8. Take Five (Paul Desmond)
Personnel: Paul Desmond (alto
saxophone), Ed Bickert (guitar), Don Thompson (bass), Jerry Fuller
(drums).
Nel 1975 Jim Hall incide l'album "
Concierto"
il cui brano di punta è una
sublime versione jazz, arrangiata da Don Sebesky, del classico per chitarra
"Concierto de Aranjuez" di Joaquìn Rodrigo, composta nel 1939.
Oltre a Hall e Carter (basso),
suonano Paul Desmond (sax alto), Chet Baker (tromba), Roland Hanna (piano) e Steve Gadd (batteria). Jim Hall è stato più
volte chiamato a condurre seminari in tutto il mondo, grazie alle sue
doti comunicative e al suo desiderio di condividere con altri le sue
esperienze artistiche. Per questa sua caratteristica, oltre al lavoro
svolto con il suo trio, Jim ha sempre cercato di ospitare, nei dischi
e nei concerti dal vivo, musicisti di ogni estrazione: da Joe Lovano
a Kenny Barron, da The New York Voices a Zoot Sims, da Michel
Petrucciani a Wayne Shorter. Spesso queste collaborazioni sono state
documentate su disco e talvolta sono sfociate in veri e propri
progetti discografici comuni, come ad esempio i Duets con Pat
Metheny.
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| Chet Baker nel 1955. |
Chet Baker (Yale OK, 23 dicembre 1929 - Amsterdam NL, 13 maggio 1988), trombettista e cantante di jazz,
è stato
tra i principali esponenti del
cool jazz. Nato a
Yale, nello stato dell'Oklahoma, era figlio del chitarrista
professionista di swing occidentale Chesney Henry Baker Sr. e di Vera
Moser, pianista che, per vivere, lavorava in una fabbrica di profumi. Sua nonna materna era norvegese e Baker raccontava che, a causa
della Grande Depressione, anche suo padre, sebbene talentuoso, aveva
smesso di suonare per accettare un lavoro regolare.
Chet Baker, noto per il suo
stile lirico e
intimista, ha introdotto importanti innovazioni nel panorama del
cool jazz, tanto da procurargli il soprannome di "
Principe del Cool"; manifestava
capacità espressive fuori dal
comune. Lo storico del jazz Dave Gelly lo descriveva come "James Dean, Frank Sinatra e Bix Beiderbecke, fusi in uno". Anche la sua ben pubblicizzata
dipendenza dall'
eroina aveva contribuito alla sua notorietà e fama, anche se gli era costata frequenti entrate e uscite di prigione, prima di godere di una rinascita della sua carriera alla fine degli anni '70 e '80.
Chet arriva al grande successo
come trombettista a partire dall'estate del 1952, quando è
scelto
da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di
concerti sulla West Coast. Ecco come l'ha raccontata lui: "Una
mattina ho trovato un telegramma sotto la porta. Era un'audizione per
lavorare con Charlie Parker, al Tiffany Club, alle tre del pomeriggio
di quel giorno. Allora sono corso lì e appena ho varcato la soglia
mi sono guardato intorno e ho visto 40 trombettisti! Ero lì da
cinque minuti e qualcuno doveva aver già parlato di me a 'Bird'...
Chiese se ero arrivato e io risposi 'Sì, Bird, sono qui!'.
Abbiamo suonato insieme due pezzi e subito dopo annunciò al
microfono che le audizioni erano terminate. Aveva scelto me e grazie
a tutti per essere venuti" E beh, tutto qui. Alla fine del tour, inizia a suonare
nel quartetto di
Gerry Mulligan, gruppo composto solo da sax
baritono, tromba, basso e batteria,
senza pianoforte o
chitarra che eseguissero
basi armoniche. Il quartetto acquista notorietà
esibendosi nei jazz club di Los Angeles come il The Haig e il Tiffany
Club, ottenendo così un contratto con la nuova etichetta
discografica Pacific Jazz Records (poi nota come World Records
Pacific). La band si distingue per l'
interazione
tra il
sax baritono di Mulligan e la
tromba di Baker,
che piuttosto che suonare linee melodiche all'unisono, come i giganti
del
bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie, sviluppano
frasi
musicali attingendo a
tecniche contrappuntistiche,
ad esempio anticipando la melodia che l'altro avrebbe eseguito dopo e
comunque danzando musicalmente da un tema all'altro.
Baker divenne una delle punte di
diamante del quartetto per via delle sue
capacità espressive
fuori dal comune. Presto il quartetto di Gerry, di cui
Chet è il trombettista, si scioglie per via dei
problemi
di
droga di
Mulligan (incarcerato per un certo
periodo), ma già c'erano stati disaccordi economici e scontri
caratteriali fra i due. Baker fonda così una sua
jazz band
in cui, oltre a suonare la tromba, copre anche il ruolo di
cantante. Il
quartetto di Baker include, a rotazione,
il pianista Russ Freeman, i bassisti Bob Whitlock, Carson Smith, Joe
Mondragon e Jimmy Bond, e i batteristi Larry Bunker, Bob Neel e
Shelly Manne. Tra il 1953 e il 1956, il
quartetto
di Baker pubblicherà
album di successo. Chet Baker vince
i
sondaggi dei lettori delle riviste Metronome e DownBeat,
battendo i trombettisti Miles Davis e Clifford Brown. Nel 1954, la Pacific Jazz Records,
fondata da Richard (Dick) Bock, pubblica '
Chet Baker Sings',
l'album vocale di debutto di Chet Baker.
Chet Baker e Paul Desmond registrano insieme, tra il 1974 e il 1977, dei brani pubblicati negli album
"She Was Too Good To Me", "You Can't Go Home Again" e "The Best Thing For You" di Chet Baker e, come abbiamo visto, "Concierto" di Jim Hall.
Quegli stessi brani saranno pubblicati, nel 1992, nell'album "Together" di Chet Baker (tromba) e Paul Desmond (sax
alto). Questo album è considerato un incontro
di alto livello tra due dei
più lirici interpreti del jazz californiano/cool jazz.
Track list di 'Together':
1. Tangerine
(J.Mercer,V.Schertzinger, arr.DonSebesky)
2. You Can't Go Home Again (Don
Sebesky)
3. How Deep Is The Ocean?
(I.Berlin, arr.DonSebesky)
4. You'd Be So Nice To Come Home To
(ColePorter, arr.DonSebesky)
5. I'm Getting Sentimental Over
You/You've Changed (Carey,Fischer,Bassman,Washington, arr.DonSebesky)
6. Autumn Leaves
(Parsons,Prevert,Mercer,Kosma, arr.DonSebesky)
7. Concierto De Aranjuez (Joaquin
Rodrigo, arr.DonSebesky)
Personnel: Chet Baker (Trumpet); Paul
Desmond (Alto Saxophone); Jim Hall tracks 4, 7 (Guitar); Roland Hanna
tracks 4, 7 (Piano); Bob James tracks 1, 6, Kenny Barron tracks 2, 3,
5 (Electric Piano); Ron Carter (Bass); Tony Williams tracks 2, 3, 5,
Steve Gadd tracks 1, 4, 6, 7 (Drums).
Tracks 1 & 6: Recorded at Van
Gelder Studios. New York City 17th July 1974. Taken from the Epic album - Chet Baker
"She Was Too Good To Me"
Track 2: Recorded at Sound Ideas
Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M album - Chet
Baker "You Can't Go Home Again" CD
Tracks 3 & 5: Recorded at Sound
Ideas Studios. New York City February 1977. Taken from the A&M album - Chet
Baker "The Best Thing For You" CD
Tracks 4 & 7: Recorded at Van
Gelder Studios. New York City 23rd April 1975. Taken from the Epic album - Jim Hall
"Concierto"
E tornando al 1951, quando Brubeck
aveva accettato di tornare a
lavorare con Desmond, aveva preteso
un contratto in cui era specificato che, nelle
esibizioni di Paul come leader con altre formazioni, gli fosse
interdetto di esibirsi con altri pianisti. In
effetti, valutando poi le performance di Desmond senza Brubeck,
non figurano mai pianisti:
l'unica sua interpretazione che io conosca, insieme ad un
pianista che non sia Brubeck, è nel magnifico 'Concierto de
Aranjuez' con Roland Hanna al
pianoforte, dove comunque il leader era Hall.
Nel 1976 il Paul Desmond Quartet, formato in maggioranza da Canadesi, partecipa all'Edmonton Jazz Festival; le registrazioni dal vivo di quel
concerto saranno pubblicate durante e dopo la vita di Desmond. Nello stesso anno, Desmond partecipa inoltre a 25
spettacoli, per 25 notti, con Brubeck, girando gli Stati Uniti in
autobus.
In questa clip del 1976 https://www.youtube.com/watch?v=1SJVI0HSp6A&ab_channel=CBC, c'è la registrazione di un'intervista fatta a Paul Desmond
da
una componente dello staff della CBC (Canadian Broadcasting Corporation), il servizio pubblico radiotelevisivo nazionale del
Canada, di cui riporto la trascrizione.
 |
Paul col suo labbrone inferiore da sassofonista. |
LEI: Quante prove e riprove fate prima
di andare a suonare in un club?
PAUL
DESMOND: Ehm, difficilmente ne facciamo. È
una mossa molto coraggiosa da parte mia, probabilmente dovuta al mio
passato, vissuto con prove e certezze, nel Brubeck Quartet per tutti
quegli anni. Sono venuto qui per la prima volta perché ho sentito
parlare di Ed Bickert da Jim Hall: Ed Bicker il chitarrista mi è
sembrato incredibile, e anche Don Thompson il bassista, e Jerry
Fuller. Così sono venuto qui e, senza provare affatto, siamo
partiti per la prima tournée. Questa è stata la terza.
LEI: Sei appena tornato?
PAUL
DESMOND: Sì.
LEI: Stai vivendo una specie di
pre-pensionamento o semi-pensionamento da quando il Brubeck Quartet
si è sciolto?
PAUL
DESMOND: Sì.
LEI: L'hai fatto! Ho letto Gene
Leaves. Cosa ti ha fatto tornare? O, cosa più importante, cosa ti ha
fatto andare in pensione in primo luogo?
PAUL
DESMOND: La stanchezza, il malumore, un sacco di cose che
hanno colpito tutto il gruppo, più o meno nello stesso periodo.
Abbiamo viaggiato come per 17 anni circa negli ultimi 10 anni, circa
300 concerti all'anno ed è diventato troppo.
LEI: Cosa hai fatto allora?
PAUL
DESMOND: Sono rimasto fermo per un po' senza fare niente e poi
gradualmente, Dave ha iniziato a scrivere le sue opere sinfoniche e
io ho iniziato a lavorare a un libro. Gene Wright è andato sulla
costa. Joe Mel dà lezioni di batteria, poi abbiamo iniziato a
sentire la mancanza del suonare, così ho iniziato a registrare da
solo. Ho lavorato un po' con Jim Hall e poi ho iniziato a venire qui.
Questo è l'unico club (il 'Bourbon
Street' di Toronto, N.d.R.) in cui ho suonato negli ultimi 25 anni,
solo per poter suonare con questi ragazzi.
LEI: Il tuo ultimo album, ('Pure
Desmond', N.d.R.) è bellissimo. Devo dire che le case discografiche
non sono poi così fuori strada, visto che i vostri dischi non sono
disponibili da nessuna parte.
PAUL
DESMOND: Sì.
LEI: Ma ne uscirà un altro?
PAUL
DESMOND: Sì, uscirà a seconda del favore incontrato da
quello appena uscito, ma nel club stiamo registrando dal vivo e sono
sicuro che ne ricaveremo un album.
LEI: Sei molto nervoso in questo
momento? È
a causa mia? Sei così calmo quando suoni... Sei calmo o è
solo una facciata?
PAUL
DESMOND: È una totale frode, è la pura verità.
LEI: Ti vedo assolutamente composto e
convincente. Non so niente di jazz, ti dà fastidio il fatto che sia
seduta qui a parlare con te?
PAUL
DESMOND: No, ne sono deliziato.
LEI: Da quello che ne so, le persone
che ti ascoltano e che conosco, mi dicono che hai il sassofono dal
suono più dolce nel mondo intero, che sembra uscire molto
delicatamente. Il tuo sound non è
frenetico o selvaggio. È
difficile credere che tu abbia mai smesso di suonarlo.
PAUL
DESMOND: Eh, sono stato fortunato in molti modi, perché
davvero non me lo merito. Non suonavo già da circa tre anni quando
sono tornato a registrare.
LEI: E in un certo senso potrebbe aver
aiutato mettere Gene Lees (giornalista, scrittore e critico musicale
canadese, N.d.R.) sulla copertina del tuo ultimo album, visto che ha
scritto che tu ed Ed Bickert vi siete incontrati, siete venuti qui e
avete iniziato a suonare. Ha scritto che tu eri silenzioso e timido e
che Ed Bickert era abominevolmente timido. Non sapeva come mai vi
foste messi insieme o come aveste potuto, in primo luogo, dirvi
qualcosa. Ci sono volute un paio di settimane prima che tu dicessi
qualcosa. C'erano troppe frasi da scambiare?
PAUL
DESMOND: Sì.
LEI: Ma, non volevi fare lo scrittore a
un certo punto, vero?
PAUL
DESMOND: Sì.
LEI: Vorresti ancora fare lo scrittore
quando sarai grande?
PAUL
DESMOND: Non poi così tanto in realtà, se mai lo farò. Una
cosa che ho imparato durante gli anni in cui non suonavo, è stata
quella di frequentare un bar, a New York, chiamato The Lanes, dove
molti scrittori di fama passano molto del loro tempo. E ho scoperto,
più o meno un anno dopo, che quasi tutti hanno il sogno segreto di
diventare jazzisti, alla Walter Mitty (uomo mite e gentile con una
vivida vita fantastica; personaggio immaginario del racconto di James
Thurber "The Secret Life of Walter Mitty" pubblicato per la
prima volta sul The New Yorker il 18 marzo 1939, N.d.R.). E ho pensato che fosse una mossa
stupida trasferirsi da un posto abbastanza sicuro come il mondo del
jazz, per diventare l'umorista disoccupato numero 493.
LEI: Quando a un certo punto sei andato
in pensione, o semi-pensione, l'hai potuto fare grazie alla
prosperosa situazione finanziaria in cui tu e Dave Brubeck vi siete
ritrovati? Questa sicurezza ti ha lasciato ora? Dovresti continuare a
suonare?
PAUL
DESMOND: Be', non proprio, ma non è così sicuro come
sembrava una volta. Abbiamo una specie di reddito annuo, visto che
abbiamo messo da parte le entrate di tutti i concerti e tutto il
resto in un fondo e ne preleviamo una certa cifra all'anno. Ci sono
alcune rendite che nel 1954 sembravano davvero fantastiche, ma oggi
non sembrano poi così sensazionali. E il tutto finisce, giustamente,
nel 1984. Quindi, se allora sarò ancora in giro, dovrò tornare al
lavoro.
LEI: Comunque, con chi ti piacerebbe
suonare ora?
PAUL
DESMOND: Chi sono i miei preferiti?
LEI: Sì, la musica che ami
semplicemente ascoltare. A parte l'odierno Edinburgh International
Festival 1967–1976, chi sono i musicisti che ti piacciono e che
ammiri nella scena jazz attuale, con cui ti piacerebbe suonarci
insieme?
PAUL
DESMOND: Beh, Jim Hall!. Mi è sempre piaciuto suonare con
lui. Ho fatto un sacco di dischi con lui. Anche Gerry Mulligan. E la
maggior parte del mio tempo, ovviamente, l'ho trascorso con il
vecchio Padre, David Brubeck. Sono sicuro che stia uscendo un album
con solo duetti di noi due, e a dire il vero, si sta parlando di
riunire il quartetto originale con Joe Morello e Gene Wright.
LEI: La cosa ti interessa?
PAUL
DESMOND: Sì. Stanno organizzando dei concerti...
Benché per molto tempo si sia parlato
di una sua autobiografia, questa non si è mai materializzata anche
perché Desmond, dopo anni di fumo indiscriminato, whisky,
cocaina e problemi di salute vari, si è ammalato di cancro ai
polmoni.
Quando ha saputo della diagnosi, ha
reagito con la sua proverbiale lievità, rallegrandosi di avere un
fegato in ottime condizioni: "Come nuovo, uno dei migliori
fegati esistenti.
È a bagno nel Dewar (una marca di whisky) e
scoppia di salute".
Desmond è morto a fine maggio del 1977, poco
più che cinquantenne, dopo essere apparso a febbraio in un concerto
con Brubeck a New York, dove nessuno dei suoi fan sapeva che stesse
morendo.
Alcuni dei suoi amici raccontano che il
suo vecchio amico Charles Mingus l'ha visitato nei suoi ultimi
giorni in ospedale ed è rimasto a guardarlo vicino al letto, vestito
come al solito con mantello e cappello neri. Desmond, aprendo gli
occhi e collegando la cupa figura di Mingus a quella della morte nel
film "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, gli ha detto:
"Va bene, sistema la scacchiera".
Desmond suonava un sassofono contralto
modello Selmer Super Balanced Action con un bocchino in gomma dura
modello MC Gregory 4A-18M, entrambi risalenti al 1951 circa, con
un'ancia Rico 3 ½ moderatamente rigida.
Paul Desmond è stato cremato e le sue
ceneri disperse.
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